Elezioni a Cantù: le parole di chi ha perso

Francesco Pavesi scrive un lungo post, ringraziando chi ha creduto in lui.

Elezioni a Cantù: le parole di chi ha perso
Politica 26 Giugno 2017 ore 11:45

Elezioni a Cantù: Francesco Pavesi esterna tutta la sua amarezza.

Un lungo post

Ha utilizzato Facebook Francesco Pavesi, per evidenziare tutta la sua delusione per i risultati delle elezioni a Cantù. Questa mattina ha pubblicato un lungo post, sempre con toni pacati come è nel suo stile, ma molto chiaro e diretto.

La parole di Francesco Pavesi

“Dopo una notte di speranza e delusione, oggi è il giorno dell’amarezza. Siamo amareggiati che la nostra città non abbia colto la differenza, che siano prevalsi gli slogan facili che parlano alla pancia alla competenza delle persone e dei programmi. Siamo anche grati a tanti cittadini che hanno alimentato la speranza di farcela, a chi non ci aveva votato ed ha ritenuto doveroso esprimersi per l’alternativa. Grazie alle tante persone che mi hanno dimostrato stima e hanno apprezzato la nostra campagna elettorale”.

I complimenti all’avversario

“Ho telefonato nella notte al mio avversario per complimentarmi della vittoria: in questi giorni attendiamo che costruisca una Giunta di persone competenti nei diversi settori che dovranno amministrare, avremo modo di giudicarli per il loro curriculum e le attività dei primi mesi di governo”.

Il primo bilancio e uno sguardo al futuro

“Noi usciamo stanchi da cinque anni di amministrazione in cui ci siamo spesi quotidianamente, non siamo arrivati a tutto ma abbiamo fatto tanto, da una campagna elettorale partita lenta e finita intensa da non fermarsi un attimo. Ora l’amarezza lascerà spazio all’impegno: un’opposizione seria, competente, senza che atto della giunta e della macchina amministrativa non sia controllato e valutato: lo dobbiamo ai tanti canturini che hanno creduto in noi.
Termino questa avventura circondato dall’affetto di tanti amici e compagni di strada, orgoglioso del loro lavoro. Il mio ultimo pensiero di questa campagna elettorale e il primo di questo nuovo corso va ai giovani: ai tanti che non sono andati a votare e ai nostri di Cantù Rugiada, impegnati, coinvolti, propositivi, autonomi e desiderosi di confrontarsi fino a notte tarda: qui c’è il nostro presente, qui c’è da lavorare!”.

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