Osservatorio Distretto Tessile Como: fermo il settore di punta dell’economia comasca

Si è tenuta la XXIV edizione dell'Osservatorio Distretto Tessile Como: in quale situazione è il settore più importante dell'economia comasca?

Osservatorio Distretto Tessile Como: fermo il settore di punta dell’economia comasca
Economia 23 Giugno 2017 ore 12:10

Si è tenuta ieri pomeriggio, su organizzazione del Centro Tessile Serico, la XXIV edizione dell’Osservatorio Distretto Tessile Como. L’evento, come di consueto, aveva lo scopo di capire in quali condizioni è uno dei settori più importanti dell’economia comasca, ovvero quello tessile. Presenti a questo importante incontro Giorgio Penati (Presidente del Centro Tessile Serico), Federico Colombo (Amministratore Delegato del Centro Tessile Serico), Andrea Taborelli (Presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como), Franco Ghiringhelli (Presidente di A.I.U.F.F.A.S.S., l’associazione serica europea) e Ilaria Sangalli (economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo).

Osservatorio Distretto Tessile Como: la situazione del 2016

Sulla base dei dati del 2016 e i primi congiunturali dell’inizio dell’anno 2017 si è cercato di fare una stima delle condizioni del settore tessile del comasco. Per meglio comprendere la situazione è stato d’obbligo il confronto con gli anni precedenti e in particolare con il 2015. Secondo quanto reso noto, lo scorso anno si è chiuso con una diminuzione del fatturato complessivo (tessile e abbigliamento) del Distretto comasco stimabile nell’ordine del 2,5% circa. Una situazione che si allinea a quanto accaduto nel 2015.

La crisi delle esportazioni

Dopo cinque anni ininterrotti di crescita, il settore tessile del comasco si trova di fronte ad un biennio di consolidamento dei risultati acquisiti da un settore fortemente orientato ai mercati internazionali. Proprio questi ultimi infatti hanno rallentato la crescita nell’ultimo periodo. Le vendite estere di questo settore cruciale per l’economia delle aziende nella provincia di Como, secondo i dati resi noti dall’Istat, hanno infatti registrato una flessione del 4,7% rispetto al 2015. L’importante calo è maturata soprattutto in Francia, il cui mercato del lusso resta, ad ogni modo, il primo mercato di sbocco del Distretto comasco. Un’evoluzione negativa delle vendite degli ultimi dodici mesi anche in altri paesi europei, quali Spagna, Germania e Regno Unito, ed extra-Europei, quali in primis Stati Uniti e Cina.

La situazione del primo trimestre 2017

Contrastanti i dati che arrivano invece dai primi mesi del 2017. Sempre da fonti Istat infatti le esportazioni tessili della provincia di Como mettono in luce una crescita del 2,6% tra gennaio e marzo. Un dato che però dovrà trovare riscontro nell’analisi dei fatturati aziendali che si potrà fare solo alla fine dell’anno.

“È una situazione che stiamo seguendo con molta attenzione e che vede un contrapporsi di luci e di ombre. Ci sono produzioni che soffrono, soprattutto alcuni anelli della catena tessile, diverse tessiture e tintorie. Ci sono viceversa attività di stampa ancora ben toniche” ha commentato Andrea Taborelli, Presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como. “Viviamo in un contesto impegnativo ed in fortissima evoluzione, non solo sotto il profilo congiunturale, ma anche per alcuni aspetti strutturali assai importanti, soprattutto per quanto concerne la propensione all’acquisto dei consumatori. Dobbiamo tenerne conto, forti della nostra tradizione, ma ben disposti ad interpretare il cambiamento. In questa direzione vanno i nostri sforzi sul tema dell’eco-sostenibilità e l’impegno per la tracciabilità e la trasparenza del prodotto nei confronti del consumatore finale”.

 

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