Operazione Rekord: arresti in tutta Italia

Diciassette le persone coinvolte a diverso titolo.

Operazione Rekord: arresti in tutta Italia
18 Settembre 2017 ore 15:05

Operazione Rekord: arresti in tutta Italia.

Indagine partita due anni fa

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como ha dato esecuzione oggi a una ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como, su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di diciassette persone sottoposte ad indagini (otto destinatarie della custodia cautelare in carcere e nove della misura cautelare degli arresti domiciliari). Le misure cautelari sono state emesse nell’ambito di una complessa indagine durata circa due anni, efficacemente condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como, sulla base di preziosi elementi raccolti dalla Agenzia delle Dogane di Como nel corso di controlli transfrontalieri (la presente indagine è iniziata in occasione di un sequestro di lampadine e pen drive effettuato presso la Dogana di Ponte Chiasso nel novembre 2015).

Sodalizio criminale transnazionale

L’indagine ha riguardato un sodalizio criminoso (di natura transnazionale, operativo non solo in Italia, ma anche in altri Paesi quali Svizzera, Spagna, Austria, Slovacchia, Malta) finalizzato alla perpetrazione di più reati fiscali, tra cui quelli di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, dichiarazione infedele al fine di evadere le imposte ed altri reati tributari, nell’ambito della commercializzazione di materiale elettrico e prodotti per l’ elettronica.
Il sistema di frode è stato realizzato mediante la costituzione, in varie parti del territorio nazionale, di società “cartiere”, emittenti fatture soggettivamente/oggettivamente inesistenti e prive di ogni struttura logistica.
Queste società sono state utilizzate per perseguire tre tipologie distinte di frode fiscale.

Tre tipi di frode

La prima tipologia di frode è stata realizzata mediante la vendita di ingenti quantità di merci (materiale elettronico, informatico, cartoleria, casalinghi, pneumatici, materiale sanitario, ecc.) da parte di varie società con sede nell’Unione Europea, nei confronti delle predette cartiere.
La seconda tipologia di frode è stata realizzata mediante l’acquisto da parte delle società cartiere sopra menzionate di ingenti quantitativi di materiale elettrico e/o elettronico (fuori mercato, obsoleto o costituente fondi di magazzino) presso aziende con sede in Paesi Membri dell’Unione Europea in regime di imponibilità, ma con successiva neutralizzazione dell’imposta, anche se tale materiale non aveva alcun valore commerciale ovvero un valore nettamente inferiore a quello esposto nelle fatture; la cessione di ingenti partite della suddetta merce ad altre società filtro o direttamente alle società rivenditrici finali (dette “broker”), operanti nel mercato della cosiddetta “Grande Distribuzione Organizzata” e, quindi, consapevoli del fittizio valore attribuito a prodotti commercializzati.
La terza tipologia di truffa è stata posta in essere mediante l’emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, al fine di consentire alle società destinatarie di abbattere la base imponibile e di conseguire un sostanziale, quanto illegittimo, risparmio fiscale sia ai fini delle imposte sul reddito che sul valore aggiunto.
Gli indagati sono risultati amministratori anche di fatto di varie delle società coinvolte nella frode tributaria.

Molti dei reati sono stati solo accertati a Como, ma commessi in diverse parti del territorio nazionale. La competenza della Autorità Giudiziaria di Como è stata individuata (in base alla tesi della Procura della Repubblica condivisa dal Giudice per le indagini preliminari) tenendo presente che il reato più grave per cui si procede è quello associativo, anche in considerazione della natura transnazionale dello stesso e che tale reato è stato accertato ed in parte commesso nel circondario di Como (attraverso il passaggio delle merci dalla frontiera).

Frodati milioni di euro

Il valore complessivo delle fatture per operazioni soggettivamente/oggettivamente inesistenti emesse dalle società cartiere e/o filtro ammonta a 300.000.000 di euro circa di imponibile. L’ Iva evasa ammonta ad oltre  60.000.000 di euro e l’imposta sui redditi evasa a circa 25.000.000. E’ stato altresì disposto dal Giudice per le indagini preliminari il sequestro, finalizzato alla confisca anche per equivalente, per circa 85.000.000 di euro, pari all’ammontare del profitto della frode tributaria.

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