La decisione

Revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini, le minoranze non votano

La maggioranza ha sottolineato l'alto valore della scelta, soprattutto guardando alle nuove generazioni.

Revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini, le minoranze non votano

Revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini: la scelta è stata approvata mercoledì 22 aprile in Consiglio comunale a Olgiate Comasco ma con i soli voti della maggioranza.

 

Revocata la cittadinanza al duce

Tanta attesa, dopo le polemiche protrattesi per una settimana, all’annuncio della presentazione della revoca della cittadinanza onoraria al duce (venne assegnata il 16 maggio 1924 dall’allora commissario prefettizio)  all’ordine del giorno della seduta consiliare. I distinguo delle opposizioni, un fiume di commenti e l’intervento perentoriamente critico di Marco Dalle, segretario regionale Lombardia del Movimento Sociale Fiamma Tricolore.  La revoca è stata approvata, con i voti della maggioranza compatta, sottolineando l’esigenza di dare un segnale, nel rispetto della Costituzione Italiana e all’approssimarsi della festa della Liberazione (25 aprile). In particolare, il sindaco Simone Moretti e la vicesindaco Paola Vercellini hanno messo l’accento sull’incongruenza di avere Mussolini accanto agli altri due cittadini onorari: monsignor Lorenzo Calori, storico parroco di Olgiate Comasco e Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto.

Minoranze deluse, via dalla Sala consiliare

Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi delle minoranze consiliari. Donatella Silvia, capogruppo di Alternativa per Olgiate, ha criticato la scelta di portare in Consiglio una decisione che “non cuba niente per Olgiate Comasco”, evidenziando invece i veri problemi della città che il Comune dovrebbe risolvere. Daniela Rigamonti, dello stesso schieramento di opposizione: “Questo ordine del giorno non aveva senso di essere inserito. La storia non va cancellata, va studiata”. Daniela Cammarata (capogruppo del Gruppo misto) ha sollevato dubbi: “Revocare la cittadinanza oggi, dopo 102 anni, in un periodo storico in cui viviamo odio per ogni cosa non è la scelta giusta”. Igor Castelli ha iniziato elogiando il presidio della seduta da parte di Polizia locale, Carabinieri e Digos: “Li ringrazio per la loro presenza. E’ chiaro a tutti che nessuno su questi banchi abbia nostalgia o voglia privare qualcuno della libertà personale, ma questo Paese, inteso come l’Italia, dovrebbe fare pace con la sua storia”. Quindi la scelta condivisa dai due gruppi di minoranza: abbandonare la Sala consiliare e non partecipare alla votazione.

La delibera di revoca

Per la maggioranza, dirimenti le motivazioni che hanno spinto a presentare e poi approvare la revoca. In particolare, la delibera mette in risalto alcuni concetti cardine: “Negli anni del regime fascista furono completamente calpestati i valori di uguaglianza e di solidarietà, di pace e dell’esercizio dei diritti civili, sociali, politici ed economici, nonché la dignità degli individui, con discriminazione e persecuzione dei cittadini in base al sesso, alla razza, alla lingua, alla religione, alle opinioni politiche e alle condizioni sociali. Pertanto è doveroso procedere alla revoca della delibera di conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini Benito: non con l’intento di cancellare la storia, bensì allo scopo di pretendere e riconsegnare il massimo rispetto e dignità all’onorificenza della cittadinanza onoraria del Comune di Olgiate Comasco, risultando questa onorificenza totalmente opposta e incompatibile con la figura di Mussolini Benito; non quale atto simbolico rivolto al passato, ma quale auspicio, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, a trarre insegnamento dagli eventi storici per la costruzione di un futuro libero e giusto per i popoli e per l’autodeterminazione e l’indipendenza politica della nazione”.