la risposta

Ats Insubria, Orsenigo replica a Fermi: “Il Pirellone fa e disfa. I cittadini possono solo pagarne le conseguenze”

Il consigliere regionale risponde alla proposta di Alessandro Fermi di ricostituire una Ats Lariana.

Ats Insubria, Orsenigo replica a Fermi: “Il Pirellone fa e disfa. I cittadini possono solo pagarne le conseguenze”
Como città, 03 Giugno 2020 ore 17:12

Replica arrivata in tempo zero dal Partito Democratico alle parole del presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi che propone una rimodulazione di Ats Insubria dopo la gestione dell’emergenza coronavirus in provincia di Como. Parole di fuoco quelle arrivate dal consigliere regionale Angelo Orsenigo.

Ats Insubria, Orsenigo replica a Fermi

Le parole del consigliere comasco Angelo Orsenigo:

“Il Pirellone fa, il Pirellone disfa. I cittadini, se va bene, possono solo pagarne le conseguenze. Dopo la rivoluzione della riforma della Sanità del 2015, voluta fermamente proprio da Regione Lombardia, finalmente c’è chi si rende conto del danno perpetrato sulle spalle dei cittadini. All’improvviso ci si rende conto di quello che da sempre il Partito Democratico sostiene e che io personalmente ho fatto presente a gran voce in tutte le sedi, senza ricevere nessuna attenzione da parte della giunta.

A volte cospargersi il capo di cenere può servire, in questo caso appare non solo un tentativo tardivo, ma una vera e propria furbata. Occorre che Regione si assuma le proprie responsabilità, dichiarando apertamente i propri errori e non lanci comunicati stampa a mo’ di proposta. La scoperta dell’acqua calda è già stata fatta! Questo passo del gambero, sembra proprio un bel déjà vu, come nel caso degli ospedali lariani. Tutti ci ricordiamo del territorio smembrato tra Ats Insubria e Montagna.

Ci ricordiamo anche di ospedali chiusi, reparti dismessi. Ci ricordiamo di tutti i vantaggi attribuiti a Varese, come il maggior numero di posti letto rispetto a Como. Ci ricordiamo di tutte le promesse fatte e mai mantenute, come quella del Consiglio regionale, sollecitato da me, di appianare il divario. Senza poi fare nulla. Ci ricordiamo di come i medici di base siano stati lasciati soli: senza disposizioni e presidi in questo periodo emergenziale. Ci ricordiamo dei tamponi mancanti, delle direttive tardive, della guida inesistente. Ci ricordiamo di chi predicava bene e razzolava male. Ora mi chiedo, ci voleva il Covid a fare aprire gli occhi ai vertici di Regione, o sono invece le prossime campagne elettorali che si fanno alle porte?”.

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