L’arte di William Turner unisce Como e la sponda occidentale del suo lago attraverso un ideale filo rosso.
Una collaborazione tra Comuni e associazioni
Il Comune di Como ha infatti avviato, insieme al Comune di Tremezzina e all’associazione Sentiero dei Sogni, una collaborazione per la promozione congiunta di due mostre: Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, visitabile fino al 27 settembre negli spazi della Pinacoteca Civica e di Palazzo del Broletto a Como, e Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque, allestita al Museo del Paesaggio del Lago di Como di Tremezzina.
Le parole dei sindaci di Como e Tremezzina
“Il legame storico tra l’arte e il paesaggio trova oggi una straordinaria sintesi nella collaborazione che unisce i Comuni di Como e Tremezzina nel nome del grande maestro della luce, William Turner, che ben tre volte visitò il nostro lago – afferma Alessandro Rapinese, sindaco di Como -. Il ‘filo di luce’ che collega le due mostre non celebra solo la bellezza senza tempo del nostro territorio, ma propone un modello virtuoso di sinergia culturale ed espositiva per far crescere l’intero territorio dal punto di vista culturale e turistico. Una parte delle opere esposte al Museo del Paesaggio di Tremezzina proviene dal vasto patrimonio librario della Biblioteca Paolo Borsellino di Como e dalle collezioni dei Musei civici. Questa selezione testimonia la ricchezza della nostra cultura e dimostra quanto il Lago di Como abbia ancora da raccontare, in primo luogo a chi lo abita”.
“All’epoca di Turner, e più in generale del Grand Tour – dichiara Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina -, si sviluppò l’industria turistica grazie alle nuove vie di comunicazione e ai nuovi mezzi di trasporto come i battelli. Sull’onda di quella fortunata stagione il Lago di Como è divenuto una meta frequentata dal pubblico internazionale e oggi è più che mai importante creare sinergie tra istituzioni e proporre approfondimenti culturali dedicati alla bellezza e varietà dei nostri paesaggi, affinché il territorio sia vissuto ed esplorato con maggiore consapevolezza sia dai residenti che dai turisti”.
Le due mostre: Turner a Como
Curata da Elizabeth Brooke, ideata e organizzata dal Comune di Como e dalla Tate di Londra, Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano racconta il ruolo centrale del viaggio nella ricerca artistica del maestro inglese, soffermandosi sul paesaggio italiano e, in particolare, su quello lariano e si apre idealmente a Palazzo del Broletto, antica sede medievale del governo cittadino, dove sono esposti sette preziosi acquerelli dedicati a Como e al suo lago. La Pinacoteca Civica ospita invece una selezione di quattro dipinti a olio che testimoniano il dialogo di Turner con i temi italiani e la progressiva trasformazione del paesaggio in una visione poetica e simbolica.
Il grande artista romantico inglese è anche uno dei protagonisti del percorso espositivo del Museo del Paesaggio del Lago di Como, curato da Pietro Berra, dove i visitatori sono invitati a proseguire idealmente il viaggio compiuto da Turner. Una testimonianza di William Lake Price, riportata in mostra, racconta infatti che il pittore realizzò oltre venti schizzi dei paesaggi lariani durante una traversata in piroscafo a vapore da Como al Centro Lago. L’esposizione presenta inoltre alcune opere provenienti dalle collezioni del Comune di Como, tra cui un progetto della funicolare Como-Brunate del 1890-1891, fotografie storiche dei battelli e della stessa funicolare tratte dal Fondo Brunner e una selezione di libri di viaggio ottocenteschi.
Un itinerario via acqua tra arte e paesaggio
Il modo più suggestivo per visitare le due mostre, complementari nel raccontare il tema del viaggio sul Lago di Como, è ripercorrere l’itinerario di Turner via acqua, spostandosi in battello da Como a Tremezzina, proprio come fecero molti celebri viaggiatori, da Mary Shelley a Mark Twain. Lungo la navigazione si incontrano alcune delle località e delle ville storiche immortalate dall’artista nei suoi disegni e dipinti: da Carate Urio a Nesso, da Villa d’Este a Villa Pliniana, fino al dosso di Lavedo e all’iconico promontorio di Bellagio. A rendere ancora più evocativa l’esperienza contribuisce la possibilità di utilizzare il piroscafo Concordia, varato nel 1926 e ultimo battello a vapore ancora in servizio sulla tratta.