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"Cucinare al Fresco" oltrepassa i confini comaschi e diventa un libro

Dai ricettari distribuiti a Como, il progetto si fa ancora più grande.

"Cucinare al Fresco" oltrepassa i confini comaschi e diventa un libro
Cultura Como città, 12 Giugno 2021 ore 15:15

Cucinare al Fresco diventa un libro presto nelle librerie di tutta Italia.

"Cucinare al Fresco" oltrepassa i confini comaschi e diventa un libro

“Abbiamo ricominciato a vivere, ad assaporare la libertà. Cucinare al fresco non è semplicemente un ricettario, ma una speranza, un percorso per comprendere meglio un cammino di riabilitazione. È una testata giornalistica ideata e scritta da persone che hanno perso la libertà, ma che non si sono perse d’animo e hanno deciso di rimettersi in gioco per fare 'qualcosa di buono' attraverso il cibo, spiegando i metodi utilizzati nelle stanze di reclusione per cucinare con le risorse a loro disposizione”.

Esce martedì 15 giugno 2021 in tutte le librerie d'Italia "Cucinare al fresco" edito da L'Erudita. Si tratta della prima raccolta di ricette che caratterizza il progetto Cucinare al fresco, un laboratorio di idee all’interno del quale, attraverso i piatti preparati dai detenuti e dalle detenute, vengono raccontate storie, emozioni e soprattutto ricordi. Un percorso che vuole creare momenti di normalità per creare nuove chance e nuovi percorsi riabilitativi. Partito in sordina nella Casa circondariale del Bassone di Como, oggi la redazione conta un centinaio di detenuti che lavorano su singole proposte editoriali, oltre ad essere riusciti a strutturare una redazione con ruoli e organizzazione simili a quanto avviene nei giornali.

Difficile, anzi improbabile pensare che in carcere si possano preparare dei manicaretti da leccarsi i baffi, ma così è, e solo leggendo le pagine di questo libro, che preferiamo definire “quaderno dei sapori”, i detenuti e le detenute raccontano, attraverso un linguaggio semplice, il proprio rapporto, sempre molto personale, con il cibo, narrando i propri gusti e i propri piatti preferiti.

“Partendo dal presupposto che non sono nata per insegnare, ma sempre per imparare dagli altri, ho approcciato i gruppi di lavoro con grande leggerezza cercando di mettere al centro di ogni lezione loro, i detenuti e le detenute, coloro che mi hanno dato fiducia e stimolata a proseguire - commenta la coordinatrice del progetto, Arianna Augustoni - Ho lasciato a loro il compito di organizzare il progetto in base alle singole esigenze, ma sempre con un solo obiettivo: raccontare le proprie esperienze in cucina attraverso un linguaggio corretto e preciso. Dal racconto alla scrittura il passo è stato breve, in quanto le tante nozioni sono state organizzate per dare vita a una pubblicazione che raccontasse queste esperienze anche all’esterno”.

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