Vigile del Fuoco piromane: incendia l’auto della ex compagna

Voleva farla pagare alla sua ex per la fine del loro rapporto, così le ha incendiato l'auto.

Vigile del Fuoco piromane: incendia l’auto della ex compagna
Cronaca Como città, 03 Aprile 2018 ore 15:22

E’ stato fermato l’uomo che, qualche giorno fa, ha dato fuoco ad una macchina che si trovava posteggiata all’interno dell’autosilo Val Mulini di Como. Un Vigile del Fuoco piromane che, lasciato dalla compagna, aveva deciso di fargliela pagare con un insano gesto.

Vigile del Fuoco piromane agli arresti domiciliari

A seguito di attività d’indagine della Polizia di Stato di Como, nel pomeriggio di ieri è finito agli arresti domiciliari un italiano, classe 1965, residente a Fino Mornasco, di professione vigile del fuoco, in servizio a Milano. E’ stato lui, lo scorso 26 marzo, ad appiccare l’incendio ad una autovettura all’interno dell’autosilo Val Mulini. L’uomo si era recato a Foggia per le vacanze pasquali: le forze dell’ordine hanno quindi chiesto ausilio ai colleghi della Mobile del posto per il fermo.

I fatti

Il 26 marzo scorso, alle ore 13.15, il personale della Squadra Volante, era intervenuto all’interno dell’autosilo Val Mulini unitamente ai Vigili del Fuoco comaschi, per l’incendio di un’autovettura. Una volta sul posto, mentre i Vigili del Fuoco provvedevano a domare le fiamme, gli operatori della Volante esaminavano le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.

Dalla visione delle stesse è emerso che alle ore 12.58 giungeva un uomo che si avvicinava all’autovettura e iniziava ad armeggiare sulla ruota posteriore destra e dopo essersi chinato si notava la luce di una fiammella provenire dal pneumatico. Il soggetto si allontanava di qualche metro per poi tornare sui suoi passi e avvicinarsi alla parte anteriore sinistra dell’autovettura, ove nuovamente si chinava più volte armeggiando e dopo aver gettato qualcosa sul cofano, da cui scaturiva una forte fiamma, si allontanava velocemente.

Durante il sopralluogo effettuato anche con l’ausilio della Polizia Scientifica, veniva rinvenuta sulla ruota posteriore destra una candela di colore rosa, contenuta in un recipiente di vetro parzialmente consumata.

Si è messa quindi al lavoro anche la Squadra Mobile comasca. Alle 15.10 dello stesso giorno, la proprietaria insieme alla figlia, tornava all’autosilo per riprendere l’autovettura. Gli agenti l’hanno quindi informata di quanto accaduto e subito è apparsa spaventata e agitata.

La paura della donna

Per tali motivi, la Squadra Mobile l’ha accompagnata nei propri uffici per la gestione dei reati contro la persona. Ha quindi iniziato a raccontare che da circa tre mesi, dopo la rottura del loro rapporto, il suo ex compagno la perseguitava. Con l’intensificarsi di questi comportamenti si era vista costretta a cambiare le sue abitudini di vita.

Ha poi raccontato le fasi relative al suo arrivo nell’autosilo Val Mulini quel giorno e, in particolare, di aver notato, seppure distante, mentre stavano accedendo all’ingresso principale dell’ex ospedale, la presenza del suo ex compagno. Non ha però dato peso all’incontro, pensando che abitando vicino Como e facendo spesso visite in ospedale, l’uomo fosse lì per puro caso.

Dopo aver presentato denuncia per il reato di atti persecutori, le sono state mostrate le immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza. La donna ha quindi riconosciuto senza ombra di dubbio nel suo ex compagno, l’autore del gesto. Visti gli elementi di prova raccolti, il GIP presso il Tribunale di Como su richiesta della locale Procura, ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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