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Como, il consiglio comunale dice no alle grate della Lega sotto San Francesco

Posizioni diverse sul tema ma alla fine favorevoli solo il Carroccio e Rapinese. Astenuta la Civica del Sindaco.

Como, il consiglio comunale dice no alle grate della Lega sotto San Francesco
Como città, 12 Ottobre 2020 ore 23:28

Como, il consiglio comunale dice no alle grate della Lega sotto San Francesco.

Como, il consiglio comunale dice no alle grate della Lega sotto San Francesco

Dopo due intense sedute di consiglio comunale, l’assemblea rappresentativa comasca ha deciso: sotto l’ex chiesa di San Francesco non verranno installate delle grate come aveva proposto, attraverso una mozione, il gruppo della Lega. Interessante a livello politico è senza dubbio che ad affossare la proposta sia stata la stessa maggioranza: hanno infatti votato in modo contrario sia Fratelli d’Italia che Forza Italia sostenendo che in questo modo il problema dei senza fissa dimora e degli irregolari semplicemente si sposterà altrove in città. Certamente ha fatto pensare, sempre politicamente, l’astensione della Lista civica del sindaco. D’altra parte la Lega ha invece ricevuto il sostegno, che non è bastato per l’approvazione, di una delle minoranze, la Lista Rapinese. Diciassette in totale i consiglieri che hanno votato in modo contrario alla mozione.

“Non è questo cancello che salverà la città di Como ma salverà quell’area – ha spiegato il consigliere Alessandro Rapinese che dai banchi della minoranza ha sostenuto la mozione della Lega – C’è un fattore tempo che aggrava e rende tutto più pesante. Si può tollerare un po’ ma quella zona è arrivata a un punto che non è più tollerabile. E’ veramente troppo, quella zona ha il diritto di vivere civilmente, nel rispetto delle regole. Non si può criminalizzare un cancello, serve a ridare decoro a quell’area. Voglio risolvere i problemi di via Mentana, via Battisti, dei fruitori del Mercato e dei servizi del tribunale. Se aveste fatto rispettare la legge – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – non saremmo arrivati a questo punto”.

“Per noi questa non è una soluzione – ha spiegato in aula Matteo Ferretti di Fratelli d’Italia – Andare a installare una grata può spostare il problema di qualche metro, sotto un altro portico. Quello che abbiamo sempre detto è che bisogna applicare le leggi per risolvere i problemi: chi è regolare e può andare in dormitorio va aiutato, gli altri devono essere mandati via”.

“Mai detto che gli irregolari devono stare a San Francesco, le regole vanno rispettate – ha spiegato Vittorio Nessi di Svolta Civica dai banchi delle minoranze contrarie alla mozione – Cosa fare in attesa che gli irregolari vengano espulsi? Ho sentito più volte che ci sono posti liberi nei ricoveri ma sotto i portici ci sono più di 3 persone da aiutare. Altri hanno detto che le soluzioni devono essere trovate dai volontari: non può funzionare così, il volontariato o la chiesa non possono sopperire al Comune. Con Emergenza Freddo si affronta il tema dei clandestini: in inverno dormivano nei tendoni di Caritas e venivano segnalati in Questura. Quando c’è emergenza il Comune non può far finta e non interagire con i clandestini. Non c’è solo il freddo, ci sono altre emergenze: e il fatto che lì si voglia mettere un cancello, sottolinea la natura emergenziale di San Francesco”.

“Mai visto un degrado così in città – gli ha fatto eco Patrizia Lissi del PD – Nessuno ha mai messo in dubbio le difficoltà dei residenti attorno a San Francesco. Cosa avete fatto in questi tre anni? Che tipo di sicurezza avete portato in città? Dopo che avete chiuso via Regina vi ho chiesto dove avreste mandato queste persone? Quale altra bugia volete dire ai cittadini? – ha commentato rivolgendosi ai consiglieri della Lega – Per un paio di mesi, finché non si sposteranno, sarà sistemato poi si riproporrà. Il Decreto Minniti parla di rimpatri ma anche di prendersi cura delle persone che hanno bisogno. Voi lo sapete benissimo che Salvini non ha fatto i rimpatri promessi. La vostra è una politica di apparenza che dice sempre e solo bugie. Bisogna metterci la testa sui problemi”.

“Se le regole non vengono rispettate, bisogna fare un passo successivo – ha spiegato il consigliere della Lega Claudio Borghi – Lo stesso è accaduto con un parco a Milano qualche anno fa: da luogo di degrado a gioiello dopo aver messo un cancello. Non possiamo consentire che parte di casa nostra venga trattata così”.

“Sono contro questa mozione per tutto quello che abbiamo sentito – ha controbattuto il forzista Enrico Cenetiempo – Mi è piaciuta la ricostruzione di Borghi: le persone che erano in quel posto si è mai chiesto dove sono andate? Problema risolto lì ma forse si è aperto altrove. Non spostiamo il problema: vogliamo un ricovero per chi ne ha bisogno”.

“Come mai in maggioranza c’è questa situazione? – ha domandato Fabio Aleotti del M5s – Forse perché le sensibilità politiche di alcuni gruppi fanno capire che le cancellate sono un simbolo. Quelle cancellate vorrebbero dire che questa amministrazione ha fallito, che non sa gestire il problema in altro modo. Un’amministrazione dovrebbe gestire il problema”.

“Nel 2016 costituiamo la rete dei servizi per la grave marginalità – ha commentato l’esponente di Civitas Bruno Magatti – C’è la situazione della stazione da gestire, ci si incontra ogni settimana. Otteniamo dal ministero l’ok per lo spazio governativo, luogo in cui le persone sono intercettate, indirizzate in percorsi oppure verso casa se non hanno titolo di stare qui. Abbiamo recuperato i soldi per via Tibaldi. E invece questa amministrazione, con l’assessore Locatelli, ha distrutto tutto. Oggi gli 843mila euro (per via Tibaldi, NDr) devono essere spesi, c’è un raggruppamento temporaneo d’impresa pronto a farlo da tre anni. Sono stati buttati via tre anni: questa amministrazione ha buttato nel cestino quello che che la Giunta Lucini aveva lasciato, di cui vado fiero. Oggi cosa registriamo? Che ci sono sensibilità politiche diverse su questo tema. Il sindaco spesso dice che la città è sempre contrapposta: è la Lega che sta spaccando la città”.

“Voglio ribadire la mia contrarietà a questa mozione ma qualche riflessione va fatta – ha spiegato Ada Mantovani del Gruppo Misto –  Non è questo il sistema per risolvere il problema però non possiamo dire che il problema in quel luogo non sussista. Io ogni volta che ci passo mi domando come si possa essere arrivati a tanto. Mi spiace umanamente per quelle persone ma d’altra parte comprendo i residenti della zona. In altre zone dove le persone dormono, alla mattina non c’è più nulla. A San Francesco invece c’è una vetrina della disperazione: ci sono materassi e persone che stanno in quella situazione tutto il giorno. Cosa possiamo fare? Rimane il tema del dormitorio ma che non può risolvere tutte le situazioni, allora penso che luoghi di questo tipo vanno monitorati con una sorta di nucleo ad hoc formato da volontari di unità di strada con ausilio di Polizia locale adeguatamente istruita”.

A chiudere il dibattito prima del voto le parole del sindaco Mario Landriscina.

“Chissà cosa pensa il sindaco? – ha esordito il primo cittadino – Pensare è difficile, per questo la maggior parte della gente giudica ma non pensa. Io ascolto estasiato le diverse posizioni. Il problema c’è e non si risolve a colpi di interventi. E’ giusto pensare che io debba prendere delle decisioni. Io ogni giorno cerco di capire cosa più unisce e non divide. Io ho un piano ma non soddisferà nessuno. Punti fermi ci sono: chi è in regola e vuole essere aiutato, può farlo. Ci sono delle persone che non possono godere di queste situazioni. Mi pregio di non prendere ordini da nessuno, mi riserverò di operare secondo le vostre decisioni ma con le mie modalità”.

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