economia

Confindustria, il grido dei metalmeccanici: “Scenario drammatico”

Possibile calo occupazionale del 35%.

Confindustria, il grido dei metalmeccanici: “Scenario drammatico”
Como città, 26 Giugno 2020 ore 16:33

Le imprese del settore metalmeccanico attive nel territorio di Como, considerando i diversi comparti (metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo, macchinari e attrezzature, fabbricazione di prodotti elettrici, elettronici ed elettromeccanici, fabbricazione di mezzi di
trasporto, ecc.), rappresentano oltre un terzo (34,7%) delle realtà manifatturiere locali, dando lavoro a circa il 32% degli occupati manifatturieri. Nel dettaglio si tratta di circa 1.750 aziende per oltre 16.300 addetti.

Confindustria, il grido dei metalmeccanici: “Scenario drammatico”

Secondo gli ultimi dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio Congiunturale sul primo trimestre 2020, oltre l’80% delle realtà del settore registra una diminuzione che riguarda in particolare gli indicatori associati a domanda sia interna che estera e alla produzione. L’utilizzo degli impianti, infatti, ha visto una contrazione per l’87% delle aziende metalmeccaniche intervistate.

Le previsioni formulate per il secondo trimestre 2020 confermano sostanzialmente i giudizi espressi riguardo l’andamento degli indicatori nei primi tre mesi iniziali dell’anno. Se per il 10,6% del campione è comunicata stabilità e per il 4,8% un aumento, per il restante 84,6% è attesa una riduzione del business. Rimanendo in tema di aspettative, oltre un’azienda su due (52,5%) segnala che nei prossimi sei mesi sperimenterà una riduzione della propria capacità produttiva mentre il 37,6% manterrà gli attuali livelli e il restante 9,9% li aumenterà.

Continuano ad essere rilevati elementi di criticità legati al limitato orizzonte di visibilità sugli ordini, ambito per il quale quasi i due terzi (63,4%) delle aziende comasche sono costrette ad operare con una programmazione delle attività inferiore al mese, e alla liquidità, ritenuta migliorabile per sei realtà su dieci (59,2%).

Lo scenario occupazionale risente della decelerazione registrata a livello generale per ordini, produzione e fatturato. Nonostante il 68% del campione delle imprese comasche segnali una tenuta della propria forza lavoro, la quota di aziende che comunica una contrazione occupazionale si attesta al 28%, a fronte di circa il 4% di soggetti che indica, invece, un aumento. Le aspettative per l’andamento dell’occupazione nei prossimi mesi, pur risultando principalmente orientate alla conservazione dei livelli (65%), rivelano una quota di diminuzione del 35%.

“I dati raccolti nei primi mesi della pandemia e, soprattutto, il sentiment per i successivi, consegnano uno scenario drammatico per il settore metalmeccanico, in particolare nel nostro territorio votato all’export. È evidente che si tratta di una recessione profonda e la ripresa sarà più lenta di quanto potessimo presagire. Di fronte a questa fotografia reagire in modo coeso diventa un vero e proprio dovere civico prima ancora che economico – commenta Serena Costantini, presidente del Gruppo Metalmeccanici di Confindustria Como – Abbiamo necessità di stimolare la domanda interna attraverso incentivi al consumo, penso all’automotive, per esempio, e all’aumento della spesa pubblica per le grandi opere di cui il nostro Paese ha da sempre necessità, in modo da creare un volano positivo. Ma, allo stesso tempo, è fondamentale garantire liquidità alle imprese e interventi di carattere strutturale per aumentare la loro competitività. Dobbiamo sostenere le aziende più fragili ad uscire dal momento più complicato della storia economica dal dopoguerra ad oggi. Probabilmente abbiamo un gran bisogno di normalità in ogni ambito: da quello sociale a quello economico per riuscire ad agganciare la ripartenza nel minor tempo possibile”.

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