il discorso del sindaco

Como, le minoranze chiedono le dimissioni di Corengia. Il sindaco: “Dovreste sciacquarvi la bocca”

Molti gli attacchi dalle minoranze.

Como, le minoranze chiedono le dimissioni di Corengia. Il sindaco: “Dovreste sciacquarvi la bocca”
Como città, 09 Settembre 2020 ore 22:06

Como, le minoranze chiedono le dimissioni di Corengia. Il sindaco: “Dovreste sciacquarvi la bocca”.

Como, le minoranze chiedono le dimissioni di Corengia. Il sindaco: “Dovreste sciacquarvi la bocca”

Molte critiche si sono levate questa sera in consiglio comunale verso l’assessore alle Politiche Sociali Angela Corengia. Al centro del dibattito quanto ripreso nel video pubblicato ieri da Cominciamo da Como che ha avuto anche rilevanza nazionale. Diversi i consiglieri comunali di minoranza che ne hanno chiesto le dimissioni ma il primo cittadino, Mario Landriscina, difende il suo operato.

“Il tema è igienico sanitario. Serve anche un minimo di rispetto per residenti e commercianti nonché per coloro che sostano in quell’area – ha esordito Mario Landriscina – L’assessore Corengia è balzata agli onori della cronaca e si è creato un caso mediatico. La conosco da tempo, è una persona garbata e minuta, che porta bene i suoi anni e che ha un’esperienza invidiabile, forte di un passato difficilmente discutibile. Quanti oggi la offendono o la additano alla pubblica ignominia, dovrebbero sciacquarsi la bocca. Potrebbe esserci stato un momento di leggerezza. Tutti scagliano la pietra perché tutti hanno un passato impeccabile. Lei svolge il suo ruolo con una grande passione, se ognuno in questo palazzo e fuori operasse un decimo di quello fa, lei ci sarebbe una città migliore”.

“Perché lo fa molti chiedono. A me importa di assessori che vadano sul campo e parlino con le persone. Quella mattinata, senza schiere di militari o picchiatori, è andata con gli operatori della sanificazione e pacificamente è intervenuta con il suo solito convincimento (ed è un suo strumento di lavoro). Io adoro le persone che fanno in silenzio” ha aggiunto il primo cittadino.

“Vedo una città divisa che si scontra, si insulta, urla. Un conto sono gli stimoli, un conto è continuare a speculare. Ancora una volta, credo inutilmente ma ci provo, chiedo a tutti di riflettere sul fatto che questo tipo di gestione delle relazioni non porterà a niente di buono perché si spaccherà ancora di più il tessuto sociale” sottolinea Landriscina.

Quindi il tema dormitorio, da più parti richiesto in base alla mozione approvata dal consiglio comunale un anno fa.

“Ho fatto decine di riunioni, ho riempito moduli e ho portato a casa ben poco – conclude – Sarà un mio limite, ma non mi chiamo fuori. Poi c’è un’altra parte di problema. Oggi i numeri di quelli che possono andare nel dormitorio a fronte di ciò che avete deliberato non giustifica questa soluzione e lo dico con difficoltà. Se investissimo soldi in questa cosa, qualcuno in questa sala farebbe un esposto alla Corte dei Conti. Li c’è gente che soffre e lì intorno c’è gente che lavora e vive. La responsabilità di tutti è un’altra cosa. Non è mandare l’esercito, è trovare una soluzione”.

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