Rapinatore seriale di Carugo: colpì mentre era ai domiciliari

Salta l'udienza in cui l'avvocato avrebbe chiesto la perizia psichiatrica per il suo assistito

12 Ottobre 2017 ore 15:08

Rapinatore seriale di Carugo: colpì mentre era ai domiciliari. Non si è tenuta l’udienza in calendario per mercoledì 11 ottobre al Tribunale di Monza, davanti al giudice delle indagini preliminari, Patrizia Gallucci. Motivo: incompatibilità processuale del Gip che aveva già giudicato il presunto complice di  Toni Mazzeo, Pier Paolo Nuzzaco.

Rapinatore seriale di Carugo: colpì mentre era ai domiciliari

«Doveva essere l’udienza in cui intendevamo chiedere il rito abbreviato, con domanda di perizia psichiatrica per il nostro assistito» ci dice l’avvocato di Mazzeo, Gianluca Crusco. «Invece si tornerà in aula il prossimo 23 novembre, davanti al giudice Emanuela Corbetta». Mazzeo è già stato condannato in primo grado a sette anni per rapina aggravata dal Tribunale di Como, per i fatti commessi in quel territorio.

Le accuse

Fece colpi, a mano armata, in bar, sale gioco e ristoranti tra la provincia di Como e di Monza, durante gli arresti domiciliari. Un nuovo aggiornamento per la vicenda giudiziaria che vede coinvolto Toni Mazzeo, 41 anni, accusato di rapina aggravata.
Classe 1976, era stato identificato come rapinatore seriale che in passato era già finito nei guai con l’accusa di associazione di stampo mafioso. Aveva messo a segno colpi anche nella nostra zona.

Minacciava con una pistola

Tra le ultime vicende di cui si era reso protagonista quella relativa all’arresto, realizzato dai Carabinieri della Compagnia di Seregno. Mazzeo era evaso dai domiciliari, aveva commesso due rapine nel giro di poco più di cinque minuti e poi, credendo di aver fatto perdere le tracce, era tornato a casa. Ma i Carabinieri, che lo avevano pedinato per qualche chilometro, lo avano bloccato e arrestato. Si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Carugo. Fino ad allora, per oltre dieci anni, era stato in carcere per tre rapine commesse nel 2005: una al supermercato di Arosio, una al «Gigante» di Mariano Comense e una alla banca «Intesa San Paolo» di Inverigo.

La fuga e poi l’arresto

Nell’ultima occasione aveva prima fatto tappa al «Bar Smile» di Carimate e subito dopo era passato alla sala slot di Mariano, ripulendo in entrambi i casi le casse: dal primo aveva portato via circa 500 euro, dalla seconda duemila. Identico il modus operandi: in sella a un grosso scooter, era arrivato davanti all’attività, aveva parcheggiato la due ruote di fronte all’ingresso, lasciando il motore acceso, ed era entrato. Con un casco da motocross calato in testa e in pugno una Beretta 92 Fs 765 (in uso anche all’Arma e utilizzata in contesti bellici), aveva minacciato i dipendenti, si era fatto consegnare i soldi ed era scappato. Dopo aver girato per diversi minuti e pensando di essere al sicuro, il malvivente aveva fatto ritorno al suo appartamento. In quel momento i Carabinieri avevano fatto irruzione nella casa e lo avevano arrestato. E’ accusato anche di rapina a mano armata al ristorante di «San Marco» di Arosio, fuggì con 3mila 900 euro.

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