cultura

Le Giornate Fai d’Autunno 2020 raddoppiano: due weekend per scoprire i candidati comaschi a Luoghi del Cuore

Doppio appuntamento domenica 18 e sabato 24 e domenica 25 ottobre.

Le Giornate Fai d’Autunno 2020 raddoppiano: due weekend per scoprire i candidati comaschi a Luoghi del Cuore
Como città, 12 Ottobre 2020 ore 17:15

Il Gruppo FAI Giovani di Como ha deciso di celebrare la decima edizione del censimento Luoghi del Cuore (campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo) selezionando i beni da aprire al pubblico in occasione delle Giornate FAI di Autunno 2020 tra i candidati comaschi, proponendo un itinerario dal titolo “FAI dove ti porta il cuore”.

Scopo di tale scelta è far conoscere luoghi poco noti della nostra Provincia e promuovere la votazione degli stessi per la campagna Luoghi del Cuore, sostenendo i comitati spontanei locali che hanno proposto la candidatura. E’ possibile votare fino al 15 dicembre tramite l’apposito sito internet o direttamente al banchetto FAI che sarà presente sul posto durante le Giornate.

Giornate Fai d’Autunno 2020: il programma e i luoghi da visitare

DOMENICA 18 OTTOBRE 2020

PALAZZO GALLIO – Una finestra sul Lario
Via Regina Levante 2, 22015, Gravedona, CO
Visite a cura di: Volontari FAI e Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S.S. “E. Vanoni” di Menaggio
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 40 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente aperto al pubblico solo in occasione di mostre, concerti, eventi

Situato in posizione isolata su un promontorio roccioso affacciato sul lago, a nord di Gravedona, Palazzo Gallio fu eretto nel 1586 come dimora del Cardinal Tolomeo Gallio, sui resti di una struttura fortificata di cui si conservano ancora alcune porzioni murarie. Dapprima adibito ad ospedale dai nipoti del Cardinale, i duchi d’Alvito, e poi ceduto a privati all’inizio del XIX secolo, oggi Palazzo Gallio è meta di numerosi visitatori grazie alla sua vista unica sull’Alto Lario e al suo ampio giardino ricco di piante secolari.  Attualmente il palazzo, inserito nella lista dei Monumenti Nazionali, è sede della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio.

CHIESA DI SAN GIACOMO “VECCHIA” – Un gioiello tra i monti
Strada Provinciale 4, 22010, Livo, CO
Visite a cura di: Volontari FAI
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 40 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente chiuso al pubblico

Immersa tra splendidi castagneti secolari, poco fuori dall’abitato di Livo sorge la Chiesa di S. Giacomo “Vecchia”, costruita tra il XV e il XVI secolo e documentata per la prima volta nel 1297. Ciò che colpisce ad un primo sguardo, oltre alla bellissima vista sul lago, è il raffinato pronao, sulla cui volta a vele sono affrescate Storie della Genesi della seconda metà del Cinquecento. Quando nel 1446 la chiesa divenne parrocchiale, l’interno venne ampliato con un grande navata unica scandita da archi a timpano, rispettando così i canoni architettonici diffusi nella zona dell’Alto Lario. Una particolarità legata all’edificio è che molti degli affreschi presenti furono commissionati dai devoti di Livo, i cui nomi ancora in parte si leggono alla base di alcuni di essi. In particolare costituisce una manifestazione di grande devozione da parte dei livesi l’alto numero di rappresentazioni della Vergine: ben 23 Madonne con il Bambino costituiscono il ciclo di affreschi più vasto dell’intera zona.

CHIESA DI SS. EUSEBIO E VITTORE – Tra arte e natura
Piazzale Ss. Eusebio e Vittore 1, 22010, Peglio, CO
Visite a cura di: Volontari FAI
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 40 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente aperto al pubblico solo in occasione di celebrazioni religiose

La chiesa dei Ss. Eusebio e Vittore sorge a Peglio nell’invidiabile posizione ai piedi del Sasso Pelo dai cui si gode la vista su Gravedona e l’Alto Lago. La leggenda narra che inizialmente gli abitanti del paese volessero costruire la chiesa in un luogo vicino al paese, ma che una volta trasportate le pietre nel posto prescelto, la mattina seguente rinvennero le stesse nel sito dove oggi realmente sorge la chiesa, si dice
spostate dagli spiriti. Sia l’esterno che l’interno dell’edificio sono affrescati: si segnalano in particolare le opere di Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino, risalenti agli inizi del ‘600 e raffiguranti la vita di Gesù, il Giudizio Universale e le storie di alcuni santi. Di grande interesse all’interno della chiesa è invece un organo “rifulgente d’oro e soave nel suono” (così descritto negli atti del 1612, redatti a
conclusione dei lavori), attribuito agli Antegnati. Il tocco del Fiammenghino è riconoscibile anche sulle ante di chiusura della cassa.

BIBLIOTECA STORICA DEL CONVENTO FRANCESCANO PRESSO SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME – Un tesoro di carta
Via delle Rimembranze 8, 22014, Dongo, CO
Visite a cura di: Volontario della Biblioteca
Visite ore 10.00, 11.00, 15.00, 16.00; durata visita 1 ora ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
APERTURA RISERVATA AGLI ISCRITTI FAI E A CHI SI ISCRIVE IN LOCO
Luogo solitamente chiuso al pubblico

Un tesoro del quale pochi hanno sentito parlare è quello conservato nella biblioteca del convento francescano annesso al Santuario della Madonna della Lacrime: 30.000 libri tra preziosi codici miniati medievali, cinquecentine, seicentine e volumi del Sette-Ottocento. Un
patrimonio unico, sfuggito fortunatamente alla dispersione, capace di superare indenne le terribili spoliazioni napoleoniche e il tormentato periodo post-unitario, sopravvissuto fino a noi per raccontarci di epoche lontane in cui salvare la cultura significava salvare gli uomini, in cui la cultura era prodotta da pochi e destinata a pochi, ma in cui l’oggetto-libro rappresentava a tutti gli effetti un’opera d’arte.

SABATO 24 E DOMENICA 25 OTTOBRE 2020

PALAZZO PECORI – Bellezza da salvare
Via Crocefisso 11, 22030, Caslino D’Erba, CO
Visite a cura di: Volontari FAI e membri del comitato locale Per la Rinascita di Palazzo Pecori
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 40 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente chiuso al pubblico

Il complesso, risalente al ‘700 e citato persino da Pietro Verri nel 1762, appartenne dapprima alla famiglia Morello — nota nell’erbese per la produzione della seta — poi ai Castelletti. Il passaggio alla nobile casata dei Pecori avvenne, invece, in occasione delle nozze di Placida Castelletti con il fiorentino Enrico Pecori, inventore nel 1891 del triciclo a vapore che porta ancora oggi il suo nome. Nel 1985 parte dell’edificio fu donato al Comune dalla discendente Angelina Colombo Pecori. Si segnalano il cortile, il portico d’ingresso e, all’interno, il teatrino privato, la cappella affrescata e l’altare intarsiato in macchia vecchia. Un paio di ambienti del piano nobile, affrescati con figure allegoriche che esaltano il lavoro nei campi e la ricchezza che l’uomo può ricavarne, sono riconducibili al pittore neoclassico Comerio, attivo a Roma e Bergamo. Il S. Crocifisso, dipinto infine su una delle facciate esterne del palazzo, è tutt’ora oggetto di devozione
popolare da parte dei caslinesi.

ORATORIO DI SAN GREGORIO – Il colore della storia
Via San Ambrogio 10, 22030, Caslino D’Erba, CO
Visite a cura di: Volontari FAI
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 30 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente chiuso al pubblico

L’erezione dell’oratorio risale al Quattrocento, probabilmente su un preesistente sito già sacro ai Romani. La struttura fu ampliata e modificata nel corso del tempo fino a raggiungere l’aspetto attuale nel corso del XVIII secolo: l’esterno della struttura presenta i tratti essenziali di una facciata a capanna ed è interamente intonacato di bianco, con due finestre ai lati del portale architravato. Tutt’attorno si ergono quindici edicole, quattordici dedicate alle stazioni della Via Crucis e una alla Pietà. La semplicità dell’esterno è bilanciata dall’impianto interno della chiesa, a navata unica e divisa in due campate da un arco a tutto sesto. La zona absidale presenta affreschi cinquecenteschi tornati alla luce durante un restauro del secolo scorso e, proprio sotto uno di questi, un piccolo cartiglio ci informa che furono realizzati nel 1547 da Lazzaro Gerosa. La volta è dipinta invece con decorazioni fitomorfe e tondi che racchiudono Dio Padre e gli Evangelisti, mentre nei pennacchi sono ospitati i profeti.

CHIESA DI S. EUFEMIA E BORGO MEDIEVALE DI VILLINCINO – Un angolo di Medioevo a Erba
Piazza Sant’Eufemia 1A, 22036, Erba, CO
Visite a cura di: Volontari FAI, Gruppo Culturale La Martesana di Erba, Apprendisti Ciceroni del Liceo
Statale “C. Porta” di Erba
Prima visita ore 10.00 – Ultima visita ore 17.00
Partenza visite ogni 20 minuti circa, durata visita 45 minuti ca.
Contributo suggerito a partire da 3 euro
Luogo solitamente aperto al pubblico, ma senza informazioni storico-artistiche

Nel territorio dell’Erbese sorge la chiesa romanica di S. Eufemia, piccolo edificio affiancato in passato al battistero e alle abitazioni dei canonici. La chiesa, particolarmente nota per il suo imponente campanile, è il più antico edificio plebano che si è conservato in Brianza e nel Comasco e racchiude al suo interno numerose opere artistiche. Essa sarà il punto di partenza che porterà il visitatore alla scoperta di un inedito itinerario nel centro di Erba, conducendolo fino al borgo fortificato di Villincino, piccolo tesoro di epoca Medievale. Durante l’età di mezzo questo borgo fu la residenza fortificata della famiglia Carpani, alleata dei Visconti Milanesi. Esso, che si presenta con la caratteristica pavimentazione realizzata con in ciottoli di fiume, presenta al suo interno diversi complessi architettonici tra cui Casa Carpani, la torre della Pusterla e l’edificio dello Stallazzo, che probabilmente in origine era un convento di suore.

Durante le Giornate Fai D’Autunno 2020 saranno come di consueto aperti i Beni del Fai del territorio: Villa del Balbianello a Tremezzo, Torre del Soccorso a Ossuccio e Villa Fogazzaro Roi a Oria di Valsolda.

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