Strage Erba Olindo: “In carcere ingiustamente”

Dal carcere Olindo Romano ha scritto una lettera in cui nega di aver compiuto la strage insieme alla moglie.

Strage Erba Olindo: “In carcere ingiustamente”
21 Novembre 2017 ore 14:50

Strage Erba. Olindo Romano, dal carcere, scrive una lettera che è stata letta in esclusiva a Mattino Cinque. L’uomo, condannato assieme alla moglie Rosa Bazzi per la strage del 2006, ora è in attesa della nuova udienza davanti alla Corte d’Appello di Brescia. In quell’occasione si deciderà se disporre l’incidente probatorio su alcuni reperti trovati sulla scena del crimine e mai analizzati.

I fatti

Nella strage, compiuta nell’appartamento di una corte ristrutturata nel centro della cittadina, furono uccisi a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini con il suo cane. Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, presente sul luogo, si è salvato perché creduto morto dagli assalitori.

“Non siamo noi i colpevoli”

Olindo dal carcere scrive: “È sempre una fatica subire ingiustamente per ciò che non ho fatto, così è, quindi vado avanti comunque. Spero tanto che le nuove analisi possano riaprire il caso e far definitivamente luce sulla nostra innocenza. Visto che non troveranno nostre tracce spero che trovino ancora presenti quelle dei veri colpevoli”.

Il rapporto con la moglie

“Siamo ancora molto legati io e Rosa, gli incontri continuano come sempre. Qualche anno fa avrei risposto che per lei avrei fatto di tutto e ripensandoci, in effetti, ho fatto quella confessione che ci ha incasinato e ci costringe qua, proprio per questo oggi starei più attento”. Ha spiegato l’uomo nella lettera.

 

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