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L'iniziativa

Festa della donna l’associazione Penta raccoglie i pensieri delle donne maltrattate

Il presidente dell'associazione marianese, Rosaria Battaglia, ha voluto inviarci una raccolta di pensieri.

Festa della donna l’associazione Penta raccoglie i pensieri delle donne maltrattate
Cultura 08 Marzo 2021 ore 08:41

Oggi, lunedì 8 marzo, festa della donna, l’associazione Penta di Mariano Comense, da sempre attenta alla tematica della violenza di genere, ha deciso di raccogliere una serie di pensieri di donne che stanno subendo maltrattamenti o ingiustizie.

Festa della donna l’associazione Penta raccoglie i pensieri delle donne maltrattate

“Alle donne forti che ogni giorno combattono per superare tutti gli ostacoli e alle donne deboli che riescano a trovare la forza per andare avanti migliorando la loro esistenza. A tutte le donne un monito: la vostra festa non è solo l’ 8 marzo, la vostra festa è sempre!”, Alessia.

“Sarebbe bello un giorno guardare con una prospettiva diversa, dove i cuori di uomini e donne battano all’unisono fino a diventare un unico palpito, come dita intrecciate di mani che si stringono con amore infinito al suono di una sola melodia: quella dell’amore”, Antonella.

“L’8 Marzo io esporrò un fiocco nero sui social, sui miei profili personali, perché questa guerra degli uomini contro le donne abbia termine o sia definitivamente sradicata perché vi confido e lo confesso, anch’ io ho paura ogni giorno”, Laura.

“Ragazzi e ragazze di oggi, voi che sarete gli uomini e le donne di domani, dobbiamo combattere subito e facciamolo in modo che l’8 marzo sia una data memorabile che sancisca e festeggi la parità di genere. La mimosa sarà ancora più bella e profumata quando nessun’altra donna al mondo verrà uccisa solo perché donna. Sarà proprio allora che le donne, quelle che hanno pagato con la vita, potranno serenamente riposare”, Nunzia.

“Siamo donne e siamo uomini. Siamo liberi di poterlo essere così come lo siamo davanti a Dio.
La donna non è un oggetto come l’uomo non è un tutore. Devono essere liberi di volare in leggera autonomia nell’aria: nessun ostacolo, nessuna violenza. Tutta la specie umana è fiore: siamo mimose, rose, margherite, tulipani, cigli, papaveri. Tutti con la propria bellezza e col proprio profumo che lo caratterizza. E’bello esseri unici e indipendenti, senza bisogno di stampelle, né di chi si sovrappone …, al contrario abbiamo bisogno reciprocamente di amore pulito e soave e di apprezzare il profumo e la bellezza della compagna o compagno, oltre che godersi la libertà di splendere al sole”, Mara.

“Se potessi scegliere di cancellare alcuni disvalori dell’umanità lo farei partendo dal calendario.
Eliminerei, non come numeri ma come storia, il 25 novembre e l’8 Marzo!
Rappresentano il ricordo di tante ingiustizie, di tante oppressioni, di molte discriminazioni, di vili violenze inflitte alle donne. Uno spaccato culturale vile e mortale del “povero” essere umano che non sa amare.
Date, in apparenza allestite di ottimo velluto scarlatto, bello al tatto ma bruciante di dolore, ci vengono presentate come baluardi, scudi e difesa dalla violenza che, invece, ne suggellano l’annoso ricordo. Fino a che le stesse saranno leggibili sui calendari vuol dire che la violenza esiste, e non solo nella storia di ieri, anche in quella di oggi, considerando che la stiamo ancora celebrando nel 2021. Le due date ci rimanderanno in eterno all’esistenza della violenza sulle donne e alla negazione dei diritti umani, mai conquistati. La violenza di genere è un incubo mortale e infinito.
Sul calendario le due date ci rimarranno per molto tempo ancora, staranno lì come panni appesi al sole, all’aria, al profumo della natura, sventoleranno come se nulla fosse, e come se nulla fosse cala il sipario in tutto il mondo, in ogni folgorante momento.
Ogni giorno dell’anno sono il 25 novembre e l’8 Marzo. Ogni istante un uomo in qualche modo sta facendo male ad una donna. Non è colpa delle donne, è colpa di coloro che usano potere e becera cultura; è colpa del pensiero meschino del maschilismo del quale la società non riesce a liberarsi, ma è anche estrema irresponsabilità (inesauribile), di chi volta la faccia dall’altra parte incurante del male che infligge per coprire il proprio tornaconto, ed è complice dell’altro male”, Rosaria.

“Otto Marzo – La giornata mondiale dedicata alla donna, giorno in cui tutte le donne vorrebbero e dovrebbero sentirsi importanti, almeno per un giorno. Svegliarsi con dei fiori profumati sul comodino, una coccola, un pensiero, un caloroso buongiorno e fare colazione con quel caffè che piace tanto… Farsi bella e uscire di casa col sorriso perché è “LA MIA GIORNATA”, è dedicata a me, dedicata a tutte le donne di ogni paese.
Però…mi sveglio, il comodino è vuoto, il profumo di caffè non inonda la mia casa, non sento nessuna coccola e nessuno mi accoglie trionfante in cucina per darmi il buongiorno. Inizio la giornata di buon mattino, la routine è appiccicata al mio corpo come il buio si aggrappa alla luna, provo la solita angoscia accompagnata dalle abituali brutte parole e insulti vomitati su di me da un lui seduto in cucina, mentre fuma e sorseggia nervosamente il suo caffè non condiviso.   A volte il buongiorno è uno schiaffo gratuito e non solo parolacce acide che puzzano di disprezzo, uno schiaffo doloroso all’anima e immotivato, veicolato da una rabbia mattutina che a me appare sempre più incurabile. Frettolosamente, con lo sguardo abbassato esco di casa, col mio trucco leggere e abbozzato per darmi colore e parvenza serena. Sono fortunata a dover uscire, io ho un lavoro, ho anche una dignità, un’autonomia economica, me la sono conquistata.  Stringo i denti, non piango, mi sono abituata alla violenza, non ho più forze per piangere, tempo perso!  Non ho tempo. Ma tanto a chi importa?
Al lavoro ci arrivo già stanca, già mortificata, già impotente, già sconfitta, ma nascondo bene e sorrido. Lavoro e non penso. Il tempo passa. Poi tornerò a casa, accudirò i bimbi, sbrigherò le solite faccende quotidiane, in allerta continua e a volte abbassata a elemosinare un gesto gentile, un’attenzione umana, un caldo abbraccio che tanto mi manca.
Come mi sento in casa, fuori casa, con gli altri, con me stessa? inadeguata, marginalizzata, piccola e insignificante.
IO LOTTO OGNI GIORNO E LOTTO ANCHE L’8 MARZO!
DONNE: dovremmo superarci, dovremmo ridere ed essere felici perché SIAMO STUPENDE, MERAVIGLIOSE, ENERGICHE!
IL mondo è un posto sicuro, non temere chi ti giudica, sei accolta con le braccia aperte  da tante brave persone, quindi ridi, stai serena e rilassata e lascia il terreno contaminato per vivere in altro luogo in cui poter vivere e non sopravvivere.
Oggi diciamo NO, DICIAMO BASTA!  OGGI é LA MIA GIORNATA NESSUNO MI TOCCHI E TUTTI MI RISPETTINO!”, Elena.

“Cos’è la libertà per una donna?
Scegliere il vestito da mettere senza sentirsi dire che così vestita non sei bella.
Potersi dimenticare di una confezione di insalata nel frigo facendola marcire e lui, per castigarti, ti chiuderà la testa nel frigorifero.
Andare a fare la spesa e scegliere quello che vuoi senza che lui tolga tutto ciò che hai preso dicendoti: “i soldi li porto io e io decido cosa acquistare”.
Fare l’albero di natale e il presepe senza la paura che lui con un calcio mandi tutto all’aria.
Mangiare due gelati alla volta se ti va senza sentirti dire che sei un cesso di donna grassa e schifosa.
Ridere a tavola e chiacchierare serenamente senza che lui alzi le mani ammonendoti: “devo vedere la tv taci! chiudi quella c. di bocca “.
Poter lavorare senza che lui ti dica ogni volta che stai uscendo a fare la prostituta.
Lavare le cozze senza la paura che lui ti tiri quell’acqua putrida in faccia.
Libertà di frequentare le tue amiche, senza che lui ti dica che tutte le tue amiche sono zoccole come te.
Tenersi i capelli sciolti o legati con il nastro verde senza che lui te lo butti nel water perché non gli piace.
Dover dormire da sola affinchè lui non ti dica: “mi fai schifo dormo da un altra parte, è meglio”.
Respirare, piangere, ridere, mangiare, lavorare, uscire, comprare … senza che lui ogni tre per due di sconvolge con uno schiaffo e ti fa un livido sotto l’occhio..”, Poppi.

“VORREI L’8 MARZO
Vorrei vestirmi con veli di chiffon,
abbagliarmi di luce e calore,
sentire la Libertà sulla pelle e la Giustizia come palla d’oro fra le mani.
Vorrei non aver più paura dell’uomo e nemmeno del buio della strada.
Vorrei salire su un ascensore o su una metro e sentirmi lo stesso con le ali.
Vorrei attraversare il mare sui barconi, toccare terre nuove e sentirmi donna e non oggetto.
Vorrei percorrere sentieri e sentirmi apprezzata da chi incontro.
Vorrei lavorare senza essere disturbata nel mio corpo e nella mia dignità.
Vorrei sedere sugli scranni dei posti di comando.
Vorrei essere Sacerdotessa e distribuire “Il corpo di Cristo”, mio Figlio.
Vorrei essere amata, sentirmi amata, amare come la natura ama la terra madre.
Vorrei essere madre dei miei figli senza paura dei predatori.
Vorrei non essere nata costola di nessuno.
Vorrei essere creduta.
Vorrei che tutti mi facciano sentire Donna con rispetto.
Vorrei svegliarmi senza illusioni e non scontrarmi ogni giorno con la realtà”, Giuliana.

“Non abbasseremo mai più gli occhi in tua presenza per paura, timore o sottomissione, li rivolgeremo invece oltre, verso il cielo, verso il sole caldo, verso l’aria pura, verso la libertà. Stringeremo le mani alla nostra dignità di donne in quanto donne, abbracceremo solo l’amore vero, gusteremo la bellezza di sentirci vive e vibranti d’energia.
…E se un giorno dovremo per forza abbassare lo sguardo, lo faremo solo per osservare ciò che indossiamo: le belle scarpe rosse con i tacchi a spillo ed il sontuoso vestito di pizzo luccicante. In quel momento diremo a noi stesse: “Sì, sono bella, perché lo sono, sono felice perché voglio esserlo, sono donna con dignità e onore perché voglio esser tale. Abbasserò lo sguardo perché lo voglio fare, perché decido io di farlo e non perché lo dici tu, tanto non sai amarmi.
Percorrerò giardini fioriti senza che ci siano i fiori che tu hai fatto appassire. Nel mio giardino pianterò i semi che io vorrò, seminerò amore, solo amore e null’altro”.
Un giorno quando tutta l’umanità intera finalmente capirà che la violenza sulle donne è violazione dei diritti umani, davanti a tutti gli uomini e davanti a Dio, quel giorno non avremo più da celebrare il 25 novembre e l’8 Marzo e festeggeremo davvero il nostro diritto ad essere donne, madri, mogli, figlie, amiche, che vivono l’Amore.
PIANTALA CON LA VIOLENZA & L’AMORE NON E’ VIOLENZA”, associazione Penta.

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