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Delibera sul trasporto pubblico in attesa da 181 giorni. Civitas: “Ci appelleremo a Mattarella”

La delibera da discutere in consiglio comunale è stata presentata dalle minoranze lo scorso novembre.

Delibera sul trasporto pubblico in attesa da 181 giorni. Civitas: “Ci appelleremo a Mattarella”
Como città, 19 Maggio 2020 ore 09:51

Era novembre 2019 quando alcuni gruppi di minoranza a Palazzo Cernezzi (Civits, Pd, Svolta Civica) protocollavano una delibera di indirizzo che se approvata in consiglio comunale avrebbe impegnato il sindaco di Como a richiedere chiari obiettivi all’interno del bando di gara per l’affidamento del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Quella delibera non è ancora stata iscritta all’ordine del giorno dei lavori del consiglio comunale.

Delibera sul trasporto pubblico in attesa da 181 giorni

A chiedere spiegazioni proprio durante la seduta di ieri sera, 18 maggio 2020, è stato il consigliere di Civits Bruno Magatti: “Sono passati 181 giorni dalla presentazione della delibera, la legge prevede che venga discussa entro 180. Come si possono tutelare dei consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni? Sono senza parole”.

E il gruppo politico di minoranza sottolinea: “Sosteniamo in questo provvedimento la necessità di offrire nuovi modi per ridisegnare e vivere il trasporto pubblico della città di Como. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di un trasporto pubblico moderno che vada incontro alle reali esigenze dei cittadini. Parliamo del giovane studente, dell’anziano, del disabile e dal pendolare, migliaia di persone che hanno nuove necessità, anche e soprattutto dopo il COVID-19. Certifichiamo e testimoniamo questo gravissimo ritardo che non può più essere tollerato”.

“Mesi fa abbiamo sostenuto che la Presidentessa del Consiglio Comunale di Como, Anna Veronelli, stesse sbagliando gravemente e ingessando il Consiglio, la città di Como e i suoi cittadini dipingendo un’amministrazione pubblica con i toni e i colori ormai antichi e vetusti – aggiunge Civitas – Oggi l’amministrazione pubblica, per le svariate ragioni che tutti noi conosciamo, non è più e non può più essere in tale maniera. Come amministratori e praticanti della politica dobbiamo assumenti delle responsabilità più profonde e sentite”.

Il gruppo politico di minoranza quindi conclude: “Così sollecitati, dall’insipienza politica e istituzionale della Presidenza annunciamo che faremo valere il nostro interesse legittimo di fronte al Presidente della Repubblica”.

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