Cronaca
Il racconto

Vaccino per la coordinatrice infermieristica del Sant'Anna: "Ho aspettato di essere guarita dal Covid, finalmente il grande giorno"

"Sono una "sì vax" convinta, nonostante abbia in anamnesi un episodio di anafilassi dovuto a una vaccinazione eseguita qualche anno fa, non ho avuto paura".

Vaccino per la coordinatrice infermieristica del Sant'Anna: "Ho aspettato di essere guarita dal Covid, finalmente il grande giorno"
Cronaca Como città, 17 Marzo 2021 ore 16:19

Carmelina Di Lella, coordinatrice infermieristica del Day Hospital Medico Oncologico dell'ospedale Sant'Anna, oggi, mercoledì 17 marzo 2021, si è vaccinata: "È arrivato il gran giorno anche per me. Ho dovuto aspettare di essere guarita dal Covid, il nemico subdolo e insidioso ha, infatti, colpito anche me. Ho esordito con un banale raffreddore e dall'oggi al domani mi sono trovata a passare dall'altra parte, nel ruolo di paziente e a fare i conti con le mie fragilità: la paura di aver contagiato i miei familiari, la paura dell'evoluzione, la profonda sensazione di impotenza e le mille domande senza risposte: "com'è stato possibile? Dove ho sbagliato? Sono sempre stata attenta!".

Vaccino per la coordinatrice infermieristica del Sant'Anna: il racconto

A raccontare è stata la stessa infermiera, che ha affidato i suoi pensieri alla pagina Facebook dell'Asst Lariana.

"Ho avuto una sintomatologia gestibile a domicilio, tuttavia i sintomi sono stati persistenti e sono rimasta positiva per due mesi. La ripresa è stata lenta perché il malessere fisico si nutre di quello psicologico e viceversa; sembrava impossibile interrompere quel circolo vizioso, eppure quel tempo di infinita incertezza è diventato via via ricostruzione. Sono stata fortunata e nelle scorse settimane ho potuto cogliere l'opportunità dell'unica arma che abbiamo a disposizione per sconfiggere il virus.

Sono una "sì vax" convinta, nonostante abbia in anamnesi un episodio di anafilassi dovuto a una vaccinazione eseguita qualche anno fa, non ho avuto paura, ho avuto piena fiducia nella struttura e nei colleghi che si sono presi cura di me, sono stata in osservazione più a lungo ma è andato tutto bene.

Da cittadina penso che vaccinarsi sia un obbligo morale per tutelare noi stessi e gli altri, da sanitaria penso sia una scelta doverosa e responsabile, credo fino in fondo nella ricerca e nella scienza e non capisco le perplessità di qualche collega che in nome della libertà antepone se stesso e le sue paure al bene comune. A chi afferma che il vaccino sia stato messo a punto in tempi troppo rapidi mi sento di rispondere che tutto è più veloce rispetto al passato: avanzamento di conoscenze, tecnologie, piattaforme produttive, ecc..

In quella punturina che mi hanno fatto, vedo un lumicino in fondo al tunnel, la speranza di un ritorno alla vita normale fatta anche di abbracci e di sorrisi. Ho colto l'opportunità del vaccino anche per chi non ha fatto in tempo, penso ai tanti colleghi che hanno operato con sacrificio e abnegazione, dando la loro stessa vita, questo vaccino è anche per loro. In ultimo, un pensiero ai pazienti che pur fragili e immunodepressi, provati da gravi patologie non hanno nessun dubbio sul vaccino e aspettano con ansia il loro turno, trasmettendo un messaggio di speranza e di forza".

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