Villa Erba quale futuro? Cernobbio vota stasera, Como si defila dalla partita

Sul banco l'aumento di capitale a favore dei privati. La Provincia e Camera di Commercio hanno detto sì, Como non si espone mentre questa sera il voto in Comune a Cernobbio.

Villa Erba quale futuro? Cernobbio vota stasera, Como si defila dalla partita
Como città, 24 Luglio 2018 ore 17:39

Quale sarà il futuro di Villa Erba, meravigliosa dimora cernobbiese con parco e annesso centro congressi? La proposta sul tavolo è quella di modificare lo statuto per un aumento di capitale che faccia diventare i privati soci di maggioranza. Molte le voci che si sono alzate sul tema ma a rispondere devono essere i soci pubblici: Camera di Commercio, Comune di Como e di Cernobbio e Provincia.

Villa Erba: la situazione

Da anni il bilancio della gestione del compendio è in rosso. Un rosso accesso in un 2015 con -650mila di euro che però è andato affievolendosi fino al 2017 con una perdita di 261mila euro. Per il 2018 la prospettiva è quella di avere non più di 30mila euro di debito ma il consiglio d'amministrazione che gestisce la Villa è certo che ci sia bisogno di un cambiamento. Il presidente di Villa Erba, Filippo Arcioni, durante la sua audizione in Consiglio provinciale aveva sottolineato: "Contiamo di avere il pareggio con il bilancio 2019, in modo poi da iniziare grazie al nuovo piano industriale ad avere degli utili".

La richiesta però, per poter crescere, è quella di un aumento di capitale che i soci di maggioranza, ovvero quelli pubblici, non possono affrontare. Da lì l'idea dell'ingresso dei privati in una soglia maggiore del 50%. Un cambiamento che si può attuare esclusivamente con la modifica dello statuto di Villa Erba che deve essere approvato dal Consiglio d'amministrazione di cui, come detto, fanno parte anche i soci pubblici.

I voti degli enti pubblici

Camera di Commercio e Provincia di Como hanno già deliberato positivamente in questo senso mentre nei due comuni, Como e Cernobbio, la novità sta creando non pochi problemi. A Cernobbio infatti è già caduta la testa dell'assessore alle Partecipate che ha dato le proprie dimissioni proprio perché in disaccordo con la linea del sindaco Matteo Monti del "sì" alla modifica. Dal canto suo il primo cittadino sarà chiamato questa sera, martedì 24 luglio, a convincere il Consiglio comunale di Cernobbio a deliberare in questo senso.

L'altro uragano si è scatenato a Palazzo Cernezzi. Il sindaco Mario Landriscina, prima intenzionato a portare la delibera in Consiglio dopo il passaggio già effettuato in Commissione, ieri sera ha ritirato a sorpresa l'argomento dall'ordine del giorno del Consiglio comunale. Il motivo ufficiale la mancanza di tempo per trattare il punto per il dilungarsi del dibattito sull'area Ticosa che però non è apparso credibile visto che la seduta di questa sera del Consiglio è stata annullata. Una scelta che non è piaciuta alle minoranze che sono partite all'attacco.

Gli attacchi delle minoranze

"Ancora una volta l’amministrazione cittadina ha deciso di defilarsi su una questione strategica per il futuro della città - commenta in una nota stampa il gruppo consigliare di Svolta Civica - A quanto pare, la Giunta ha pensato bene di sfilare la delibera sul nuovo Statuto di Villa Erba, lasciando ad altri la decisione.

È chiaro che le tensioni interne alla maggioranza di Palazzo Cernezzi stiano paralizzando l’azione amministrativa sui temi più importanti. L’abbiamo visto con la questione della Stazione unica appaltante, l’abbiamo visto con Como Acqua, l’abbiamo visto con l’atteggiamento a dir poco remissivo sulla fusione di Acsm-Agam, l’abbiamo visto nelle modalità con cui si sta affrontando il tema della mobilità cittadina. Ora assistiamo all’ennesima fuga dell’amministrazione di fronte a un tema serio e strategico.

Siamo in presenza di una maggioranza che dimostra, in ogni occasione importante, di non avere alcuna visione sul futuro della città, nessuna consapevolezza del proprio ruolo e nessuna capacità di definire le priorità amministrative. Altro che le tanto sbandierate 'grande Como' e 'Como capoluogo'. Purtroppo, con questo modo di amministrare, Como conterà sempre meno".

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