Cronaca
un'indagine di vicenza

Usavano una società fantasma nel vicentino per frodare il fisco: coinvolta anche una realtà comasca

Coinvolte le province di Vicenza, Milano, Napoli, Bergamo, Brescia, Crema e Como.

Usavano una società fantasma nel vicentino per frodare il fisco: coinvolta anche una realtà comasca
Cronaca Como città, 11 Ottobre 2021 ore 11:00

I finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sottoponendo a sequestro preventivo disponibilità finanziarie, immobili e autovetture per un valore complessivo di oltre 3,8 milioni di euro nei confronti di 6 società (operanti nei settori economici della vigilanza privata, della consulenza aziendale, della progettazione ingegneristica, del commercio all’ingrosso di articoli sportivi, del commercio al dettaglio di profumi, dell’affitto di aziende) e di 13 persone fisiche, rispettivamente con sedi e residenze nelle province di Vicenza, Milano, Napoli, Bergamo, Brescia, Crema e Como.

Usavano una società fantasma nel vicentino per frodare il fisco

Le misure cautelari reali oggetto di recente esecuzione fanno seguito ad analoghe già eseguite dai finanzieri vicentini nei primi mesi dell’anno nei confronti di 3 soggetti e 2 società che avevano promosso un meccanismo di frode fiscale realizzato mediante l’illecito utilizzo di una società di Lonigo (VI), di fatto non operativa, priva di contabilità e senza una sede effettiva di esercizio, poiché domiciliata presso uno studio di consulenza e che, in concreto, non aveva mai effettuato operazioni rilevanti ai fini I.V.A. e ai fini delle imposte dirette.

I successivi sviluppi investigativi, i cui esiti hanno portato all’emissione del decreto di sequestro preventivo per equivalente eseguito in questi giorni dai militari della Guardia di Finanza di Vicenza, hanno consentito di individuare, sull’intero territorio nazionale, le realtà societarie e imprenditoriali, effettivamente esistenti e operative, che hanno beneficiato – sottoscrivendo un falso contratto di consulenza fiscale quale fittizia prestazione di servizio fornita dalla società vicentina – di crediti fiscali fittizi usati in compensazione dei propri ingenti debiti fiscali. Nel corso degli approfondimenti investigativi è stato riscontrato che i beneficiari delle false compensazioni corrispondevano a favore della società vicentina somme pari al 1,9 % dei fittizi crediti fiscali utilizzati in compensazione.

I soggetti coinvolti devono ora rispondere del reato di “indebita compensazione”, previsto e punito dall’art. 10-quater del D.Lgs. n. 74/2000.

TUTTI I DETTAGLI SU PRIMAVICENZA.IT

Necrologie