Stop al servizio scuolabus a partire dal prossimo anno scolastico, le famiglie non ci stanno e lanciano una raccolta firme. La petizione promossa ad Albese con Cassano contro la scelta dell’Amministrazione.
Famiglie sul piede di guerra
Acceso dibattito in paese per la soppressione del servizio di scuolabus a partire dal prossimo anno scolastico 2026/2027. Numerose famiglie hanno espresso preoccupazione per le ricadute pratiche della decisione: non si tratta, secondo diversi genitori, di un semplice intervento di razionalizzazione della spesa, ma di un cambiamento destinato a incidere sull’organizzazione quotidiana di studenti e lavoratori. Il trasporto scolastico rappresentava per molte famiglie un supporto fondamentale, soprattutto per chi non dispone di un mezzo proprio o per chi, a causa degli orari di lavoro, fatica a conciliare gli impegni professionali con l’accompagnamento dei figli a scuola. La sua eliminazione comporta ora la necessità di individuare soluzioni alternative, con inevitabili ripercussioni sulla gestione del tempo e dei costi.
Il pedibus non convince
Tra le proposte avanzate come possibile alternativa figura il pedibus ma, tuttavia, alcune famiglie evidenziano come questa soluzione non possa sostituire integralmente il servizio di trasporto, soprattutto nei mesi invernali o in caso di maltempo. Per il ripristino del servizio è stata lanciata online una petizione:
“Abbiamo saputo che il sindaco, per l’anno scolastico 2026/2027, non rinnoverà il servizio di scuolabus per asilo e scuola primaria – ha spiegato Giusy Di Pasquale – Anche altri genitori sostengono che, togliendo lo scuolabus, avrebbero degli impedimenti a livello logistico. Ho organizzato una raccolta firme da presentare in Comune e farla poi protocollare: siamo già a circa 150 persone che hanno aderito. Il servizio piedibus invece rimane, ma ovviamente non basta e comunque non è detto che tutti i bambini possano partecipare. Noi paghiamo il servizio annualmente, non è gratuito: anche se dovesse aumentarci di poco a noi andrebbe bene, l’importante è che non ce lo tolga del tutto”.
Bimbi a casa senza lo scuolabus
“L’unica cosa che posso dire è che i nostri bambini l’anno prossimo non andranno all’asilo o a scuola per colpa dell’assenza dello scuolabus – ha aggiunto Brahim Redouan – Noi paghiamo quello che chiedono e, se non ci sarà il servizio, l’anno prossimo saremo costretti a tenerli a casa”.
Il confronto resta aperto e nelle prossime settimane potrebbero essere organizzati degli incontri tra Amministrazione comunale e cittadini, con l’obiettivo di trovare un punto di equilibrio, anche se il sindaco Alberto Gaffuri sottolinea:
“I cittadini interessati a questo tema, invece di fare la petizione, avrebbero fatto prima a ragionare e venire in Comune ad ascoltare la situazione attuale, per poi riflettere su quelle che possono essere le soluzioni. Il servizio di trasporto non è obbligatorio per il Comune, ma costituisce un servizio aggiuntivo che possiamo garantire solo se compatibile con le risorse disponibili e con un criterio di equità. L’investimento nel corso dell’ultimo anno è stato importante: si è attestato a circa 65mila euro, a fronte di una compartecipazione delle famiglie di circa 5.100 euro, di cui 1.000 euro circa ancora da incassare”.