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Case vacanza, dietrofront del Senato. Cassani (Albergatori): “Gli Host vengono considerati al di sopra della legge”

L'emendamento bocciato avrebbe trasformato chi gestisce più di quattro appartamenti in un imprenditore.

Case vacanza, dietrofront del Senato. Cassani (Albergatori): “Gli Host vengono considerati al di sopra della legge”
Como città, 07 Ottobre 2020 ore 11:10

Case vacanza, dietrofront del Senato. Cassani (Albergatori): “Gli Host vengono considerati al di sopra della legge”.

Case vacanza, dietrofront del Senato: bocciato l’emendamento sui quattro appartamenti

“Inspiegabilmente un emendamento che la scorsa settimana era stato considerato ammissibile, è diventato inammissibile. A tre anni dall’approvazione della legge sulle locazioni brevi, gli operatori sono in attesa della norma che deve chiarire in quale caso l’attività di locazione breve si presuma condotta in forma imprenditoriale”.

E’ questo il commento del Presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio Como Roberto Cassani alla notizia del dietrofront in Senato sul tema delle locazioni brevi: la scorsa settimana era stato approvato un emendamento ai sensi del quale chiunque avesse destinato all’attività di locazione breve più di 4 appartamenti sarebbe stato considerato a tutti gli effetti un imprenditore. Ieri l’emendamento è stato cassato.

Cassani prosegue: “Non si comprende per quale ragione gli Host che gestiscono un gran numero di posti letto, operando per tutto l’anno, debbano essere considerati al di sopra della legge”.

Dall’Associazione Albergatori della provincia di Como emergono alcune analisi: “Sul portale di Airbnb emergono grandi bugie: non è vero che si tratta di forme integrative del reddito, sono attività economiche a tutti gli effetti. Quasi due terzi (il 63,4%) degli annunci sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con casi limite di soggetti che gestiscono più di 2.000 alloggi”.

Aggiungono: “Non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare, più di tre quarti degli annunci (il 78,8%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno. Così come non è vero che si tratta di attività occasionali: il 60% degli annunci si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno”.

“Il Governo deve fare qualcosa – conclude Roberto Cassani – se vuole veramente tutelare i consumatori e la concorrenza”.

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