Mozzate

Orecchie a sventola e naso grosso, rapinatore incastrato

Sorpreso durante il furto in una villetta bifamiliare di Mozzate, aveva minacciato il proprietario con un piccone. Riconosciuto, è stato condannato 3 anni di carcere.

Orecchie a sventola e naso grosso, rapinatore incastrato
Bassa Comasca, 21 Giugno 2020 ore 09:15

 

Tradito dalle orecchie a sventola e dal naso pronunciato 25enne di nazionalità albanese è stato riconosciuto colpevole della rapina avvenuta a gennaio 2018 in una villetta bifamiliare di Mozzate. Era con altri due complici quando venne sorpreso dal proprietario che minacciò con un piccone. Grazie alle indagini dei carabinieri di Mozzate è stato identificato.

Rapinatore incastrato dalle orecchie a sventola

Le orecchie a sventola e il naso pronunciato, segni evidenti del suo volto, hanno tradito un 26enne di nazionalità albanese, R.F. che venerdì in un’aula del tribunale di Como è stato riconosciuto senza la minima esitazione in mezzo ad altri controfigure dal derubato mozzatese M.G. che aveva minacciato con un piccone.  E’ stato quindi condannato a tre anni per rapina in abitazione.

Il colpo nel 2018 a Mozzate

I fatti risalgono al 28 gennaio del 2018. Il 26enne con altri due complici di nazionalità albanese era arrivato alle 19.30 alla villetta bifamiliare di Mozzate a bordo di un’Audi. I tre avevano scavalcarono la recinzione, armati di mazze e picconi, ed erano entrati nell’ abitazione nella quale, in quel momento, non c’era nessuno. Prima avevano fatto piazza pulita di un po’ di refurtiva, ma si erano poi concentrati su una cassaforte riuscendo a smurarla. Il colpo però si era protratto più del previsto e il padrone di casa rientrando se li era trovati davanti.

Dal furto alla rapina con piccone

Cercarono di fuggire e scavalcata la recinzione di erano diretti verso la loro Audi parcheggiata a pochi metri di distanza. Il 26enne però era rimasto indietro e nel timore di essere fermato dal derubato si era voltato e lo aveva minacciato con un piccone per poi riuscire a raggiungere i complici.

Le indagini dei carabinieri

Il giovane rapinatore aveva il volto scoperto e i tratti evidenti del viso, orecchie a sventola e naso pronunciato, rimasero bene impressi nella memoria del padrone di casa. Il quale ai carabinieri di Mozzate fornì una descrizione parecchio dettagliata del soggetto, consentendo ai militari dopo un’accurata indagine di identificare il rapinatore che nel frattempo era già stato riconosciuto come autore di un furto commesso pochi giorni prima in zona. I militari  chiesero e ottennero tramite la procura una ordinanza di custodia cautelare, cui seguì anche l’emissione di un decreto di latitanza. Il malvivente è stato arrestato in Spagna e estradato in Italia il 20 febbraio e portato in carcere a Busto Arsizio a seguito della misura di custodia cautelare, chiesta dai carabinieri di Mozzate ed emessa dal tribunale di Como.

La vittima lo riconosce in aula: condannato

Venerdì  il riconoscimento disposto dal gup di Como Laura De Gregorio durante il processo , il 26enne è stato di nuovo riconosciuto come responsabile della rapina a Mozzate e patteggia a 3 anni di carcere.

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