in provincia di lecco

Presidio alla Voss di Osnago, l’AD dell’azienda urta con l’auto il sindacalista comasco Andrea Donegà

I lavoratori stavano manifestando contro i 70 licenziamenti annunciati

Presidio alla Voss di Osnago, l’AD dell’azienda urta con l’auto il sindacalista comasco Andrea Donegà
Cronaca Como città, 24 Dicembre 2020 ore 13:13

Presidio sindacale ieri, mercoledì 23 dicembre 2020, alla Voss di Osnago, in provincia di Lecco. Poi degli attimi concitati quando l’AD dell’azienda urta con l’auto il sindacalista comasco Andrea Donegà, Segretario Generale della Fim Cisl Lombardia.

Sindacalista comasco urtato da un’auto ad un presidio a Osnago

Come riportano i colleghi di PrimaMerate.it, a Osnago da giorni è in corso il picchetto degli operai della Voss dopo la notizia degli imminenti licenziamenti che mettono a rischio il futuro di una settantina di persone. E’ però quando arriva in auto l’amministratore delegato dell’azienda che gli animi si scaldano e si teme il peggio perché mentre tenta di entrare con la macchina nell’area del capannone, l’Ad urta il 39enne comasco Andrea Donegà, presente per sostenere i lavoratori. Dal quel momento volano parole grosse e non resta che chiamare le forze dell’ordine e i sanitari per calmare gli animi e accertarsi che Donegà stia bene dato che si è accasciato a terra.

La testimonianza di Donegà

Nel pomeriggio di ieri è lo stesso Donegà a prendere la parola tramite i social. Ecco la sua testimonianza:

“Innanzitutto, sto bene e ringrazio tutti per la solidarietà e vicinanza – scrive il sindacalista comasco – C’è molta rabbia e amarezza per quanto accaduto, lo vivo come un attacco alle 70 persone che rischiano di perdere il posto di lavoro e la dignità. È un mondo che va alla rovescia: le 70 lavoratrici e lavoratori che stanno perdendo il lavoro, subendo un’ingiustizia da parte dell’azienda, continuano da 10 giorni una protesta ferma, pacata, composta ed educata; i dirigenti aziendali, che stanno negando loro il lavoro mettendo 70 persone sulla strada, con arroganza inaudita, continuano a provocare, denigrare e insultare, aggiungendo ora violenza fisica. E dimostrando, anche, mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, come la Prefettura, la Provincia e la Regione”.

“All’atteggiamento violento, barbaro, vigliacco e arrogante dell’azienda noi continueremo ad opporre la forza dell’unione delle lavoratrici e dei lavoratori e la grande solidarietà del Sindaco di Osnago, delle associazioni e della comunità che si sono attivati per fornire, oltre alla vicinanza, strutture per proteggersi dal freddo e dalla pioggia e generi alimentari per rendere meno dura la lotta per il lavoro – prosegue Donegà – Davanti a tanta solidarietà, e alla compostezza elegante delle lavoratrici e dei lavoratori, l’azienda diventa ancor più piccola e miserabile. Il Sindacato continuerà a stare a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Voss e a battersi per organizzare speranza”.

“Intanto, ho esposto denuncia nei confronti dell’amministratore delegato – conclude – L’ho fatto anche per rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori che non possono essere trattati come degli stracci usati da buttare e bersagli per i peggiori insulti e le più becere umiliazioni. C’è un limite che non può mai essere superato”.

La solidarietà di Rifondazione Comunista

“L’arroganza padronale non conosce limiti al punto che un amministratore delegato arriva a provare forzare, con la sua auto lussuosa, un presidio di lavoratrici e lavoratori in lotta per difendere il proprio posto lavoro da un’azienda che annuncia più di 70 licenziamenti investendo un sindacalista – commenta Fabrizio Baggi, segretario regionale di Rifondazione Comunista – Alla Voss di Osnago si è rischiata la tragedia”.

“Esprimo solidarietà e vicinanza a nome mio e di tutto il Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia alle lavoratrici e ai lavoratori della Voss, siamo con voi e sosteniamo la vostra lotta – prosegue il segretario – Un grande abbraccio va ad Andrea Donegà che conosco personalmente ed a cui auguro di riprendersi in fretta sia dalle contusioni e dallo spavento. Infine auspico che l’amministratore delegato della Voss venga denunciato e perseguito per il gravissimo gesto che ha compiuto ieri, che non può e non deve creare un precedente di impunità”.

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