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Civitas arruola l’architetto Ado Franchini: “Sono rientrato a Como e dopo 35 anni ho trovato gli stessi problemi”

Sul sito di Civitas parte la rubrica "Note Urbane".

Civitas arruola l’architetto Ado Franchini: “Sono rientrato a Como e dopo 35 anni ho trovato gli stessi problemi”
Politica Como città, 24 Febbraio 2021 ore 11:08

Civitas Progetto Città ha rinnovato i suoi organismi nei giorni scorsi. Confermata la presidenza dell’ormai ex consigliere comunale Bruno Magatti. C’è però un nuovo ingresso nel gruppo ed è quella dell’architetto Ado Franchini che si presenta immediatamente alla comunità con una rubrica che parte oggi, 24 febbraio 2021, sul sito del gruppo politico: “Note urbane”.

Civitas arruola l’architetto Ado Franchini

“Continuiamo nel lavoro attivato lo scorso autunno in vista delle prossime elezioni che è la Bottega Artigiana in cui mettiamo a disposizione le nostre conoscenze e storie – ha spiegato Bruno Magatti – Abbiamo già fatto 8 incontri in remoto, ora parte fase relativa alla progettualità”.

“Ci ricorderemo di questi anni per tutto quello che un’amministrazione non deve essere. L’attuale maggioranza stenta a governare la macchina amministrativa che, nella sua complessità, necessita di amministratori competenti, capaci e perseveranti – spiegano da Civitas – Inadeguatezza, immobilismo, mancanza di visione e prospettiva sono le caratteristiche di questa Giunta. La pandemia ne ha dilatato le carenze organizzative e di pianificazione. La maggioranza è ogni giorno più distante dai cittadini e la Giunta non sembra in grado di costruire soluzioni. Avvertiamo la pressione di tanti cittadini, ormai diventati maggioranza in città, che chiedono che ci si faccia carico di un radicale cambio di rotta. Un’opposizione non è solo quella che ha la capacità di reagire a proposte e a stimoli non condivisibili dell’agenda politica di maggioranza. Un’opposizione è credibile se capace di disegnare nuovi modi e prospettive per la vita della città e dei suoi abitanti”.

“Sono rientrato a Como da un po’ di tempo, volevo rendermi utile per quanto possibile per quelle che sono le mie competenze anche dal punto di vista politico – ha raccontato Ado Franchini – Il rientro a Como è stato abbastanza traumatico perché molte cose che avevo lasciato 35 anni fa non sono cambiate e altri problemi si sono creati. La città è la scena fissa della nostra vita ma dovrebbe essere un organismo in evoluzione ma ha bisogno di una regia che possiamo chiamare politica. Le carenze di un lungo periodo di politica che lavora a un livello non adeguato lascia la città con un sacco di questioni aperte che vanno risolte, non solo in centro ma anche nelle periferie. Edifici importanti, di valore, non solo economico ma anche civile sono totalmente da reinventare: pensate al numero di edifici di proprietà del Comune sottoutilizzati. Ritengo fondamentale il riuso degli edifici del Razionalismo, della Ticosa, ma anche dell’ex ospedale psichiatrico San Martino così come il piazzale Santa Teresa, un ingresso della città, che taglia in due il Borgo di Vico che ha una storia di demolizioni e non di ricostruzioni”.

Magatti sottolinea come “ci debbano essere percorsi e progetti concreti per partire subito a lavorare quando si viene eletti”. E Franchini conclude: “Ci sono luoghi che devono avere un destino: l’area Ticosa, i giardini pubblici dello stadio che hanno avuto un breve momento di evoluzione e che ora sono fermi, le periferie mai prese in considerazione che trasferiscono una condizione di abbandono e degrado. Non è possibile che la città resti quella di 30 anni fa con i soliti problemi irrisolti”.

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