Bosisio Parini si prepara a rivivere la tradizione della Giubiana. L’iniziativa è promossa dalla Banda dei Genitori, con il patrocinio del Comune.
Rivive la tradizione
La Gibiana, come si dice nell’alta Brianza, o la Giubiana in qualche paese. In Piemonte prende il nome di Giobia, nel varesotto diventa la Giöeubia. In trentino è la Zobiana e in Veneto la Vecia. Altrove prende il nome di Ginè. Tutti questi nomi e tutti questi luoghi hanno in comune il giorno in cui si celebra l’evento, ossia l’ultimo giovedì di gennaio, e la modalità con cui si svolge: un grande falò dove il fantoccio di una vecchia megera viene arso mentre i partecipanti fanno chiasso battendo vecchie pentole con un cucchiaio. Anche Bosisio Parini si prepara a rivivere la tradizione della Giubiana, un tempo fortemente presente nel paese ma ormai quasi dimenticata con una serata all’insegna del folklore, della convivialità e dello stare insieme. L’iniziativa è promossa dalla Banda dei Genitori, con il patrocinio del Comune, si terrà giovedì 29 gennaio nel piazzale della scuola primaria “I. Calvino”.
Laboratorio, risotto e rogo
A partire dalle 17.30 prenderà il via il laboratorio creativo al Centro studi Pariniani che avrà per titolo: “Crea la tua Giubiana”, pensato per coinvolgere soprattutto bambini e famiglie. I partecipanti sono invitati a portare vecchie pentole e oggetti rumorosi da battere, al momento del rogo, per fare chiasso e scacciare simbolicamente l’inverno, secondo la tradizione popolare. La serata proseguirà in un clima di festa e condivisione grazie al servizio bar, attivo per tutta la durata dell’evento e non potrà mancare il tradizionale risotto e luganega, parte integrante della cerimonia.
La leggenda
La Giubiana: una vecchia megera, era solita spaventare i bambini e poteva addirittura arrivare, nell’ultimo giovedì di gennaio, a cercare un bambino mangiare. Una coraggiosa mamma però le tese una gustosa quanto letale trappola! Preparò una grandissima pentola colma di risotto allo zafferano e con l’aggiunta della luganiga. Dopo averlo preparato mise il pentolone sul davanzale della finestra. Il delizioso profumo del risotto cominciò a diffondersi nell’aria attirando la Giubiana che accorse per mangiare il gustoso piatto preparato dalla donna. La Giubiana mangiò il risotto di gran gusto ma, presa dall’ingordigia e dalla frenesia di mangiare, non si accorse che l’alba stava per sopraggiungere. Le streghe, come la tradizione narra, non possono sopravvivere alla luce del sole e così, quando il primo raggio spuntò la vecchia megera venne incenerita all’istante per buona pace di tutte le mamme che non dovevano più temere per i propri piccoli. Leggende a parte quello di giovedì 29 gennaio è un appuntamento che, per il paese, rappresenta un’occasione speciale per riscoprire le tradizioni, creare comunità e vivere insieme un momento di allegria.