Como Acqua: la querelle continuerà fino al 15 novembre

Sul fronte Como Acqua sono uscite delle sorprese dall'assemblea del 25 ottobre. Cantù rilancia per un accordo. Como spiega la sua posizione.

Como Acqua: la querelle continuerà fino al 15 novembre
27 Ottobre 2017 ore 12:29

Nulla di fatto all’assemblea dei sindaci per Como Acqua dello scorso 25 novembre. Como è assente mentre Cantù rilancia per un accordo.

Como Acqua: continua la trattativa

Non sembra essere vicina la nascita della nuova gestione del sistema idrico integrato a livello provinciale. Dopo quanto accaduto in assemblea il 25 ottobre, l’approvazione della fusione è stata rimandata al 15 novembre. All’assemblea dei sindaci, nonché soci della nuova società, era infatti assente Como che non ha deliberato lunedì in Consiglio comunale. Se Erba è rimasta fedele alla propria decisione sul “no”, Cantù rilancia per aprire una nuova trattativa. La città infatti non è contenta del criterio di fusione per numero di abitanti, che la penalizza, e vorrebbe aprire a quello a livello patrimoniale.

La richiesta ha quindi aperto una trattativa che verrà gestita su più livelli fino al 15 novembre. Saranno le segreterie politiche provinciali, la Commissione di Controllo Analogo di Como Acqua e i sindaci che hanno manifestato a Como a confrontarsi con Cantù per trovare una soluzione.

La posizione di Como

Se è chiara la motivazione del ‘no’ alla fusione di Cantù, meno lo è quella di Como. Tanto è vero che una parte della maggioranza stessa non si trova d’accordo con questa scelta dell’Amministrazione.

Da Palazzo Cernezzi intanto spiegano: “L’idea del Comune di Como sicuramente non è quella di privatizzare l’acqua. Nell’attuale progetto di fusione ci sono delle criticità che devono essere superate. La proposta di delibera licenziata dalla Giunta sarà ritirata dall’ordine del giorno del Consiglio comunale in quanto fa riferimento all’assemblea del 25 ottobre che è stata rimandata”. Il tema quindi, da quanto traspare, non verrà portato all’assemblea di rappresentanza dei cittadini in quei termini.

Tre punti fermi a cui l’Amministrazione vuole rimanere fedele: “L’acqua deve rimanere un bene pubblico, l’Amministrazione comunale è per la solidarietà tra comuni per la gestione del servizio idrico integrato, e bisogna ottimizzare il servizio con modalità industriali”.

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