la sfuriata

Flixbus torna a collegare (solo) 16 destinazioni tra Italia e estero: “Colpo mortale, senza aiuti molti rischiano di chiudere”

L'azienda denuncia l'assenza di aiuti di Stato per uno dei settori più colpiti.

Flixbus torna a collegare (solo) 16 destinazioni tra Italia e estero: “Colpo mortale, senza aiuti molti rischiano di chiudere”
Como città, 15 Luglio 2020 ore 10:58

Lo aveva raccontato a giugno, a pochi giorni dalla ripartenza, Diego Discacciati, titolare di una compagnia di Ncc comasca. La ripresa sarebbe stata impossibile senza aiuti: quello del trasporto è tra i settori più colpiti dalla crisi economica che ha seguito la pandemia. Oggi rinnova questa denuncia il colosso FlixBus che ripristina i collegamenti tra Como e 16 destinazioni in Italia e all’estero.

Flixbus torna a collegare (solo) 16 destinazioni tra Italia e estero

“Il testo del Decreto Rilancio votato alla Camera lo scorso giovedì segna un colpo mortale per tutto il settore: nessun intervento a sostegno delle aziende che garantiscono il trasporto con autobus sulla lunga percorrenza. La delusione è enorme”. A dirlo è Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia, ricordando anche come molti parlamentari, di maggioranza e opposizione, avevano portato in discussione diverse proposte per porre rimedio alle mancanze del testo originario.

“E invece il risultato è zero: zero risorse economiche, zero interventi. Ne pagheranno il prezzo gli operatori del settore, i lavoratori e i cittadini che, fino a ora, hanno potuto fruire di un servizio pubblico offerto da decine di aziende italiane completamente a proprie spese. Le conseguenze di questa indifferenza politica saranno davvero gravi per tutto il settore del trasporto, per la rete di collegamenti che negli anni eravamo stati in grado di attivare, per l’approccio intermodale verso il quale si diceva di voler andare come Paese”.

“È mancata la volontà politica, del Governo, e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – aggiunge Incondi – Purtroppo, il risultato della votazione di giovedì è quello di disincentivare sempre di più le realtà che vorrebbero investire in Italia: il messaggio che è stato dato è che in questo Paese ricevono sostegno solo quelle aziende di trasporto che già ricevono soldi pubblici. Cosa devono aspettarsi tutte le altre? Solo sperare di non chiudere bottega da qui a fine anno”.

“Ciò che verrà certificato nel testo definitivo del decreto è una inaccettabile discriminazione concorrenziale tra gli operatori che offrono collegamenti tra centinaia di località con autobus e il trasporto ferroviario non soggetto a obblighi di servizio pubblico, tutto in evidente contraddizione con le indicazioni della Commissione europea, oltre che con il semplice buon senso – aggiunge il Managing Director di FlixBus Italia – Una distorsione delle regole della concorrenza, che danneggia non solo noi operatori ma anche tutti i nostri passeggeri, dato che è chiaro a tutti che con una minore concorrenzialità i prezzi medi saranno destinati ad aumentare. Per questo, stiamo valutando di fare ricorso all’UE: abbiamo già avviato un confronto con la Commissione e ci sono le condizioni per chiedere che vengano bloccate norme che favoriscono alcuni sistemi di trasporto e ne penalizzano altri”.

“Alla Ministra Paola De Micheli, ancora una volta, chiediamo un segnale di attenzione e un atto di responsabilità: si decida davvero di fare qualcosa o si dica chiaramente che per il trasporto stradale non c’è futuro” conclude Incondi.

Da Como riattivate tratte per sole 16 destinazioni

Per il momento solo solo 16 le tratte riattivate, operative da giovedì 16 luglio: in Italia si può tornare a viaggiare verso Bologna, Parma, Firenze, Prato, Roma e Napoli, mentre all’estero tornano collegate Lugano, Zurigo, Basilea e Lucerna in Svizzera e Lörrach, Karlsruhe, Heidelberg, Francoforte, Magonza e Coblenza in Germania.

Oltre a tornare a garantire una soluzione di mobilità pratica e per tutte le tasche ai passeggeri in partenza dalla provincia, con la riattivazione di tali collegamenti FlixBus mira a facilitare l’arrivo nel territorio dei visitatori provenienti dall’estero e dalle altre regioni italiane, anche in linea con l’importanza strategica attribuita al turismo in questa delicata fase di rilancio del Paese.

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