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L’emergenza Coronavirus mette in ginocchio l’economia comasca: cali considerevoli in tutti i settori I DATI

La situazione tra Como e Lecco.

L’emergenza Coronavirus mette in ginocchio l’economia comasca: cali considerevoli in tutti i settori I DATI
Como città, 30 Luglio 2020 ore 15:49
“Come ci aspettavamo, i dati congiunturali del 2° trimestre 2020 sono, purtroppo, decisamente negativi. Entrambe le province hanno sofferto molto per il lockdown e per il repentino mutamento della situazione internazionale, anche se con dinamiche differenti. Tuttavia è interessante notare due cose: la prima è che fino ad oggi l’occupazione nel suo complesso sembra aver tenuto, anche grazie al ricorso alla cassa integrazione e la seconda è che le aspettative per il terzo trimestre dei nostri imprenditori sembrano in netto miglioramento. Questo ultimo dato è confermato anche a livello nazionale da autorevoli Istituti di ricerca che segnalano tra l’altro che, se riusciremo a evitare la seconda ondata del Covid-19, le previsioni relative al PIL 2020 potrebbero essere riviste al rialzo, quindi con valori meno negativi. L’Ente camerale lariano continua a mantenere alta l’attenzione per garantire il proprio supporto concreto  al tessuto imprenditoriale sotto tutti i punti di vista: interventi specifici diretti alle imprese e azioni volte a raccogliere le necessità del territorio, fare sintesi e coordinare gli interventi di tutti gli attori, anche per creare la massa critica di risorse funzionale a creare un ambiente utile alla ripartenza”. Così Marco Galimberti, Presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco commenta i dati dell’ Analisi congiunturale 2° trimestre 2020 Industria, artigianato, commercio e servizi realizzata dall’ufficio studi dell’ente camerale. Una analisi che dimostra quanto l’emergenza coronavirus continui a  mettere  in ginocchio l’economia comasca.

L’emergenza Coronavirus mette in ginocchio l’economia comasca: cali considerevoli in tutti i settori

Analizzando i dati relativi all’analisi congiunturale del 2° trimestre 2020, emergono chiaramente gli effetti legati alla diffusione della pandemia da Coronavirus, soprattutto per le imprese comasche che evidenziano andamenti in genere peggiori di quelle lecchesi, in particolare nel comparto industriale, mentre ordini e fatturato dell’artigianato e volume d’affari dei servizi evidenziano cali più pesanti a Lecco.

Industria

Per quanto riguarda il settore industriale, entrambi i territori dell’area lariana registrano variazioni pesantemente negative (Como è addirittura la provincia lombarda che vede calare maggiormente produzione e ordini):

Per la provincia di Como produzione, ordini e fatturato calano di oltre 25 punti percentuali (rispettivamente -28%, -31% e -26,6%, contro il -20,7%, -21,2% e -19,6% lombardi). L’indice medio della produzione industriale comasca si è attestato a 72,8 (media 2010=100), contro il 91,9 lombardo; inferiori alla media regionale sono anche gli indici medi di fatturato e ordini (rispettivamente 84,7 e 81,2, contro 108 e 97,7 della Lombardia). Tutti i principali settori dell’economia locale evidenziano cali, sia pur di diversa entità: “tessile”, -15,9%;

  • “legno-mobilio”, -20%; “meccanica”, -6%. Risulta in crescita di 6 punti percentuali la produzione del comparto “carta-stampa”, mentre più contenuti sono gli aumenti di “gomma-plastica”, “alimentari” e “mezzi di trasporto”(compresi tra il +0,5% del primo settore e il +1,3% dell’ultimo). Rispetto al secondo trimestre del 2019, anche l’occupazione industriale a Como risulta in calo (-1,7%, contro il -0,7% della Lombardia); l’indice medio si è attestato a 91,1 (media 2010=100); in Lombardia è a quota 100,4 .

Analizzando nel complesso il primo semestre 2020, produzione, ordini e fatturato delle aziende industriali comasche registrano variazioni medie in calo di oltre 18 punti percentuali (rispettivamente -18,8%, -21,2% e -18,5%): tutte diminuzioni superiori alla media della Lombardia, che ha visto scendere la produzione del 15,5%, gli ordini del 14,1% e il fatturato del 14,2%. L’occupazione industriale è diminuita dell’1,7% rispetto a fine giugno dello scorso anno (Lombardia -0,4%).

  • Produzioneordini fatturato delle imprese industriali lecchesi evidenziano cali superiori ai 14 punti percentuali (rispettivamente -14,3%, -17,5% e -15,1%)2. Ciononostante, nel 2° trimestre 2020 gli indici medi si mantengono superiori a quota 100 (media 2010=100) e più alti della media regionale (a Lecco l’indice della produzione si è attestato a 111,8, quello degli ordini a 102 e quello del fatturato a 114,9). Solo per il comparto della “carta-stampa” si nota una crescita tendenziale della produzione (+5,5%), mentre i due comparti principali dell’economia lecchese fanno registrare cali significativi: “siderurgia” -15,2% e “meccanica”        -15,4%3. La variazione tendenziale dell’occupazione industriale è stata anch’essa negativa      (-0,4%) e l’indice medio si è attestato a 104,7 (media 2010=100), oltre 4 punti percentuali sopra la media regionale.

Focalizzando l’attenzione sul primo semestre 2020, produzione, ordini e fatturato delle aziende industriali lecchesi registrano variazioni medie in calo di oltre 9 punti percentuali (rispettivamente -9,5%, -11,7% e -11,4%), tutte diminuzioni inferiori alla media della Lombardia. L’occupazione industriale è diminuita dello 0,6% rispetto a fine giugno 2019.

Artigianato

Anche la produzione del comparto artigiano evidenzia cali significativi in entrambe le province lariane (Como -26,2%; Lecco, -23,9%); gli ordini evidenziano una diminuzione più marcata a Como (rispettivamente -23,7% e -16,7%), mentre il fatturato scende di oltre 25 punti percentuali in tutti e due i territori (-25,6% e -26%):

Como i cali di produzioneordini fatturato sono più elevati rispetto alla media lombarda (pari rispettivamente a -24,3%, -22,3% e -23,5%). I tre settori principali dell’economia comasca hanno tutti registrato una diminuzione della produzione superiore ai 20 punti percentuali: “tessile” -51,8%; “meccanica” -27%; “legno-mobilio” -24%. L’indice medio della produzione artigiana nel 2° trimestre 2020 si è attestato a 83 (media 2010=100); quello degli ordini a 79,8 e quello del fatturato a 79,9. Nonostante i forti cali registrati, tutti e 3 i valori comaschi sono superiori alla media lombarda (produzione 76,1; ordini 74,4; fatturato 76,7). Rispetto a fine giugno dello scorso anno, l’occupazione è scesa del 2,9% e il numero indice si è attestato a 96,2 (contro il -1,9% lombardo; l’indice regionale è posizionato a quota 98).

Analizzando il primo semestre 2020, produzione, ordini e fatturato delle aziende artigiane comasche registrano variazioni medie in calo di oltre 16 punti percentuali (rispettivamente         -19%, -16,4% e -17,6%); ordini e fatturato fanno registrate cali meno significativi rispetto alla media della Lombardia (rispettivamente -17,7% e -18,3%), mentre la produzione evidenzia una variazione peggiore (in Lombardia -18,8%). L’occupazione industriale è diminuita del 2,4% rispetto a fine giugno 2019 (contro il -1,3% della Lombardia).

Lecco si verificano cali di produzioneordini fatturato meno elevati rispetto alla media lombarda. I settori con il maggior numero di interviste rilevano diminuzioni della produzione superiori agli 11 punti percentuali“meccanica” (-28,3%); “carta stampa” (-20,9%); “tessile”   (-11,7%). Da segnalare anche il -41,7% del legno-mobilio e il -22,5% dell’abbigliamento.

Commercio e servizi

Nel secondo trimestre 2020, in entrambi i territori dell’area lariana sembra ancora tenere l’occupazione nel commercio, mentre si registra una diminuzione nei servizi; in forte calo il volume d’affari di tutti e due i settori del terziario:

  • il territorio comasco evidenzia un calo del volume d’affari del 10,6% nel commercio e del 29,1% nei servizi (la media regionale si è attestata a -13,9% per il primo comparto e a -23,5% per il secondo). L’indice medio è stato pari a 80,9 per le imprese del commercio e a 68,5 per quelle dei servizi (a livello regionale, rispettivamente 75,6 e 80,3). Valori positivi per l’occupazione del commercio: la variazione tendenziale del 2° trimestre 2020 è stata del +1,2%, (contro il +0,8% regionale), mentre si è registrato un calo nei servizi (-1,2%, contro il    -0,5% della Lombardia); il numero indice ha raggiunto quota 103,5 per il commercio e 132,2 per i servizi (i dati regionali sono rispettivamente pari a 100,8 e 110,1).

Analizzando il primo semestre 2020, le imprese comasche del commercio hanno evidenziato un calo del volume d’affari (-9,3%, contro il -10,6% regionale) e una crescita dell’occupazione (+1,6% contro il +1,1% della Lombardia). Nei servizi, a Como, si è registrato un forte calo del volume d’affari, mentre è restata pressoché stabile l’occupazione (rispettivamente -18,9% e +0,1%, a fronte del -16,8% e del -0,6% regionali).

  • In provincia di Lecco la variazione del volume d’affari è negativa sia per il commercio (-2,3%), sia soprattutto per i servizi (-19,1%). L’indice medio del volume d’affari nel 2° trimestre è stato pari a 81 per le imprese del commercio e a 81,4 per quelle dei servizi. Per il commercio si evidenzia un incremento dell’occupazione (+4,1%), mentre nell’altro comparto del terziario risulta un leggero calo (-0,3%). I numeri indice di entrambi i comparti risultano superiori all’anno base (commercio 105,1 e servizi 104,6).

Prendendo in considerazione il primo semestre 2020, le imprese lecchesi del terziario hanno evidenziato cali significativi del volume d’affari sia nel commercio (-4%) che nei servizi            (-17,1%). Nonostante ciò, si registra una crescita dell’occupazione in entrambi i comparti: +3,6% nel commercio e +0,4% nei servizi.

Le aspettative

Pur con saldi tra ottimisti e pessimisti negativi, migliorano decisamente le aspettative degli imprenditori lariani per il 3° trimestre 2020.

Per Como il saldo tra imprenditori industriali ottimisti e pessimisti relativo alla produzione passa  da -52,8% della precedente indagine a -10,9%; quello della domanda interna da -63,6% a -17,4%; quello della domada estera da -50% a -8,5%. Anche per l’andamento dell’occupazione la differenza migliora, passando dal -29,6% dell’indagine precedente al -22,8%. Le aspettative del comparto artigiano rimangono anch’esse negative, ma in miglioramento: il saldo tra ottimisti e pessimisti relativo all’occupazione passa da -21,1% a -20,4%; quello della produzione da -60,9% a -47,8%; quello della domanda interna da -62,9% a -56,5%. In peggioramento, invece, le aspettative sulla domanda estera: il saldo passa da -24,6% a -27,9%. Secondo gli intervistati, gli effetti dell’emergenza Coronavirus continueranno a farsi sentire anche nel terziario, con aspettative negative su volume d’affari e occupazione (seppure in miglioramento rispetto all’indagine precedente). Nel commercio il saldo tra pessimisti e ottimisti relativo alle vendite del 3° trimestre 2020 passa da -44,8% a -20,8% e quello dell’occupazione da -19,8% a -12,9%. Nei servizi le differenze tra ottimisti e pessimisti passano da -70,1% a -21,4%, mentre per l’occupazione da -21,7% a -11,1%.

Anche a Lecco, nell’industria i saldi tra imprenditori industriali ottimisti e pessimisti registrano un significativo miglioramento: domanda interna da -58,6% a -27,7%; domanda estera da -50,5% a -23,2%; produzione da -51,5% a -24,4%; occupazione da -17,2% a -14,5%. Anche i saldi dell’artigianato, pur restando negativi, fanno intravedere un miglioramento per produzione, domanda e occupazione. La differenza relativa alla prima si attesta a -52,6% contro il -65% dell’indagine precedente; quella della domanda interna passa da -70% a -52% e quella estera da -42,6% a -22,5%. Anche il saldo dell’occupazione migliora, attestandosi a -11,7% contro il -20,2% della precedente rilevazione. Nel terziario, le aspettative degli imprenditori del commercio sul volume di affari e sull’occupazione confermano i saldi negativi rilevati nella scorsa indagine, ma pure in questo caso con valori in miglioramento: per le vendite la differenza passa da -26,2% a -8,8%, per l’occupazione da -14,8% a -4,5%. Anche nei servizi le aspettative su volume d’affari e occupazione migliorano: il saldo relativo al volume d’affari passa da -70,1% dell’indagine precedente a -34,1%, mentre quello dell’occupazione da -23,3% a -12,9%.

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