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LOMBARDIA

Fabio Rolfi: “Risvegliamo la cultura del cibo”

Intervista all'assessore regionale all’Agricoltura, con cui tracciamo un bilancio della nostra iniziativa “Facciamo l’orto in casa”.

Fabio Rolfi: “Risvegliamo la cultura del cibo”
Facciamo l'orto in casa Canturino, 15 Aprile 2021 ore 10:02

Risvegliare nei cittadini una maggiore consapevolezza di che cos’è il cibo, che non cresce nei supermercati ma il cui valore nasce dal rapporto con la terra e l’ambiente e il lavoro degli agricoltori. Questo è l’obiettivo dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi. E che ha riconosciuto nella nostra iniziativa “Facciamo l’orto in casa” un contributo importante, un’occasione con cui il nostro giornale ha evidenziato un sempre maggiore interesse e bisogno della natura da parte delle persone.

“Gli orti urbani sono in crescita, specialmente tra i più giovani, anche in un contesto metropolitano come Milano – ha sottolineato l’assessore Rolfi – Prende sempre più piede il recupero del rapporto con la terra, una tendenza non solo culturale ma anche di necessità rispetto ai cambiamenti che la pandemia ha portato nelle nostre vite. E voi avete saputo cogliere un sentiment della gente”.

Fabio Rolfi: “Risvegliamo la cultura del cibo”

Anche il Bando Orti di Regione Lombardia riscuote successo e abbiamo scoperto tante realtà locali che ne hanno beneficiato.

“Il bando procede bene da anni, riceve sempre più domande e se ne conferma l’interessa. Nei prossimi mesi, poi, vogliamo introdurre una novità per prevedere anche la possibilità di finanziare apiari urbani, ossia favorire la presenza di arnie e la produzione di miele. Vogliamo allargare il campo di azione rispetto all’orto didattico e sociale, soprattutto nelle scuole per educare i giovani al valore delle api. Anche in un contesto urbano, perché rappresenta un elemento che certifica la salubrità dell’ambiente. Sosteniamo ogni aspetto che permetta di riportare nei giovani, e quindi nelle scuole, una maggiore familiarità con tutto ciò che è agricoltura”.

Imparare come si produce il cibo favorisce una corretta educazione alimentare e la lotta allo spreco?

“Soprattutto aiuta a dare la giusta importanza alle cose. Oggi il cibo è dato un po’ per scontato e quindi si corre il rischio di sprecare, come avviene in tutti i Paesi ricchi. Negli ultimi decenni abbiamo destinato sempre meno risorse alla spesa alimentare, mentre siamo attentissimi alle mode e alle novità tecnologiche. Tutto questo va a discapito della salute e della sicurezza alimentare. Come consumatori ignoriamo cosa c’è dentro e dietro ai prodotti che mangiamo, la loro provenienza e il loro valore. Ma il cibo è salute. Per questo dobbiamo ridargli la giusta importanza e favorire la cultura del cibo. Avvicinando la gente all’agricoltura e ai produttori, riportando l’agricoltura in città e magari rendendo anche i consumatori stessi produttori. La vostra iniziativa, le iniziative dei mercati contadini e degli orti che Regione sostiene hanno questo obiettivo”.

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