l'indagine

Scoperta discarica abusiva a Cantù FOTO

L'indagine è iniziata a febbraio.

Scoperta discarica abusiva a Cantù FOTO
Canturino, 23 Settembre 2020 ore 09:55

Lo scorso febbraio la Polizia locale di Cantù ha iniziato a investigare dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di residenti della via Sempione al civico 36, di continuo scarico abusivo di materiale inquinante all’interno di un’area privata da parte di alcuni individui, di cui uno residente nella medesima via.

Scoperta discarica abusiva a Cantù

A fine febbraio una pattuglia ha accertato la presenza di due italiani di 64 e 38 anni, che in un terreno privato con destinazione boschiva, di proprietà di una società con sede in provincia, stavano provvedendo con un escavatore e un autocarro a movimentare il terreno sul quale erano presenti materiali di varia natura: pneumatici, contenitori di plastica, ferro, legno. C’è stato quindi il sequestro penale, convalidato dall’Autorità Giudiziaria di Como il 28 febbraio, di una porzione del terreno e il deferimento all’Autorità Giudiziaria i responsabili. Il reato è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e ammenda da 2mila e 600 euro a 26mila euro, oltre alla contestazione della violazione delle norme Covid-19. Nei mesi successivi e fino a agli ultimi giorni, il Nucleo Radiomobile congiuntamente con personale del Nucleo Tutela del Territorio del Comando di Polizia Locale oltre a monitorare costantemente l’area al fine di scongiurare il proseguimento dello scarico illecito in quanto il fenomeno pare andasse avanti da anni, assumeva ogni informazione utile dai residenti al fine di ricostruire in maniera più puntuale la dinamica dei fatti.

L’accusa è deposito di rifiuti pericolosi

Il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, ha autorizzato un accertamento tecnico specialistico a mezzo personale specializzato Arpa, compiuto il 17 settembre. Dalle ore 08.15 sino alle ore 17.00, il personale di Arpa Como-Varese e Arpa Milano provvedevano, alla presenza degli inquirenti, degli indagati e del proprietario del terreno, ad analizzare a mezzo elettromagnetometro, non solo l’area sottoposta a sequestro ma anche quella circostante, per un raggio superiore all’estensione di due campi di calcio. Lo strumento segnalava in dieci punti la presenza di materiale sospetto nel sottosuolo, di conseguenza sono iniziate le operazioni di scavo con due escavatori per una profondità di oltre due metri e grazie che si riscontrava la presenza di una significativa quantità di rifiuti speciali: autobloccanti, materiale ferroso, polistirolo, blocchi di catrame, pezzi di pluviali in plastica, blocchi di calcestruzzo, vetro, materiale di risulta edilizia, numero sei taniche contenevano un liquido scuro, schiumoso e oleoso. Queste ultime sono state prese in carico da Arpa Ambientale Como-Varese e depositate nella Piattaforma ecologica di Cantù, per futura analisi e verifica di impatto e pericolosità ambientale. Sentito il magistrato titolare delle indagini, è stato posta sotto sequestro tutta l’area interessata dagli scavi. Si è quindi aggravavata la posizione dei due indagati, in quanto dovranno ora rispondere di violazione Art. 256 commi 1-2-3- del testo unico ambientale, ovvero deposito di rifiuti pericolosi – realizzazione di Discarica abusiva, reato per cui è prevista la pena dell’arresto Si applica dell’arresto da uno a tre anni e dell’ammenda da euro 5200,00 ad euro 52000,00. Le indagini stanno proseguendo anche in altre direzioni.

I commenti

Il Sindaco di Cantù, Alice Galbati, ha spiegato: “Esprimo vivo apprezzamento per l’operato della Polizia Locale per l’attività d’indagine resa ancora più difficile dal lockdown dei mesi scorsi. Certi risultati si ottengono solo quando si è in possesso di competenza, dedizione e determinazione, caratteristiche che le donne e gli uomini in uniforme ancora una vota hanno dimostrato. Fondamentale è stata la collaborazione dei cittadini che hanno fornito dei dettagli necessari per chiudere il quadro investigativo, per questo li ringrazio”. L’assessore alla Sicurezza, Polizia Locale e Lavori Pubblici, Maurizio Cattaneo aggiunge: “L’episodio dimostra l’operatività e la professionalità degli appartenenti al Comando di Polizia Locale, nonché il rapporto di fiducia che alberga nei nostri cittadini rispetto al loro operato”.

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