“Terra Matta (1899–1918)”, narrazione teatrale di Stefano Panzeri, organizzata dall’Università degli Adulti di Olgiate Comasco e dall’assessorato alla Cultura, invita a riflettere.
“Terra Matta” (1899 – 1918)
Stefano Panzeri porta in scena la prima parte dell’autobiografia di un bracciante siciliano che, attraverso la propria vita, racconta un intero Paese. Una vita segnata dalla povertà, dal lavoro nei campi e dalla guerra. Una storia che avrebbe potuto rimanere sconosciuta e che invece, grazie a una vecchia macchina da scrivere e alla straordinaria determinazione del suo protagonista, è diventata una delle testimonianze autobiografiche più sorprendenti del Novecento italiano. L’appuntamento è in calendario domenica 8 novembre, alle 16, nell’auditorium del Medioevo di via Lucini. Ingresso libero.
Lo narrazione teatrale, un tributo di memoria
Paola Vercellini, vicesindaco (delega alla Cultura), sottolinea il valore della proposta: “Protagonista della vicenda è Vincenzo Rabito, nato nel 1899 a Chiaramonte Gulfi, in Sicilia, in una famiglia poverissima. Costretto fin dall’infanzia a lavorare nei campi, Rabito attraversa gli eventi cruciali del secolo scorso, vivendo in prima persona la miseria, le contraddizioni sociali e i drammi della guerra. Solo da pensionato, pur essendo semianalfabeta, decide di raccontare la propria esistenza. Tra il 1968 e il 1975, battendo su una vecchia macchina da scrivere Olivetti, riempie oltre mille pagine con una lingua personalissima, irregolare e potentemente espressiva, dando forma al racconto della sua “molto desprezzata e maletrattata vita”. Il dattiloscritto, depositato dal figlio Giovanni presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano nel 1999, viene pubblicato da Einaudi nel 2007 con il titolo Terra matta, conquistando lettori e critica e ispirando anche un film documentario diretto da Costanza Quatriglio. Da questa straordinaria testimonianza nasce il progetto teatrale di Stefano Panzeri, articolato in tre parti che ripercorrono la vita di Rabito lungo il Novecento.
In scena Stefano Panzeri
Attore e narratore, Stefano Panzeri si è formato al Teatro Stabile del Veneto e ha collaborato con numerose realtà teatrali italiane, tra cui il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Invito di Lecco. Dal 2015 porta avanti un progetto artistico dedicato alla memoria migrante italiana, nato proprio dall’incontro con il diario di Vincenzo Rabito e presentato anche in Sud America, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. “Lo spettacolo – spiega Paola Vercellini – rappresenta un’occasione per riscoprire, attraverso il linguaggio del teatro, il valore della memoria individuale come patrimonio collettivo e per incontrare una voce autentica, capace di raccontare con forza, ironia e umanità le vicende di un’intera generazione. L’ingresso è libero”.