ripartire dopo la crisi

Giornata dell'Economia, Lecco ha retto meglio di Como la crisi. Guidesi: "Non investimenti sui singoli ma sulle filiere"

La Camera di Commercio ha presentato un report su come sono uscite dalla crisi pandemica le economie di Como e Lecco.

Giornata dell'Economia, Lecco ha retto meglio di Como la crisi. Guidesi: "Non investimenti sui singoli ma sulle filiere"
Economia Como città, 23 Giugno 2021 ore 14:23

Questa mattina, mercoledì 23 giugno 2021, è andata in scena a Lecco la 19esima Giornata dell'Economia, annuale appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio di Como e Lecco. Durante la mattinata l'ente camerale ha presentato la fotografia del sistema economico lariano, con sostanziali differenze tra le due Province, al fine di supportare la programmazione delle scelte strategiche dei soggetti pubblici e privati del territorio. In particolare sono state analizzate le performance e i trend del 2020, duramente segnato dalla pandemia da Covid-19 e dalle relative restrizioni, e della prima parte del 2021. Ospite d'onore l'assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Il presidente Galimberti e l'assessore Guidesi

Giornata dell'Economia, Lecco ha retto meglio di Como la crisi

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio, Marco Galimberti, che ha fatto un quadro generale della situazione. "Il nostro territorio a causa della pandemia ha subito uno shock asimmetrico: mentre alcuni continuavano a lavorare, altri hanno avuto uno stop prolungato - ha esordito il presidente - La Camera in questo contesto non ha esitato a mettere in campo strumenti straordinari: potendo contare su una solida patrimonializzazione e liquidità, ha immesso risorse fresche così come hanno fatto Regione, Governo e per la prima volta l'Europa".

"I dati del mercato del lavoro mostrano una buona tenuta delle due province - ha proseguito il presidente Galimberti - Il terziario, nonostante il blocco, non ha ridotto in maniera rilevante il proprio personale: ciò evidenzia la determinazione a non arrendersi. C'è stato un aumento di assunzioni di personale con titolo universitario ma la quota delle assunzioni di difficile reperimento è da sempre alta: supera di un terzo il totale. Ciò deve portare a una riflessione per migliorare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Inoltre è aumentato il numero di imprese che fa fatica a reperire materie prime ma ciò significa anche che le nostre aziende sono passate dalla difesa all'attacco, che vogliono restare sul terreno".

E' stato quindi presentato il report "Nuove traiettorie di sviluppo dopo l’emergenza", realizzato a cura dell'Ufficio Studi e Statistica
della Camera di Commercio di Como-Lecco. Ciò che ne è emerso è che, in generale, le due Province hanno retto l'urto della crisi pandemica ma sicuramente ne è uscita meglio Lecco di Como per i differenti settori in cui sono specializzate. Se il metalmeccanico ha proseguito la sua corsa in Provincia di Lecco, a Como il tessile, il legno arredo e il turismo hanno subito un duro colpo. Per fare alcuni esempi: il sistema moda contava nel Comasco nel 2020 1125 aziende (251 a Lecco) e quasi 13mila addetti (poco meno di 3mila a Lecco) e ne ha persi il 2,7% tra il 2019 e il 2020. In ambito turistico, Como conta quasi 5mila aziende (2500 Lecco) e 17mila addetti (8500 Lecco): nel personale di settore Como ha perso tra il 2019 e il 2020 quasi il 7% degli addetti.

QUI LE SLIDE PRESENTATE CON TUTTI I DATI

L'intervento dell'assessore Guidesi

"Il tempo di agire è adesso - ha esordito davanti agli operatori economici di Como e Lecco l'assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi - Io mi sono insediato da pochi mesi e con il mio team abbiamo impostato il lavoro in modo coerente su alcuni principi. Il primo è che la Regione non deve indirizzare le aziende su una strada, devono sceglierla gli imprenditori e la Regione deve supportarli per cercare di raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati. L'altro principio è che tutte le volte che ci poniamo come obiettivo nei dibattiti quello del lavoro, non può prescindere l'aiuto e il sostegno alle imprese. Se non le sosteniamo, non sosteniamo il lavoro perché sono loro a creare il lavoro e l'occupazione. Questo è il ruolo sociale delle aziende".

Quindi ha spiegato: "Tutti i territori provinciali lombardi hanno peculiarità economiche diverse e noi dobbiamo valorizzarle. Tra qualche mese Regione presenterà un 'Accordo di sviluppo territoriale' in cui sosterremo gli enti pubblici nella presentazione di progetti di sviluppo territoriale che siano fatti in partenariato tra pubblico e privato. Inoltre abbiamo lavorato con le Camere di Commercio Estere per promuovere il nostro territorio e renderlo più interessante. Se vogliamo fare la differenza in questo ambito, dobbiamo garantire che le tempistiche del piano economico di un investitore straniero vengano rispettate".

Quindi dopo aver ricordato l'importanza della formazione specifica e che Regione ha già lanciato la patrimonializzazione delle imprese lombarde per dare liquidità, ha concluso: "Dall'emergenza dobbiamo passare alla fase strategica: passando non più solo al sostegno delle imprese rispetto alla loro dimensionalità ma alle filiere, ai settori. Così torniamo a essere primi attori in Europea connettendo i know how e applicandoli a tutta la filiera produttiva".

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