Polemica sulla marcia della pace a Cantù: il Comune revoca il patrocinio

Si infiamma la polemica.

Polemica sulla marcia della pace a Cantù: il Comune revoca il patrocinio
Canturino, 15 Gennaio 2020 ore 20:29

Un mese intero per parlare di pace. L’iniziativa, promossa dalla Caritas decanale e da nove associazioni, quest’anno sarà ospitata a Cantù. Ma già la prima tappa della manifestazione ha suscitato qualche perplessità nell’Amministrazione comunale: domenica, infatti, la marcia della pace partirà dal capannone di via Milano che in passato ha anche ospitato la discussa “moschea”. L'Amministrazione ha fatto sapere che non sarà presente alla prima (e discussa) tappa.

Marcia della pace a Cantù, il sindaco: "Tappa utilizzata per fini politici"

Nel tardo pomeriggio il primo cittadino, Alice Galbiati, ha espresso il suo pensiero in merito.

"L’Amministrazione Comunale di Cantù ed il Sindaco Alice Galbiati intendono chiarire il loro pieno impegno nel sostenere e promuovere Pace e Libertà, intese anche come rispetto delle regole e della legalità.
Allo stesso modo, ritengono necessario prendere le distanze dalla connotazione politica che viene attribuita al “Mese della Pace”, attraverso una sottoscrizione "contro" qualcuno. La Pace infatti, per definizione, non è contro nessuno.
Per coerenza di pensiero e di intenti non si può condividere la decisione di fare partire la Marcia da un immobile in cui dette regole sono state più volte violate nel corso degli ultimi anni. Analogamente non possono essere condivise iniziative volte ad abrogare i Decreti Sicurezza, punti cardine della difesa di valori quali la sicurezza e la legalità.
Amministrazione e Sindaco aderiscono al pensiero dell’Onorevole Nicola Molteni nello stigmatizzare l’utilizzo della Pace a fini politici. Strumentalizzare infatti tale tema significa svilirne in significato e squalificare l'intera iniziativa.
Per i motivi sopra esposti il Sindaco Alice Galbiati ritiene di revocare il Patrocinio del Comune di Cantù alla manifestazione avendo avuto cura, per correttezza, di condividere la propria posizione con Don Fidelmo Xodo, prevosto della comunità pastorale di San Vincenzo e promotore della richiesta di patrocinio".

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