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Reddito di cittadinanza a Cantù: le osservazioni dell'ex consigliere comunale

Sul tema è intervenuto Renato Meroni.

Reddito di cittadinanza a Cantù: le osservazioni dell'ex consigliere comunale
Cronaca Canturino, 24 Novembre 2022 ore 10:06

Reddito di cittadinanza a Cantù: le osservazioni dell'ex consigliere comunale.

Reddito di cittadinanza a Cantù: le osservazioni dell'ex consigliere comunale

Sulla questione del reddito di cittadinanza a Cantù, è intervenuto l'ex consigliere comunale Renato Meroni: "Non sono mai stato un sostenitore del reddito di cittadinanza così come lo conosciamo, credo fermamente sia stato un guasto della politica fatto da chi in politica ci si è trovato più per caso che per visione di una società complessa e bisognosa di soluzioni sostanziose e non fantasiose. Fatto salvo che ci sono persone che hanno diritto al sostentamento pubblico, convinto che una società è tanto forte quanto sa prendersi cura dei suoi cittadini più deboli, e mi riferisco alle persone con ogni tipo disabilità che non permetta loro di entrare fisicamente nel mondo del lavoro, direi che questo intervento economico non sia poi la soluzione che permetta ad un disoccupato di diventare un occupato e di entrare a pieno diritto nel mondo del lavoro per tutte le incongruenze che si sono evidenziate ed ancora oggetto di fatti di cronaca e di dibattiti politici".

Il fallimento

Meroni ha quindi proseguito: "Meglio sarebbe stato rendere più efficienti gli Uffici di Collocamento e creare una maggiore sinergia fra mondo produttivo, bisognoso di mano d'opera, e lavoratori in cerca di una soluzione lavorativa, sicuramente impegnando al meglio le risorse economiche che si sono poi buttate al vento con la creazione della macchina fantasiosa che sosteneva il perverso meccanismo, poi fallito miseramente, che doveva fungere da sostegno al “progetto” reddito di cittadinanza. Che dire dei Navigator, invenzione di un mostro mitologico, che ha finito per mangiare se stesso".

La situazione di Cantù

Meroni ha quindi analizzato la situazione di cantù: "Ho appreso dai media e faccio fatica a credere alle parole della giornalista che racconta della miracolosa e strabiliante soluzione trovata a Cantù per far rendere utile i percettori del reddito di cittadinanza, insomma farselo sudare e guadagnare, residenti nella nostra città. Quel reddito è diventato un bollino discriminante, proprio perché mal congegnato, la soluzione paventata una sorta di rivisitazione di qualche anno fa dove a certe persone veniva messa una stella, uno stato discriminatorio della persona e della dignità di chi lo percepisce, infatti si vorrebbe che queste persone venissero impegnate a pulire i tombini della città mettendoli alla berlina e al pubblico ludibrio. Mi chiedo se il Comune di Cantù non abbia già abbastanza operai per fare questo lavoro di pulitura dei tombini? E mi chiedo se il zelante assessore che propone questa soluzione sappia che c'è un contratto di appalto con una società dedita al recupero dei rifiuti che implica anche la pulizia di questi benedetti tombini stradali? Se si fosse dato meno spazio a maghi e fantaghirò della politica ruspante non avremmo assistito ad una rappresentazione così sbagliata del problema, serio, che merita ben altro modo di essere trattato. La politica in generale nel nostro Paese, in tutti i campi in cui tenta di trovare delle soluzioni sa essere talvolta il male peggiore di se stessa tanto da disaffezionare i cittadini a seguirla e a sostenerla. Più in generale nella trattazione di questo problema a livello nazionale se non si fossero resi pubblici certi pipponi da pseudo politici inventatesi tali solo per la noia del loro essere, intellettuali wannabe del nuovo mondo, non avremmo assistito ad una rappresentazione così sbagliata dei problemi del mondo del lavoro e della nostra economia, problemi seri, che meritano ben altro modo di essere trattati, magari con una visione politica più lucida e concreta e una sinergia d'azione fra mondo economico e mondo politico che paiono su due pianeti diversi fra loro, che incomprensibilmente non si parlano o peggio non si capiscono".

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