Si accorgono che il vicino sta male, chiamano i soccorsi, ma nell’attesa sfondano la porta e lo trovano riverso a terra.
Se l’uomo, di circa 75 anni di Senna Comasco, oggi è ancora vivo il merito è di Emanuela Pinelli, 50 anni, e suo figlio Lorenzo Cognetti, quasi 21 anni.
Il racconto
E’ accaduto tutto martedì mattina, 18 novembre. Racconta la donna:
«Sono rientrata dalla spesa, erano circa le 10.15 quando fuori casa ho trovato il corriere che consegna abitualmente l’ossigeno al vicino che abita sopra di me. Quando mi sono offerta di aprire il cancello il corriere mi ha detto che il vicino non gli aveva risposto al citofono e nemmeno al telefono».
Il sospetto che il vicino stesse male
In quel momento in Emanuela si è acceso un campanello di allarme:
«Il mio vicino aspetta sempre la consegna di ossigeno. Non esce mai di casa se sa che sta arrivando e questo mi è sembrato molto strano. Sono quindi corsa in casa, ho tolto la giacca e sono salita al terzo piano, dove abita lui. Ho iniziato a bussare e suonare il campanello, ma non ho ricevuto risposta».
Emanuela si è poi avvicinata alla porta in silenzio e ha sentito un flebile lamento provenire dall’appartamento:
«Ho chiamato subito la Polizia locale, che era in zona, dicendo loro di avvisare i soccorsi e i Vigili del fuoco perché la porta era chiusa. Ho anche avvisato i suoi figli. Nel frattempo sono rimasta accanto alla porta cercando di rassicurarlo, dicendogli di non preoccuparsi e che i soccorsi stavano arrivando. Non sapevamo in che condizioni fosse, non rispondeva, ma sentivo solo un leggero lamento».
La porta sfondata
Nel frattempo al piano è salito Lorenzo, figlio di Emanuela, che si stava preparando per andare al lavoro. Prosegue Emanuela:
«Quando gli ho spiegato cosa stava succedendo non ha aspettato nemmeno un secondo e ha buttato giù la porta a calci. L’ha proprio sfondata e si è precipitato all’interno della casa. Abbiamo trovato il vicino in bagno, steso a terra, faceva fatica a parlare e a muoversi e ci siamo subito resi conto di quanto fosse grave la situazione. Mio figlio è stato bravissimo: non ha esitato e non è stato lì ad aspettare l’arrivo dei Vigili del fuoco, ma ha buttato giù la porta, risparmiando, in questo modo, tempo prezioso. Così siamo entrati e siamo stati vicini a lui fino all’arrivo dei soccorsi».
L’arrivo dei soccorsi
Nel frattempo sul posto sono arrivati il comandante della Polizia locale, i Vigili del fuoco, l’ambulanza e l’auto medica. L’anziano ha avuto un’ischemia ed è stato trasportato in ospedale dove al momento è ricoverato in terapia intensiva.
Solo a terra per ore
Probabilmente l’uomo era stato male qualche ora prima senza riuscire a chiamare i soccorsi. Conclude la donna:
«I suoi figli mi hanno detto che solitamente lui si alza verso le 7, 7.30. Probabilmente si è svegliato ed è andato in cucina per prepararsi la colazione. Ha lasciato sul tavolo il cellulare e poi è andato in bagno ed è lì che è stato male. Io sono arrivata a casa intorno alle 10.15, per cui sarà stato riverso a terra tra le due e le tre ore. Se non avessi incontrato e parlato con il corriere, se non mi fosse venuto il dubbio, probabilmente ci si sarebbe accorti del malore molto tempo dopo e chissà cosa sarebbe successo».