Cronaca
l'indagine

Sottrae a un anziano ricoverato in una Rsa più di 80mila: la sorella della vittima sporge denuncia

Nel 2017 la vittima aveva conferito una procura speciale sui suoi conti a questa persona, residente a Como.

Sottrae a un anziano ricoverato in una Rsa più di 80mila: la sorella della vittima sporge denuncia
Cronaca Como città, 22 Febbraio 2022 ore 13:45

Sottrae a un anziano ricoverato in una Rsa più di 80mila: la sorella della vittima sporge denuncia.

Sottrae a un anziano ricoverato in una Rsa più di 80mila: la sorella della vittima sporge denuncia

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como, a seguito di una articolata indagine, ha dato esecuzione, in data odierna, ad un decreto di sequestro preventivo di denaro emesso dal Giudice per le Indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di un avvocato italiano residente a Como.

L’indagato è accusato di appropriazione indebita della somma complessiva di € 81.346,79, commessa ai danni di un anziano di più di 90 anni deceduto nel 2020 residente a Como e sulla base di una procura generale conferitagli nel 2017 dalla persona offesa. In base a quanto sostenuto dall'Autorità Giudiziaria che ha avviato l'indagine dopo la denuncia della sorella della vittima, l’indagato, utilizzando tale procura generale, ha depauperato l'anziano delle somme sopra indicate, sottraendole da un conto corrente intestato alla persona offesa, ma sul quale l’indagato era abilitato ad operare in via esclusiva mediante la modalità home banking, nonché tramite carta di pagamento.

L'anziano, nel 2017, aveva avuto gravi problemi di salute ed era stato necessario il ricovero in Rsa ma anche la nomina di un amministratore di sostegno non avendo parenti vicini. La scelta era caduta su questo avvocato comasco ma nel giro di poco tempo lo stesso anziano avrebbe ritirato la domanda e avrebbe dato una procura generale direttamente all'avvocato. Una differenza sostanziale tra le due funzioni: l'amministratore di sostegno, essendo nominato dal Tribunale, avrebbe dovuto rendere conto delle movimentazioni sui conti correnti ogni 6 mesi. Un procuratore generale invece, essendo un contratto tra privato, non ha questo obbligo.

Le somme sottratte, in base alla tesi accusatoria, sono state utilizzate dall’indagato per sostenere spese personali, tramite bonifici e prelievi in contanti non giustificati, dal pagamento del bollo auto ad altre spese private. I fatti sono stati commessi dal 17 luglio 2017 al 30 settembre 2020, quando l'anziano è venuto a mancare. Sono state altresì contestate le aggravanti per avere l’indagato perpetrato il reato di appropriazione indebita cagionando un danno economico rilevante ai danni di una persona ricoverata in una RSA, approfittando dell’età avanzata della stessa, nonché abusando delle relazioni di prestazioni d’opera in considerazione della procura generale conferitagli.

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