lo spettacolo

Como Città della Musica, Moni Ovadia a Villa Olmo legge Papa Francesco

Declamerà e commenterà "Laudato sì", l’enciclica del 2015 di Bergoglio.

Como Città della Musica, Moni Ovadia a Villa Olmo legge Papa Francesco
Cultura Como città, 10 Luglio 2021 ore 09:17

Moni Ovadia torna ospite del Teatro Sociale e all’interno del Festival Como Città della Musica, nel Parco di Villa Olmo, martedì 14 luglio alle ore 21.30, in collaborazione con La Musica dei Cieli, legge e commenta Laudato sì, l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune.

Como Città della Musica, Moni Ovadia a Villa Olmo legge Papa Francesco

Moni Ovadia, scrittore, autore, uomo di cultura agnostico ma da sempre vicino alla spiritualità e agli interrogativi propri degli uomini di fede, porta in scena un reading in cui si evidenzia la forza rivoluzionaria di questo scritto, ovvero la denuncia dell'attuale crisi ecologica e l'assoluta necessità di un mutamento radicale nella condotta dell'uomo.

“Laudato sì, mì Signore, per sora nostra matre Terra”: Papa Francesco si pone sulla scia di Francesco d’Assisi per spiegare l’importanza di un’ecologia integrale, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore risultano inseparabili. Nei sei capitoli dell’Enciclica, il Papa evidenzia che la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per “la cura della casa comune”. Impegno che include anche lo sradicamento della miseria, l’attenzione per i poveri, l’accesso equo, per tutti, alle risorse del Pianeta.

Moni Ovadia ha scelto questo testo di Papa Bergoglio del 2015 perché è uno scritto rivoluzionario, che va al di là della cattolicità, e che con forza dirompente denuncia la rovina della natura e del creato, sacro per le religioni creazioniste, e con un richiamo sociale mira a cambiare modello di sviluppo, perché solo agendo sulle relazioni sociali possiamo salvaguardare il pianeta. L'umanità non può più permettersi uno sfruttamento sconsiderato della natura finalizzato ai propri interessi economici ma necessita più che mai di un rinnovamento nel segno di una conversione ecologica globale.

Moni Ovadia è accompagnato in scena dai musicisti Maurizio Dehò al violino e Nadio Marenco alla fisarmonica.

Chi è Moni Ovadia

Moni Ovadia nasce a Plovdiv, in Bulgaria, nel 1946 da una famiglia ebraico - sefardita, greco -turca da parte di padre, serba da parte di madre. Alla fine degli anni '40 si trasferisce a Milano con la famiglia. Già negli anni del liceo comincia la sua attività artistica come cantante e musicista nel gruppo dell'"Almanacco Popolare" sotto la guida dell'etnomusicologo Roberto Leydi. Dopo la laurea in Scienze Politiche nel 1972 fonda e dirige il "Gruppo Folk Internazionale" che incentra la sua ricerca sulla musica tradizionale di vari paesi, in particolare dell'area balcanica.

Nel 1978 il gruppo cambia orientamento e diventa "Ensemble Havadià", dedicandosi a musiche di propria composizione e sviluppando una forma inedita di concerto teatrale. In quegli anni alterna l'attività dei concerti con quella discografica anche come produttore.
L'attività di teatro vera e propria inizia nel 1984 quando avvia una serie di collaborazioni con numerose personalità della scena tra cui Pier'Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti. E proprio per il Teatro Franco Parenti crea, in collaborazione con Mara Cantoni, lo spettacolo “Dalla sabbia dal tempo” in occasione del “Festival di Cultura Ebraica” nel 1987.

È questa, per Moni Ovadia, l'occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un "teatro musicale" lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.

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