Lambrock Festival, si è conclusa la sesta edizione

I ragazzi di Mondo Delle Uova si sono spostati ad Albese.

Lambrock Festival, si è conclusa la sesta edizione
Cultura 27 Giugno 2017 ore 18:30

Anche quest’anno la sesta edizione di Lambrock Festival è volta al termine. Si concludono così tre giorni di carica, energia e divertimento per quello che si sta dimostrando uno dei festival estivi di punta del territorio. Il 23, 24 e 25 giugno, ad Albese con Cassano, i ragazzi di Mondo Delle Uova hanno dato vita a uno spettacolo di musica, arte, birra artigianale e buon cibo.

Lambrock Festival, ecco com’è andata la sesta edizione

Il cambio di location non ha scoraggiato i giovani di Arosio; grazie a una campagna di crowdfunding, unita a una formidabile voglia di fare, i risultati si sono visti. Ottima l’affluenza per tutti i tre giorni: la varietà dell’evento in questione ha decretato un ampio successo di pubblico. Da menzionare innanzitutto la varietà musicale che ha visto spaziare dall’hip-hop cultura, all’indie rock fino alla musica elettronica; diversi gli artisti coinvolti, di rilievo locale e nazionale. Il primo giorno a esibirsi sul palco principale ci sono stati i Daikon, gli Hawaii Zombie e i The Fighettas, con il dj set di #Twerkit a concludere la serata. A seguire, di sabato, ecco i Pesci Solubili, i Krang, gli Endrigo e i canturini The Leeches; la domenica, invece, i Metelkova, i Vanarin, i Push Button Gently e gli Anthony Laszlo da Torino. Contemporaneamente sull’MDV stage, per gli amanti della musica elettronica, ha avuto luogo il warm up da parte di Buzzer (P.U.D.), Geaman, Dj Kimas, Zen0, Technoseeders, VOSM con tanto di Hip Hop Jam di Inchiostro Sporco.

Non solo musica

Ma se è la musica a farla da padrone, com’è giusto che sia a un festival di questo tipo, non solo di musica si è trattato. A questa si sono aggiunti diversi workshop di carattere artistico e artigianale; si sono intrecciati cesti di midollino con l’associazione Testa di Rapa e stampate xilografie con i ragazzi dell’atelier Bionte. C’erano anche i carughesi di Pigmento, che hanno creato in tempo reale quattro diversi murales su dei pannelli.A disposizione del pubblico sono stati installati anche il proverbiale ululometro (un microfono in cui “ululare” per scattarsi una foto) e il light-painting (una macchina per disegnare con la torcia del proprio cellulare); ormai degli autentici marchi di fabbrica del Lambrock Festival. Tanta è stata la carne al fuoco in questi tre giorni, così com’è stata tanta la passione messa in gioco dai ragazzi; difatti l’evento non ha avuto nessun intento lucrativo se non quello di poter mandare avanti l’associazione e continuare in questo interessante progetto. Che dire? Come dicono i ragazzi,«Lambrock è amore». All’anno prossimo!

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