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Il blocco delle cooperative, chieste 700mila ore di cassa integrazione. I sindacati: "Servono pagamenti immediati"

Coinvolti nelle richieste circa 3700 operatori del settore.

Il blocco delle cooperative, chieste 700mila ore di cassa integrazione. I sindacati: "Servono pagamenti immediati"
Economia Como città, 17 Aprile 2020 ore 12:16

Le associazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil di Como e Varese nelle ultime settimane hanno lavorato a stretto contatto con le centrali cooperative (Confcooperative e Legacoop) per la chiusura di molteplici accordi sindacali che hanno portato all’attivazione del Fondo di Integrazione Salariale (la cassa integrazione del settore cooperativistico) per migliaia di lavoratori del settore Cooperativo.

Il blocco delle cooperative, chieste 700mila ore di cassa integrazione

"E' stata data risposta concreta agli operatori che, a causa dell'emergenza coronavirus, rischiano di essere particolarmente colpiti - spiegano le sigle sindacali - L'obiettivo condiviso è stato quello di non lasciare indietro nessuno utilizzando gli ammortizzatori sociali specifici previsti dal cosiddetto decreto Cura Italia".

Le domande pervenute al tavolo di lavoro da parte di cooperative provenienti da tutta Italia ed operanti nei territori delle province di Como e di Varese, sono state molteplici. Più di 100 cooperative sociali con una platea di lavoratrici e lavoratori che ha superato le 3.700 unità e che hanno richiesto l’attivazione del FIS per quasi 700mila ore. Ogni Cooperativa ha potuto presentare domanda di FIS per un massimo di 9 settimane consecutive corrispondenti all’attività lavorativa sospesa.

Gli ambiti coinvolti da questa sospensione sono stati prevalentemente i settori dell’assistenza scolastica, del supporto alle attività para-scolastiche (mensa pre/post scuola ecc), domiciliari per minori e disabili, dei servizi diurni per disabili e delle pulizie nelle scuole.

Non tutte le cooperative possono anticipare i pagamenti Inps

"Alcune cooperative si sono impegnate ad anticipare le quote inerenti gli importi del FIS (che prevede la corresponsione dell’80% del salario, con massimali ben al di sotto di queste percentuali) senza attendere i tempi dell’Inps che ad oggi non sono prevedibili - sottolineano Cgil, Cisl e Uil - In molti altri casi invece le cooperative, purtroppo, non hanno garantito l’anticipazione del FIS a causa di difficoltà economico-finanziarie legate alla sospensione dei servizi. I lavoratori rischiano, in questo caso, di non ricevere entro la scadenza del 20 aprile la retribuzione dovuta. Per questo motivo abbiamo già chiesto, a livello nazionale, di anticipare i tempi di pagamento".

Le sigle sindacali fanno quindi un appello al mondo delle istituzioni, degli enti pubblici e del settore del credito, chiedendo di attivarsi con uno sforzo comune che vada nella direzione di sostenere le lavoratrici ed i lavoratori del settore (tra i primi ad essere bloccato già dal 23 febbraio) "che può arrivare solo attraverso supporti concreti con l’apertura di canali di credito adeguati, attraverso l’attivazione di tutte le possibili attività a distanza (di tipo educativo e formativo) ed anche la possibilità per gli enti pubblici di attivare le procedure previste dall’art 48 del Cura Italia".

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