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Lavoratori edili in protesta: in 100 partiranno da Como verso Bologna

Manifestazioni in diverse città italiane. Anche da Como partirà una delegazione guidata dalle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL.

Lavoratori edili in protesta: in 100 partiranno da Como verso Bologna
Economia 22 Maggio 2017 ore 15:13

Anche dal comasco partirà il 25 maggio una delegazione di lavoratori edili in protesta. Per contribuire ad una grande mobilitazione nazionale per il lavoro, per le pensioni, per la sicurezza e per il contratto, le sigle sindacali di Como sosterranno la manifestazione.

Lavoratori edili in protesta: oltre 100 si recheranno a Bologna

Più di 100 lavoratori e lavoratrici il prossimo 25 maggio partiranno dalla zona del comasco per la manifestazione di Bologna. A guidarli gli organizzatori delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL. Nella città emiliana infatti si terrà la manifestazione interregionale con i lavoratori di Piemonte, Val D’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige, Liguria ed Emilia Romagna. Il ritrovo e la partenza sono previsti per le ore 10 da Piazza XX Settembre per recarsi alla sede Inps regionale e poi terminare con il presidio in via Milazzo.

Le motivazioni della protesta

"17 mila assunzioni a tempo indeterminato su 322 mila unità di lavoro, una frenata del 58% rispetto al 2016, confermano che la nuova occupazione nel nostro Paese è sempre più precaria, instabile, ricattabile e povera di diritti e di salari" sostengono le Segreterie Territoriali di Feneal, Filca e Fillea di Como, che hanno promosso la manifestazione. 

"Questo Paese e anche il nostro territorio si meritano di più, bisogna far ripartire i progetti fermi e liberare le risorse non utilizzate. Pensiamo alla progettazione di nuove infrastrutture e, in particolare nel nostro territorio, la riqualificazione dell’area ex-Ticosa, dell’area ex Ospedale Sant’Anna, del Palazzetto di Cantù oltre alla conclusione dell’infinito progetto delle paratie" proseguono le Segreterie.

"E’ ora di far ripartire il settore edile, componente fondamentale per far riprendere il nostro Paese e di conseguenza il nostro territorio, dando lavoro a migliaia di lavoratori, un lavoro buono, di qualità e consentendo anche di andare in pensione a migliaia di edili che non ce la fanno più a stare sulle impalcature rischiando la salute e la vita" concludono.

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