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Più spazio e meno tasse, la ricetta Dem per la Fase 2 di bar e ristoranti: “Pedonalizzare viale Geno e piazza De Orchi”

Più spazio ai tavolini anche in piazza Cavour, via Garibaldi e viale Cattaneo.

Più spazio e meno tasse, la ricetta Dem per la Fase 2 di bar e ristoranti: “Pedonalizzare viale Geno e piazza De Orchi”
Como città, 27 Aprile 2020 ore 16:15

La conferenza stampa di ieri sera, 26 aprile 2020, del presidente del consiglio Giuseppe Conte è stato solo l’incipit della cosiddetta Fase 2. C’è un percorso lungo da affrontare che lo sarà ancora di più per le città a vocazione turistica come Como. Ormai passata la stagione primaverile bar, ristoranti e alberghi sperano di recuperare almeno parte di quella estiva ma serve organizzarsi a livello pratico per quel che riguarda il distanziamento sociale.

La Fase 2 a Como: “Pedonalizziamo viale Geno e piazza De Orchi”

Così il segretario cittadino del Partito Democratico, Tommaso Legnani, propone nuove misure per favorire i ristoratori comaschi, in vista di una prossima fase di riapertura dopo quasi due mesi dall’inizio dell’epidemia di coronavirus.

“Da una parte dobbiamo dare spazio per il distanziamento tra tavoli, all’esterno. Pedonalizzando viale Geno e piazza De Orchi, senza l’ingombro di auto, verrebbe a crearsi una superficie sufficiente a garantire sicurezza a clienti e personale” spiega nel dettaglio Legnani.

“Lo stesso vale per piazza Cavour: rivedendo gli spazi destinati ai tavolini oltre ai limiti pre-coronavirus si garantirebbe la distanza tra avventori e, con questa, il diritto degli operatori di rimettersi al lavoro senza ridurre i coperti. Ci sono poi molte altre possibilità analoghe come via Garibaldi e viale Cattaneo, soluzioni che invitiamo il Comune di Como a studiare”.

“Il Comune sgravi le attività cittadine”

Sulla questione interviene anche Matteo Introzzi, segretario del circolo Pd Como Convalle che porta l’attenzione su un secondo aspetto.

“La tassa di occupazione di suolo pubblico è un punto fondamentale. L’invito del Partito Democratico di Como per l’amministrazione comunale è quello di sgravare il più possibile le attività cittadine da quest’onere – sottolinea Introzzi – Il tessuto economico comasco deve essere tutelato in tutti i modi, anche con una sostanziale revisione dei canoni”.

“L’emergenza Coronavirus ha sconvolto l’economia cittadina. Gli esercenti comaschi hanno voglia di tornare al lavoro al più presto ma il Comune deve tendere loro una mano – conclude Introzzi – la prima boccata d’ossigeno deve essere senz’altro data tramite maggiori concessioni di spazio e canoni rivisti per un’economia da post-Covid”.

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