Cronaca
sindacati

Vaccini Covid, Uil Lario: "Il presidente Fontana convochi le organizzazioni sindacali per elaborare i processi dei piani vaccinali"

Vaccini Covid, Uil Lario: "Il presidente Fontana convochi le organizzazioni sindacali per elaborare i processi dei piani vaccinali"
Cronaca Como città, 14 Marzo 2021 ore 16:03

Vaccini Covid, i sindacati chiedono il loro coinvolgimento nell'elaborazione dei piani vaccinali per le aziende.

“Protocollo tra Regione Lombardia e associazioni datoriali per la partecipazione delle aziende alla campagna vaccinale"

Questa l'istanza di Uil Lario per bocca del Segretario Regionale Salvatore Monteduro. "Cambia l’interprete nel ruolo di assessore al Welfare ma non cambiano i disagi e problemi per i cittadini".

"È stucchevole la decisione del Presidente Attilio Fontana e della Vicepresidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti di non coinvolgere le Organizzazioni Sindacali nell’elaborazione del protocollo per la partecipazione delle aziende produttive alla campagna vaccinale anti Covid-19. Un protocollo che vede il possibile coinvolgimento di oltre 3,5 milioni di lavoratori/lavoratrici subordinati in Lombardia, di cui 320 mila nel solo territorio delle Province di Como e Lecco. Una decisione assurda e che rischia di compromettere l’effettiva realizzazione del processo di vaccinazioni all’interno delle aziende.
Il Sindacato in questo momento difficile, delicato e complesso ha assunto un ruolo di responsabilità e di moral suasion verso i lavoratori/lavoratrici nel condividere l’opportunità a aderire al percorso di somministrazione dei vaccini. Ed è impegnato a livello Nazionale nell’individuare insieme al Governo Nazionale percorsi e protocolli per il processo di vaccinazione all’interno delle aziende e dare risposta ai tanti temi critici che il processo presenta: problematiche sulla privacy, sicurezza e tutela dei lavoratori, personale da coinvolgere nella somministrazione e percorsi all’interno dell’azienda sicuri, dotazioni sanitarie indispensabili. Il protocollo non prevede nulla di tutto ciò e nessun coinvolgimento degli RLS/RLST (rappresentanti dei lavoratori della sicurezza), che hanno svolto in questi 12 mesi di pandemia un ruolo importante ed essenziale all’interno delle aziende nel contrasto e contenimento della
diffusione del virus Covid19.
Ancora una volta stigmatizziamo il metodo di Regione Lombardia volto più a un cercare dei “LIKE” sui social e tra l’opinione pubblica e non alla risoluzione dei problemi.
È cambiato l’Assessore al Welfare ma restano i problemi che vivono i Cittadini: Il processo di somministrazione dei vaccini agli ultraottantenni va a rilento: in tutta la regione sono stati vaccinati solo 197.195 ultraottantenni su una fascia di popolazione totale di 737.640, solo il 26,7%. I medici di medicina generale non coinvolti, se non in casi isolati, nel processo di somministrazione dei vaccini anti covid19. Gli ospedali ancora super affollati per l’assenza di una medicina territoriale che non è in grado da fare da filtro.
12 mesi di pandemia e non è cambiato nulla, se non slogan “"Entro giugno vaccineremo tutta la Lombardia”. Al Presidente Fontana diciamo basta con questa autoreferenzialità e chiediamo di convocare subito le organizzazioni sindacali in tutte elaborazione dei processi dei piani vaccinali anti covid-19. L’emergenza sanitaria è la priorità del Paese".

Necrologie