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Una raccolta fondi per restaurare il campanile del santuario Madonna del Ghisallo

Obiettivo è preservare lo stato di conservazione e le condizioni strutturali del campanile.

Una raccolta fondi per restaurare il campanile del santuario Madonna del Ghisallo
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Magreglio, una raccolta fondi per restaurare il campanile del santuario Madonna del Ghisallo: obiettivo è preservare lo stato di conservazione e le condizioni strutturali del campanile.

Prossimamente i lavori

Prossimamente partiranno i lavori, ma nel frattempo il rettore del santuario, don Giuseppe Mostabilini, ha lanciato un appello ai fedeli e agli appassionati di ciclismo che hanno a cuore il santuario: chiunque può procedere con una donazione per finanziare i lavori. Il santuario risale al 1600 e nel corso dei secoli sono stati eseguiti diversi interventi.

“L’intervento in questione riguarda solo il campanile – precisa don Giuseppe – In particolare il consolidamento della parte centrale risalendo verso la campanaria, che con il tempo si è deteriorata. Abbiamo chiesto di fare uno studio ingegneristico e, una volta completato, è stato suggerito di intervenire quanto prima”.

Bando vinto

Da allora don Giuseppe e la parrocchia si sono attivati per dialogare sia con la Curia che con la Soprintendenza delle Belle Arti. Nel frattempo è stato anche pubblicato un bando da parte di Fondazione Provinciale della Comunità Comasca che ha deciso di mettere a disposizione 240mila euro per sostenere progetti di utilità sociale nel settore della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e storico.

“Abbiamo vinto il bando e abbiamo ottenuto l’ok dalla Curia e dalla Soprintendenza delle Belle Arti”, afferma don Giuseppe.

La stessa Fondazione ha fornito ulteriori spiegazioni in merito a quelli che sono i lavori in programma:

“Il progetto di intervento riguarda esclusivamente il campanile, con l’obiettivo di preservarne lo stato di conservazione e le condizioni strutturali. L’analisi condotta ha evidenziato una serie di condizioni che richiedono interventi urgenti, al fine di preservare la stabilità e prevenire fenomeni di degrado evolutivo. L’intervento prevede il ripristino della continuità muraria mediante la stilatura delle fughe che risultano svuotate dalla malta, utilizzando materiali resistenti ai sali, agli agenti atmosferici e ai cicli di gelo disgelo. L’operazione interesserà principalmente la faccia interna della muratura e solo dove necessario sulla faccia esterna, utilizzando una malta di colorazione analoga all’esistente. Nelle zone soggette a forti vibrazioni, della cella cella campanaria, si prevede l’esecuzione di una stilatura armata con cordino in fibra di carbonio, finalizzata a incrementare la capacità deformativa della muratura, la resistenza a taglio e la coerenza interna tra i conci lapidei”.

Via alla raccolta fondi

Il primo passo è stato dunque fatto, con la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca che ha deciso di stanziare il 60 per cento dei costi dei lavori.

“Il costo dell’intervento è di circa 70mila euro. Una cifra importante, ma non così alta – spiega monsignor Mostabilini – Fortunatamente la Fondazione copre il 60 per cento dei costi, ma chiaramente non basta per arrivare alla cifra totale. Ecco che abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi”.

E per partecipare si può aderire in diversi modi.

“Uno è quello di farlo con una donazione attraverso il sito della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca: chiunque voglia contribuire può farlo sino al 20 novembre. In questo caso potrà detrarre il 30 per cento della donazione per la propria dichiarazione dei redditi – spiega don Giuseppe – Crediamo sia il metodo più comodo e migliore”.

Altrimenti ci sarà la possibilità di effettuare donazioni sia in forma privata che con le classiche offerte in santuario.

“I lavori partiranno i prossimi mesi, la speranza è di riuscire a coprire l’intera spesa attraverso le donazioni raccolte”, conclude il sacerdote.