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9.050 ingressi nelle imprese comasche nel secondo trimestre del 2021: ecco i profili più ricercati

Quali sono le e professioni maggiormente richieste a Como e le figure più difficili da trovare da parte delle aziende comasche.

9.050 ingressi nelle imprese comasche nel secondo trimestre del 2021: ecco i profili più ricercati
Economia Canturino, 30 Aprile 2021 ore 12:48

Continuano le rilevazioni dell’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolte mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 40 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche1. Questa nota informativa illustra i dati dell’indagine svolta tra il 25 febbraio e l’11 marzo 2021. Nel 2° trimestre 2021 le imprese dell’area lariana hanno previsto di effettuare complessivamente 14.400 nuovi ingressi, di cui 9.050 per la provincia di Como e 5.350 per quella di Lecco. Nel trimestre precedente i nuovi posti di lavoro segnalati nell’area lariana erano stati 15.250; pertanto si registra un calo di 850 unità (-5,6%). La diminuzione ha interessato esclusivamente la provincia di Como: -940 assunzioni (-9,4%), mentre a Lecco si registra una crescita di 90 unità (+1,7%).

5.350 ingressi nelle imprese lecchesi nel secondo trimestre del 2021

Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro previsti nel 2° trimestre 2021 sono 215.280 (-1,4% rispetto al 1° trimestre 2021); a livello nazionale sono 983.800 (+10,2%). Tra le province lombarde, oltre a Como, evidenziano cali rispetto alle assunzioni previste nel 1° trimestre anche Monza Brianza, Milano e Varese (rispettivamente -4,4%, -6,1% e -6,9%, pari rispettivamente a -630, -6.180 e -1.040 unità). Considerando i valori assoluti, Bergamo, Sondrio e Brescia sono i territori con le migliori performance (rispettivamente +1.900, +1.130 e +1.020, pari al +9,5%, al +48,7% e al +3,7%).

I settori

Nel 2° trimestre 2021, nel comparto industriale si concentra il 44,9% delle entrate previste dalle imprese lariane (contro il 44,1% del 1° trimestre 2021): si tratta di 6.460 nuovi contratti, di cui 1.590 riguardano il settore delle costruzioni. L’intero comparto mostra un calo delle assunzioni del 3,9% rispetto ai tre mesi precedenti (Como -13,2% e Lecco +9,4%).

Gli ingressi previsti nel terziario sono 7.940 (ovvero il 55,1% del totale, in calo rispetto al 55,9% del 1° trimestre); in particolare, le nuove assunzioni previste sono 2.150 nel commercio, 1.300 nel turismo e 4.490 negli altri servizi5. L’intero comparto mostra una diminuzione delle assunzioni del 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti (Como -7,1% e Lecco -6,5%).

I contratti

Nel mese di aprile 2021, sulle 4.430 assunzioni programmate dalle imprese lariane, la quota con contratto a tempo indeterminato risulta in calo rispetto a gennaio (35% contro 40,6%); è inferiore alla media regionale (37%), ma superiore a quella nazionale (33%). Lecco scende dal 42% di gennaio al 35% di aprile 2021; Como dal 40% al 35%; entrambe si posizionano a pari merito al 4° posto nella graduatoria regionale (dietro a Milano, Cremona e Varese; a gennaio Lecco occupava la 3a posizione e Como la 7a). La quota dei contratti di apprendistato sale di quasi un punto (dal 5,4% al 6,3%); per le assunzioni previste ad aprile, Como (la cui quota sale dal 5% al 7%) supera Lecco (che si attesta al 5%, un punto percentuale in meno rispetto a gennaio). Aumenta dal 52,5% al 57,1% la quota di nuovo personale che le imprese hanno previsto di assumere con contratto a tempo determinato; la percentuale cresce in entrambe le province lariane (Como, dal 53% al 56%; Lecco dal 52% al 59%). In contrazione anche la quota di assunzioni previste dalle imprese lariane con altre forme contrattuali: solo l’1,1% (contro il 2,3% di gennaio); questa tipologia rimane più utilizzata dalle aziende comasche (2% contro lo 0% delle aziende lecchesi; la quota di queste ultime scende di un punto rispetto a gennaio, come quella di Como).

A Como, la maggioranza dei nuovi ingressi a tempo indeterminato previsti a aprile si concentra nel manifatturiero (anche se la quota diminuisce dal 50% al 43% delle assunzioni totali di quel settore) e nei servizi alle imprese (41%; era del 44%). Viceversa, il terziario vede una netta prevalenza di contratti a tempo determinato, soprattutto nei servizi alle persone e nel turismo (questa tipologia di assunzioni riguarderà il 69% in entrambi i comparti; la percentuale sul totale delle assunzioni risulta in calo per i servizi alla persone, dove a gennaio era del 71%, mentre aumenta per il turismo che si attestava al 65%). Da segnalare l’incremento delle assunzioni a tempo determinato nel commercio (la cui quota sale dal 42% di gennaio al 61% di aprile). Anche a Lecco, i comparti con la più alta quota di assunzioni a tempo indeterminato sono il manifatturiero e i servizi alle imprese (anche se entrambi con valori in calo rispetto a gennaio: dal 51% al 50% il manifatturiero e dal 47% al 36% i servizi alle imprese). Tuttavia, in quest’ultimo comparto, continuano a prevalere i contratti a tempo determinato. Questa forma è particolarmente utilizzata per turismo e servizi alle persone; per il primo, ad aprile, la quota delle assunzioni a tempo determinato sul totale è dell’83%, in aumento rispetto al 65% di gennaio, mentre nel secondo passa dal 65% al 76%.

Le figure più ricercate

Rispetto alla precedente indagine, ad aprile cresce la quota dei nuovi ingressi programmati dalle imprese lariane con meno di 50 addetti (dal 57,6% al 61,5% del totale), mentre cala sia quella delle medie aziende (dal 22,2% al 19,7%), sia quella delle realtà imprenditoriali con oltre 250 addetti (dal 20,4% al 19,2%).
Sempre con riferimento a gennaio 2021, ad aprile 2021 diminuisce la quota di assunzioni previste dalle imprese lariane e riservate a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici): dal 28,2% al 20,1%; il valore è inferiore alla media regionale (28,4%) e a quella nazionale (22,3%). Como e Lecco occupano a pari merito l’8a posizione tra le province lombarde, perdendo posizioni rispetto a gennaio (rispettivamente, tre ed una). La classifica regionale è guidata da Milano, seguita da Monza Brianza e Lodi (rispettivamente 36,1%, 28,8% e 23,7% delle assunzioni totali previste ad aprile).

Nel raffronto tra gennaio e aprile scende anche la quota di assunzioni che le imprese lariane intendono riservare a personale laureato: si passa dal 17% al 14,5% (contro il 22,1% lombardo e il 16,5% nazionale)7. Como – la cui percentuale si attesta al 14,1% contro il 17,9% di gennaio – si piazza al 10o posto nella graduatoria lombarda (era 5a), mentre Lecco è 7a (scendendo dal 15,4% al 14,8%; era 10a). La classifica regionale è guidata da Milano (29,6%), seguita da Monza e Pavia (rispettivamente 21,9% e 17%). Nell’area lariana gli ingressi previsti di diplomati scendono al 57,4% delle assunzioni totali: il 32,1% con diploma di scuola media superiore e il 25,3% di Istituto professionale (contro il 64,1% di gennaio: rispettivamente 40,1% e 24%). Viceversa, crescono dal 18,9% al 28,1% i casi in cui è richiesto il semplice assolvimento dell’obbligo scolastico. Per quest’ultimo, Como con il 30,9% (era il 19%) scende dal 5° al 9° posto tra le province lombarde, mentre Lecco con il 23,7% è al 3° (recuperando una posizione rispetto a gennaio, quando aveva fatto registrare un 18,9%). Dopo Milano e Cremona (rispettivamente 22,1% e 23%), Lecco occupa la terza posizione regionale.

Le professioni maggiormente richieste a Como

Nelle previsioni relative ad aprile, tra i profili maggiormente richiesti sia dalle imprese comasche che da quelle lecchesi troviamo soprattutto figure a media e bassa specializzazione:
– per Como “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (230 persone, pari all’8,6% degli ingressi previsti nel mese); “conduttori di mezzi di trasporto” (200: 7,5%); “personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle imprese” (180: 6,7%); “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali” (170: 6,3%); “tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione” (150: 5,6%), a pari merito con “operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili, abbigliamento e calzature” e “operai nelle attività meccaniche ed elettromeccaniche”;
– per Lecco, “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche” (350 nuove assunzioni, pari al 20% del totale); “operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici” (160: 9,1%); “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali” (120: 6,9%); “operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori” (90: 5,1%), a pari merito con “tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione”.

L’occupazione giovanile

Rispetto a gennaio, i giovani con meno di 29 anni sembrano avere maggiori opportunità; infatti la quota delle assunzioni previste per aprile dalle imprese lariane e riservate agli “under 29” cresce dal 25,8% al 28,2%, risultando inferiore alla media lombarda (28,5%), ma superiore a quella italiana (25,4%). Como, con il 25,2% (contro il 25,3% di gennaio), scende dal 11° al 12° posto mentre Lecco, con il 33% (contro il 26,5%), è 1a (guadagnando 8 posizioni). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: per Como, “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (20,4%, pari a 230 figure), “aree commerciali e della vendita” (34,4%, pari a 140 unità) e “aree tecniche e della progettazione” (27,9%, ovvero 130 persone). Anche a Lecco le aree che riservano le maggiori opportunità ai giovani sono analoghe: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (39,5%, pari a 300 figure), “aree tecniche e della progettazione” (24,5%, 90 unità) e “aree commerciali e della vendita” (37%, pari a 80 nuove assunzioni).

Le figure difficili da trovare

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. Nell’area lariana, per il mese di aprile la loro quota si conferma consistente, sebbene in leggera diminuzione: si attesta al 36,3% (contro il 36,7% di gennaio), mantenendosi comunque superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (pari, rispettivamente, al 33,7% e al 32,1%). Il fenomeno risulta in miglioramento a Como (scende al 35,5% dei nuovi ingressi previsti, rispetto al 37,4% di gennaio), ma in peggioramento a Lecco (la quota aumenta dal 35,3% al 37,9%). A Como le famiglie professionali per cui le aziende trovano maggiori difficoltà sono: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (430 figure, con un’incidenza del 38,2% sul totale settoriale), “aree tecniche e della progettazione” (200 unità. 42,2%) e “aree della logistica” (160 figure. 36,6%). Anche Lecco evidenzia le stesse criticità: “aree produzione di beni ed erogazione del servizio” (260 figure: il 33,2% del totale delle assunzioni settoriali), “aree tecniche e della progettazione” (210 figure: 56,3%); “aree della logistica” (100 unità: 44%).

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