Mentre il Governo avvia il confronto sulla prossima Legge di Bilancio, Agenti Fnaarc Como rilancia l’appello di Alberto Petranzan, presidente nazionale di Agenti FNAARC, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, affinché venga finalmente affrontato il tema della fiscalità delle autovetture utilizzate dagli agenti di commercio e del crescente costo della mobilità.
Legge di Bilancio, la richiesta degli agenti di commercio: “Aggiornare le norme fiscali sulle automobili”
Gli agenti di commercio rappresentano una componente strategica del sistema economico italiano: sono circa 230.000 imprenditori e, secondo i dati della Fondazione Enasarco, ogni anno intermediano tra il 20 e il 25% del Prodotto Interno Lordo nazionale, pari a circa 500 miliardi di euro.
Eppure, per gli agenti che operano in regime ordinario, continua a rimanere in vigore una disciplina fiscale ormai del tutto superata. Il costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’autovettura è ancora pari all’80% di un tetto massimo di 25.822 euro, un valore che deriva dalla conversione in euro del limite fissato nel 1986 in 50 milioni di lire. In quasi quarant’anni il costo delle automobili è però più che raddoppiato, mentre il limite di deducibilità è rimasto immutato.
I costi della professione
A questa criticità si aggiunge il costante incremento dei costi necessari per svolgere la professione: carburanti, pedaggi autostradali, manutenzione, assicurazioni e prezzo delle vetture incidono sempre più pesantemente sui bilanci degli agenti di commercio, rendendo l’attività meno sostenibile e meno attrattiva anche per le nuove generazioni, privando le imprese di nuove figure commerciali qualificate.
Le richieste di aggiornamento
«Condividiamo pienamente l’appello lanciato dal nostro presidente nazionale Alberto Petranzan – dichiara Santino Ceccato, presidente di Agenti Fnaarc Como –. È incomprensibile come una categoria che utilizza l’automobile come principale bene strumentale debba ancora fare riferimento a limiti fiscali concepiti quasi quarant’anni fa. Oggi le auto sono profondamente cambiate sotto il profilo tecnologico, della sicurezza e dell’impatto ambientale, ed il loro prezzo di conseguenza, ma la normativa è rimasta ferma agli anni Ottanta.» Come ha dichiarato il presidente nazionale Petranzan: “La nostra professione deve affrontare un cambio generazionale, l’età media degli agenti è di 52 anni. Come fa, ad esempio, un giovane ad approcciare alla professione con costi così elevati e una fiscalità non equa? In vista della prossima Legge di Bilancio chiediamo al Governo di aggiornare, una volta per tutte, il tetto di deducibilità delle autovetture e di rendere la fiscalità più aderente ai costi reali sostenuti dagli agenti di commercio. Con i numeri che muove la nostra categoria non si può più far finta di niente”.
Il ruolo dell’auto e del territorio
Sulla stessa linea interviene anche Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como:
«Per un agente di commercio l’automobile non rappresenta un semplice mezzo di trasporto: è il suo ufficio, lo strumento indispensabile che gli consente di raggiungere quotidianamente clienti e imprese. Penalizzare fiscalmente questo investimento significa ostacolare un’attività fondamentale per la competitività delle aziende. Inoltre, gli agenti sono clienti importanti del settore automotive: sostituiscono frequentemente il proprio veicolo, al quale svolgono una manutenzione costante, alimentando un comparto economico di grande rilevanza. Ogni giorno sostengono anche l’economia dei territori, utilizzando servizi alberghieri, strutture ricettive, ristoranti, bar e numerose altre attività commerciali locali durante i loro spostamenti. Sostenere gli agenti di commercio significa quindi sostenere un indotto che contribuisce alla vitalità dell’economia locale.»
L’auspicio finale
Agenti Fnaarc Como auspica che il confronto sulla prossima manovra economica rappresenti l’occasione per correggere una normativa ormai anacronistica e garantire agli agenti di commercio una fiscalità più aderente ai costi reali sostenuti nello svolgimento della loro attività, valorizzando una categoria che continua a rappresentare uno dei principali motori dello sviluppo economico del Paese.