STORIE SOTTO L'OMBRELLONE

Paralizzato dopo un incidente: realizza il suo sogno tornando a guidare il trattore

Il Giornale di Olgiate regala ai lettori di Giornaledicomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2020 sulle pagine del nostro settimanale. Una piacevole lettura sotto l'ombrellone.

Paralizzato dopo un incidente: realizza il suo sogno tornando a guidare il trattore
Olgiate, 15 Agosto 2020 ore 14:30

Non esistono barriere che non possano essere superate o sogni che non debbano essere sognati. Mauro Martino, 51 anni, di Olgiate Comasco, lo dimostra quotidianamente, alzando l’asticella di una vita costellata di sfide. Quella di questi giorni è tosta, originata da un vero e proprio brain storming, alimentato da fiducia e caparbietà. Un mix di ingredienti da cui nasce un risultato eccezionale. Primizia assoluta in Italia, progetto pilota per abbattere barriere e realizzare un sogno: consentire la guida di un trattore anche a persone con disabilità motoria.

Paralizzato dopo un incidente: realizza il suo sogno tornando a guidare il trattore

Nel 2014, a causa di un incidente stradale, la vita di Mauro ha preso un corso inatteso. «Ho “dovuto cambiare abitudini” – racconta, esplicitamente, Mauro Martino – La lesione alla spina dorsale è alta, colpisce la cervicale, quindi tutto il resto del corpo, dalle spalle in giù, è compromesso. Salve le braccia fortunatamente. Da sei anni mi sposto in sedia a rotelle. Da subito il mio scopo è stato riacquistare la “normalità” e pian piano tornare a svolgere ciò che ho sempre fatto». Anche col trattore. «Ho sempre avuto la passione per l’allevamento e l’agricoltura. Non sono un imprenditore agricolo, ma l’attrazione verso gli animali e la terra hanno sempre occupato un ruolo importantissimo: dopo la famiglia, ovviamente! E proprio grazie all’amore e al sostegno di Daniela (mia moglie) e Giulio (nostro figlio) sono riuscito a finalizzare un progetto importantissimo per la mia quotidianità e che vorremmo far conoscere a tutte quelle persone che, per qualsiasi motivo, hanno ridotto la mobilità/autonomia e nell’agricoltura hanno dovuto fare delle rinunce oppure abbandonarla».

Il progetto «Che Svolta!»

Ecco l’idea che frulla in testa e non la puoi fermare, la sfida da vincere. «Il progetto “Che Svolta!” permette di modificare il proprio trattore nuovo o usato, consentendo a chi ha una difficoltà nel salirci a bordo o guidarlo, di apporre delle modifiche, in base alle proprie necessità e poterlo guidare in sicurezza». Mauro fa sul serio: nulla è lasciato al caso, grazie a ingegnosi compagni di viaggio. «Nella vita ho sempre lavorato negli hotel e insegnato nelle scuole alberghiere, nel privato ho sempre “coltivato” la passione per l’allevamento e l’agricoltura. A casa abbiamo già modificato l’impostazione dell’orto: primo ostacolo… superato. E nel frattempo con l’amica Francesca Novati abbiamo iniziato la coltivazione di piccoli frutti: siamo in fase sperimentale. Se dovesse funzionare, da ottobre inizieremo con un impianto più importante. Daniela e Giulio sempre al mio fianco a sostenermi, sul nostro cammino incontriamo persone speciali. Col mio “Angelo Custode” Cristina Pini (fisioterapista) facciamo in modo che fisicamente io possa gradualmente riacquistare autonomia. Per il lavoro grosse criticità non ce ne sono: per l’organizzazione in hotel e coadiuvare i ragazzi a scuola non serve obbligatoriamente stare in piedi, ma per guidare un trattore… beh, le gambe servono».

Amici geniali

Altri incontri, uno step in più: riuscire a salire sul trattore, guidarlo e utilizzarlo per lavorare la terra. «Mario Piatti, titolare della Autofficina Piatti Allestimenti di Veniano, é diventato un amico: lo conosco perché all’Unità spinale del Niguarda di Milano – dove sono stato ricoverato per circa un anno – mi raccomandano lui per far modificare la mia auto. La sua officina è a Veniano. Andiamo a conoscerlo e subito mi suggerisce due adattamenti per consentirmi di tornare a guidare la mia auto: un acceleratore, un freno manuale e un carica carrozzina automatico sull’auto e il gioco è fatto! Gli dico: ma se io volessi modificare anche il trattore? “Dove è il problema?”, risponde lui, come se modificasse un trattore al giorno». Tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di ipotesi. «Non è così facile, di trattori modificati che permettano a una persona che non muove le gambe di salirci e guidarlo, in Italia non ce ne sono. E io come salgo in cabina?». Mario, però, ha la risposta pronta: «Dove è il problema?». Qualche misura sul vecchio trattore di Mauro – un 50 cavalli – e subito un ostacolo. «Per me che sono alto un metro e novanta è un po’ piccolino. Serve un mezzo con caratteristiche diverse, ma… “dove è il problema?”, dice Mario E io mi fido».
«Visita alla città dei balocchi»

«Mario mi presenta Andrea e Marco Tolfo, titolari della Agrimec Di Tolfo Srl di Appiano Gentile: fanno assistenza e sono concessionari McCormick. Andrea parla del mio progetto al responsabile vendite Italia della Argo Tractors Spa, Mario Danieli, e gli dice che sarei interessato ad acquistare un loro trattore, modificarlo e divulgare la possibilità di accedervi superando il problema dei gradini e guidarlo. Danieli ci invita a visitare lo stabilimento: come bambini alla città dei balocchi ci rechiamo alla sede della McCormick, a Fabbrico (Reggio Emilia). Con me ci sono mio figlio Giulio, che mi sostiene “di brutto” nell’iniziativa, anche lui super appassionato di agricoltura, il mio amico fraterno Sergio Montini, detto lo “Zio”, imprenditore agricolo di Colverde, Mario e Andrea».
Accoglienza emozionante. «Stefano Santachiara, ispettore vendite Area Nord, ci accompagna nella visita dello stabilimento. Partiamo dalla produzione e da come si assemblea la scatola del cambio e poi via via seguiamo la catena di montaggio: passo passo vediamo il trattore nascere sotto i nostri occhi. Ogni tanto lungo la visita qualcuno di noi si incanta… catturato dai meccanici impegnati nell’assemblaggio. Che fabbrica luminosa, ordinata, pulita, da non credere che da lì possano uscire quei bestioni. Terminato il tour, Danieli ci aspetta nel suo ufficio. Appoggia il nostro progetto, entusiasta: ci racconta della storia della Argo Tractors, del loro orgoglio made in Italy».

Un ponte con gli Usa

Lo step successivo collega Italia e Usa. «Mario, tramite un suo fornitore, fa arrivare dagli Stati Uniti un sollevatore, un seggiolino che andrà ancorato al trattore e attraverso delle modifiche mi permetterà di accedere in cabina. Poi, in collaborazione con Andrea e Marco, iniziano ad apportare una serie di modifiche al trattore per permettermi di guidarlo solo con le mani, spostando parte dei comandi a destra così da poter accelerare, frenare, utilizzare la pala e tutti i macchinari posteriori e anteriori con un’unica mano». L’idea è diventata un prototipo unico nel suo genere in Italia. «Il trattore è pronto, c’è voluto quasi un anno. Non é stato facile realizzare il prototipo. Le capacità e l’inventiva di Mario, Andrea e Marco si sono fatte vedere. Ho capito cosa intendeva Mario quando diceva: “Dove è il problema?”. I problemi si risolvono».

Un prototipo altruista

Mauro, dalla sua sedia a rotelle, è già salito in cabina, provando l’emozione di guidare il grande mezzo. Ma il «viaggio» è appena iniziato. L’obiettivo è più alto di una cabina da raggiungere con un sollevatore. «Non voglio che il nostro progetto sia fine a “me stesso”. Vorrei che fosse da esempio per chiunque faccia fatica a muoversi, a fare i gradini per salire sul trattore o che abbia una limitazione alle mani e alle braccia tali da comprometterne l’utilizzo. Ci siamo talmente affiatati che vogliamo mettere a disposizione la nostra esperienza, mostrando a tutti come funziona l’utilizzo sul campo per la pulizia di fossati e rive stradali con la trincia frontale, per la lavorazione della fienagione dal taglio all’imballaggio, per il taglio del legname nei boschi e il trasporto, la sezionatura e la riduzione in ceppato degli scarti della legna per poi riutilizzarli nella coltivazione di piccoli frutti». Work in progress: a breve saranno on-line un sito, un canale YouTube e pagine social, già attiva la casella email tractorup2020@gmail.com.

(Giornale di Olgiate, sabato 20 giugno 2020)

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