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Scotch Whisky: trend di vendite positivo per i Johnnie Walker

Scotch Whisky: trend di vendite positivo per i Johnnie Walker
Idee & Consigli Como città, 18 Marzo 2021 ore 08:11

Il mercato dei liquori e dei distillati è da sempre molto vivace, poiché nel mondo sono numerosi gli appassionati e i collezionisti che acquistano ogni anno un gran numero di etichette per scoprire sapori nuovi, non rimanere sprovvisti delle proposte più amate o arricchire la propria collezione.

Naturalmente, gli scotch whisky, i distillati tipici della Scozia ottenuti dalla lavorazione dei cereali, sono tra quelli che intercettano il più ampio favore di pubblico a livello mondiale, soprattutto per quello che riguarda alcune realtà storiche particolarmente note, come per esempio il Johnnie Walker. La produzione di quest’azienda, infatti, risale alla prima metà del XIX secolo.

La richiesta di questi liquori sul mercato è aumentata anche grazie al fatto che negli ultimi anni sono diventati sempre più accessibili dal punto di vista economico: il prezzo dei Johnnie Walker whisky, infatti, sta beneficiando degli sconti e delle promozioni che caratterizzano il mercato e-commerce.

I migliori portali enogastronomici, infatti, propongono un’ampia scelta di Johnnie Walker e assicurano un risparmio maggiore rispetto ai punti vendita fisici tradizionali.

Storia e produzione del Johnnie Walker

Le ragioni del successo del Johnnie Walker, che lo rendono al momento il whisky più amato al mondo, sono da rintracciare anche nel rispetto delle tradizioni legate a una storia plurisecolare.

La più celebre distilleria, da cui è nata la maggior parte dei successi dell’azienda, si trova a Kilmarnock, ma di recente la produzione si è spostata in una cittadina limitrofa. Questo, naturalmente, non ha inficiato sulla qualità dei liquori, che sono sempre il risultato di una miscela sapiente di single malt eccezionali, come il Lagavulin, il Talisker e il Linkwood.

A seconda delle dosi e della diversa durata dell’invecchiamento, è possibile dare vita ad aromi unici nel loro genere, tutti diversi fra loro ma con un marchio di fabbrica inconfondibile.

Esistono molte versioni del Johnnie Walker, comprese edizioni limitate prestigiose: tutte hanno peculiarità uniche, che assicurano viaggi imperdibili tra i sapori.

Tipologie di Johnnie Walker

Il Double Black di Johnnie Walker è un distillato che riporta le note legnose e affumicate dei suoi componenti sottoposti a maggior invecchiamento.

Il risultato è sorprendente e deciso, con profumi dolci come la vaniglia e gusti avvolgenti come il pepe nero e il malto. Il Golden Label Reserve, invece, presenta al suo interno il malto Clynelish e, come tutti quelli della categoria, alle note affumicate abbina quelle dolci e cremose delle prugne secche, del miele e dell’erica. Perfetto anche in estate, grazie alle sue note fruttate, ha una gradazione alcolica di 40%.

Molto apprezzata è anche la linea Blue Label, che comprende un’edizione limitata e alcune bottiglie celebrative. La limited edition è un mix dei migliori single malt scozzesi che vengono fatti ulteriormente invecchiare in botti di rovere. I sapori e gli aromi sono variegati e si va dalle nocciole tostate al caramello, dagli agrumi al miele e dalle erbe aromatiche alle spezie, senza dimenticare le immancabili note fumé.

Altre edizioni eccellenti di questa particolare etichetta sono il 200° Anniversary e quella d’ispirazione orientale denominata Year of the Pig. Il primo, come suggerisce il nome, celebra i due secoli dall’apertura del primo negozio del fondatore, avvenuta nel lontano 1820, ed evoca sentori di uva passa, aromi affumicati, pepe e vaniglia.

Il secondo, invece, con una bottiglia dallo stile orientale, ha omaggiato, nel 2018, l’inizio del nuovo anno cinese, appunto sotto il segno del maiale. I sapori dolci della crema e del miele fanno da contraltare a quello fresco della lavanda e a quelli più decisi del tabacco e delle spezie.

Infine, tra le edizioni più rare e ricercate di Johnnie Walker si collocano il Ghost Port Ellen e il John Walker & Sons 28 years old. Il primo deve il suo nome al fatto che impiega whisky prodotti da distillerie che hanno interrotto l’attività e non rilasciano più prodotti sul mercato; vanta un mix di aromi primaverili, estivi e sapidi ma anche fruttati. Il secondo, invece, combina single malt invecchiati 28 anni e presenta un ottimo contrasto tra frutti tropicali e cereali maturi.

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