l'intervista

Winelivery arriva a Como e porta le bollicine a casa tua: “Rispetto all’anno scorso registriamo un più 600%”

La founder: "Speriamo di arrivare presto anche a Lecco e Sondrio".

Winelivery arriva a Como e porta le bollicine a casa tua: “Rispetto all’anno scorso registriamo un più 600%”
Cronaca Como città, 28 Novembre 2020 ore 11:18

In questo periodo di emergenza sanitaria, c’è chi si è armato di coraggio e ha deciso di sondare le possibilità offerte dalla pandemia. È il caso di Cesare Molinari e Giada Malavasi, imprenditori del nostro territorio che da una settimana hanno attivato, anche nella città di Como, un nuovo punto Winelivery.

Winelivery è un’app 100% italiana, nata nel 2016 e pioniera nell’on-demand delivery di alcolici e soft-drink. Due suoi punti di forza sono, sicuramente, velocità ed efficienza: la consegna delle bottiglie avviene infatti in 30 minuti, garantendo che la bevanda arrivi a domicilio alla giusta temperatura.

Winelivery a Como: “Il mondo del vino deve essere più smart”

Como è la sesta città lombarda a rappresentare una piazza per l’App per bere.

“Abbiamo sempre pensato che il mondo del vino debba essere più smart – raccontano Cesare e Giada – L’app di Winelivery è la risposta a questa intuizione e abbiamo deciso di aprire il servizio sulla nostra bella Como, così che anche in questo periodo difficile non si debba rinunciare ad un buon bicchiere di vino, nella sicurezza delle proprie case”.

“La scelta di aprire a Como è un po’ è simile a quella di aprire in altre cittadelle, come Prato – ci spiega Andrea Antinori, fondatrice di Winelivery – È stata principalmente guidata dal fatto che attualmente i servizi di delivery stanno crescendo: acquistare online sta diventando sempre più un’abitudine, e un prodotto come il vino è abbastanza richiesto. I drink, tuttavia, non rappresentano dei beni di prima di necessità, che quando vai al supermercato metti subito nel carrello. Questo servizio è quindi un vantaggio anche per l’acquirente, che ha la possibilità di ricevere a casa le sue bottiglie preferite, senza doverle scarrozzare durante la spesa”.

“Inizialmente, – continua Andrea – il processo delle nuove aperture era di tipo top-down: noi decidevamo la città target e definivamo le persone. In questo periodo, invece, molta gente si è rivolta direttamente a noi, come nel caso di Giada e Cesare, che hanno deciso di gestire un punto Winelivery con modalità di affiliazione. Noi offriamo loro tutta la parte di tecnologia, seguendo l’app, il sito e la comunicazione, come anche la scelta dei prodotti, grazie al nostro team di sommelier. Loro, invece, garantiscono l’efficienza del servizio: bisogna, quindi, fare loro l’applauso se arriva tutto in 30 minuti alla giusta temperatura”.

Non solo a Como: consegne fuori città, in totale sicurezza

La consegna a domicilio copre anche l’area da Cernobbio a Tavernerio, Lipomo e Breccia: in questo modo, viene garantito un servizio capillare.

Inoltre, l’attività di delivery avviene in completa sicurezza: “I nostri rider – precisa Andrea – devono sempre indossare la mascherina ed effettuare la consegna alla porta, appoggiando le bottiglie e non dandole in mano al cliente. Quest’ultimo, chiaramente, deve essere in grado di tutelarsi. Addirittura, in alcuni casi l’acquirente ci ha chiesto di depositare le bevande nell’ascensore, quindi il rider ha provveduto a recapitare il prodotto senza alcun contatto”.

Ovviamente, Winelivery sa bene quanto la sua clientela sia affezionata ai vini della sua terra: per questo, l’app propone un catalogo dei vini più amati dai cittadini della provincia. L’offerta è vastissima, con una cantina di oltre 1000 drink. Per la scelta, gli utenti possono rivolgersi a un “Sommelier Virtuale”, basato su un sofisticato sistema di algoritmi, che aiuta nella scelta del drink perfetto per ogni occasione.

Da sottolineare anche l’attenzione riservata dall’azienda ai produttori. Da tempo, infatti, il modello applicato è a filiera cortissima: le bottiglie, valorizzate dal servizio, arrivano dal venditore direttamente a casa del cliente.

L’app per bere piace ai comaschi: le prime risposte

Nonostante il nuovo punto comasco sia attivo da poco tempo, la cofondatrice di Winelivery è entusiasta dei primi risultati: “Devo dire che sono soddisfatta, perché rispetto ad altre aperture Como sta girando molto bene. Di norma, noi ci proponiamo come quel servizio che permette di avere, anche all’ultimo, una bottiglia pronta da stappare. Tuttavia, consentiamo anche di effettuare regali a distanza o di farsi la propria cantinetta. Como sta rispondendo benissimo su tutti questi lati: abbiamo già avuto ordini di regalo, mentre altri acquirenti si rivolgono a noi per un uso proprio, o si sono fatti una selezione di bottiglie”.

Il target del servizio, comasco e non, è molto vario: “Le persone che possono apprezzare una bella bottiglia di vino, o che comunque hanno voglia di godersi un drink, vanno dagli studenti universitari, che per noi sono stati gli early-adopters, a individui più agée, sempre più esperti delle tecnologie. Anche Como si sta dimostrando una piazza molto eterogenea, che segue i trend della nostra tipica client base. Ovviamente, l’acquisto è riservato ai maggiorenni: è necessario segnalare sull’app la propria età, e in caso di sospetto ci arroghiamo il diritto di chiedere i documenti prima della consegna”.

Rispetto alla possibilità di nuove occasioni di lavoro, per il momento non ci sono posizioni disponibili: “Avendo appena aperto, i responsabili che gestiscono il punto di Como riescono a coprire tutte le necessità. Sicuramente, – aggiunge Andrea – al crescere della richiesta avremo bisogno di ragazzi per le consegne, magari di un magazziniere. Speriamo di dover presto provvedere a nuove assunzioni, ma adesso siamo a posto”.

Lockdown e on-demand delivery: come è cambiata Winelivery

A fronte dell’emergenza sanitaria, i vantaggi per Winelivery sono stati assai notevoli: “Rispetto all’anno scorso in questo periodo, abbiamo avuto un aumento del fatturato del 600% – ci spiega la cofondatrice. – Come sottolineano alcuni studi, prima della pandemia c’era una crescita annua del 15%-20% nell’attitudine degli italiani all’acquisto online, con punte fino al 40% per i prodotti alimentari. Ora i dati si sono quadruplicati, con un avanzamento significativo rispetto alla digitalizzazione: molte persone che, normalmente, avrebbero fatto il loro primo acquisto online fra tre o quattro anni, si sono ritrovate a doverlo fare durante il lockdown, e sta diventando un’abitudine”.

Ovviamente, nella fase iniziale di questa situazione, l’azienda ha dovuto superare alcuni ostacoli: “All’inizio, abbiamo dovuto fare le corse. La difficoltà più grande nel momento zero è stata trovare i rider: anche noi founder siamo dovuti uscire personalmente a effettuare le consegne, che non svolgevamo da almeno un paio di anni. Poi abbiamo provveduto ad adeguarci ai regolamenti sanitari: è stato necessario trovare sia i dispositivi di sicurezza, sia un servizio che sanificasse tutti i locali, tutti i giorni”.

Progetti per il futuro: anche a Como l’inaugurazione (si spera)

I sogni di Winelivery non si sono, però, ancora esauriti. Come ci rivela Andrea: “Per adesso, vista la situazione socio-economica, il nostro obiettivo è di crescere in termini di diffusione territoriale: oltre a Como, speriamo di arrivare anche dai vostri cugini di Lecco e in città più piccole, come Sondrio. Un’altra idea è quella di abbinare alla consegna una situazione di wine-bar, dove effettuare la somministrazione dei nostri prodotti”.

Dopo il lockdown, si spera inoltre di ritornare a proporre eventi e servizio catering, anche sul nostro territorio: “Ogni piazza deve avere i suoi eventi Winelivery, e appena possibile saremmo felici di organizzare anche un evento di inaugurazione a Como”.

Martina Sangalli

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