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Nasce Virkill, il primo tessuto che uccide il Covid in Italia a base di rame

Il rame sarà il nostro nuovo alleato contro il virus grazie a una storica azienda di Cabiate.

Nasce Virkill, il primo tessuto che uccide il Covid in Italia a base di rame
Marianese, 21 Ottobre 2020 ore 11:00

“Non ci siamo allontanati dal nostro core business, la moda, ma Virkill è stata una buona occasione nata dalla crisi”. Così ci spiega Alessandro Pedretti, presidente del CdA di Italtex S.p.A., azienda tessile di Cabiate che negli ultimi mesi ha registrato il marchio Virkill. Si tratta di un tipo particolare di tessuto anti-Covid, cui caratteristica principale è l’intrinsecità del rame. Italtex è la prima a livello nazionale e apripista a livello europeo ad utilizzare questo elemento nelle fibre tessili.

Virkill, Italtex lancia il primo tessuto anti-covid in Italia

Ci racconta Pedretti: “Il rame presente nel tessuto è in grado di disattivare il virus nel giro di due ore, qualora il virus venga a contatto col tessuto stesso. Si tratta di una proprietà del materiale già nota in letteratura. Con il nostro fornitore di polimero Ambrofibre abbiamo progettato un filo contenente nano-particelle di rame. Proprio le dimensioni minuscole delle particelle e quindi la vastità dell’area di contatto tra virus e rame permettono di enfatizzare l’effetto duraturo e non soggetto a deperimento dell’elemento, presente in modo intrinseco nella fibra tessile. A seconda dell’ambito di utilizzo del tessuto anti-Covid, quest’ultimo disporrà di caratteristiche tecniche differenti”.

“L’idea – continua Pedretti – è nata durante il lockdown. Non abbiamo seguito volontariamente la strada aperta dalla pandemia in termini produttivi, semplicemente c’è stata l’occasione. Ambrofibre è riuscita a mettere a punto questa tecnologia lavorando sulla concentrazione delle nano-particelle e portandola ad un livello adatto all’impiego precedentemente descritto. Il prodotto è sembrato convincente, soprattutto per il fatto che il nostro alleato anti-Covid possa essere un elemento naturale, ora parte integrante dei nostri prodotti. Il colore giallo di Virkill è conferito proprio dal contenuto di rame. Chiaramente, non basta il filo per produrre un tessuto: avvengono lavorazioni successive che permettono di esaltare ulteriormente le performance”.

Ottimi i risultati ottenuti in questi mesi, nel corso dei quali il tessuto anti-Covid è stato certificato (secondo la norma ISO 18184:2019): il test condotto sul prodotto ha riscontrato un indice Mv (attività antivirale) pari a 3.25, che corrisponde ad un’inattivazione del virus superiore al 99,9% già al primo controllo. Ma Pedretti precisa: “I test non sono finiti perché stiamo verificando l’attività antibatterica, anti fungina e altri parametri di specifico interesse per i segmenti obiettivo, senza dimenticare i test per verificare la possibilità di colorare il tessuto senza intaccare le proprietà intrinseche del materiale”.

Numerose le possibili applicazioni pratiche di Virkill: “Uno dei clienti più interessanti serve hotel di lusso e intende fare divise per camerieri e casacche per chef. Sono state realizzate uniformi per il personale di servizio e si pensa di impiegare il tessuto anche per runner, e quindi tovaglieria. Il suo utilizzo più immediato è nel settore medicale, anche se sono ambienti un po’ complicati a livello di normative: si possono però realizzare camici per l’ambito odontoiatrico e per i medici di base. Ogni segmento ha poi le sue necessità specifiche, che noi stiamo testando e che determinano l’uso effettivo del tessuto”.

Infine, una riflessione conclusiva su come possono comportarsi le aziende in questo periodo difficile: “La cosa più importante che le imprese possono fare è cercare di resistere e di non perdere pezzi della filiera. Questo è un momento che passerà, quindi si tratta solo di galleggiare fino a quando si ricomincerà ad ingranare. Chi più e chi meno, stiamo tutti soffrendo, ed è importante avere cura dei propri dipendenti: come tutti, stiamo facendo salti mortali per non rinunciare alle persone che lavorano per noi. Allo stesso tempo, è necessario svolgere un grande lavoro sul prodotto, pensando a nuove idee e preparandosi per il futuro. Non possiamo star fermi ad aspettare che le cose migliorino: dobbiamo realizzare cose belle e cose nuove, perché solo realizzando cose belle possiamo riemergere dalle difficoltà della pandemia”.

Martina Sangalli

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