L’intenzione è quella di aggrapparsi a un’iniziativa prevista dalla legge che potrebbe consentire il mantenimento del servizio a Erba a vantaggio dei cittadini erbesi ma anche dei molti Comuni del distretto e del Triangolo lariano
Una riflessione più ampia sul futuro del nosocomio cittadino
Questa mattina, lunedì 21 settembre, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Erba, guidato da Luisella Ciceri, ha presentato una mozione per la salvaguardia del punto nascite dell’Ospedale. Lo scopo è quello di salvare il reparto Maternità: per farlo è necessario che questo obiettivo debba essere inserito in una più ampia riflessione sul futuro dell’Ospedale di Erba, affinché il presidio continui a mantenere un ruolo ospedaliero effettivo e adeguato ai bisogni della popolazione e non sia interessato, in assenza di una preventiva e trasparente valutazione dei bisogni sanitari territoriali, da progressivi ridimensionamenti dei servizi.
Tanti elementi che porterebbero alla salvezza della Maternità
FdI punta alla salvezza del punto nascite attraverso l’analisi dei dati e del territorio: anzitutto cita il Dm dell’11 novembre 2015 che prevede la possibilità di chiedere una deroga alla disciplina nazionale che individua nella soglia dei 500 parti annui un parametro significativo per la riorganizzazione del servizio. Erba ne ha registrati 320 nel 2025 e ne prevede 250 per il 2026, ma Fratelli d’Italia sottolinea come devono essere considerati anche sicurezza della struttura, organizzazione della rete, trasporti, bacino d’utenza e caratteristiche territoriali.
Si cerca l’unità con i Comuni dell’Erbese, del Triangolo lariano e del territorio
Le decisioni riguardanti il futuro dell’Ospedale di Erba per FdI non interessano esclusivamente il Comune nel quale esso è ubicato, ma coinvolgono direttamente tutti i paesi il cui territorio e la cui popolazione fanno riferimento al presidio.
Un’iniziativa istituzionale condivisa tra Erba, i comuni del relativo distretto, i comuni del Triangolo lariano e gli ulteriori territori effettivamente interessati consentirebbe di rappresentare alla regione Lombardia in maniera più completa le esigenze del bacino di utenza e di acquisire i dati necessari per una corretta valutazione della situazione.
Tutte le richieste esposte a sindaco e Giunta
Ecco cosa chiede nello specifico Fratelli d’Italia nella mozione presentata al sindaco Mauro Caprani e alla Giunta impegnandoli a:
- richiedere con urgenza a Regione Lombardia, Ats Insubria e agli altri soggetti competenti che, prima dell’assunzione di ogni determinazione definitiva relativa alla cessazione dell’attività del punto parto dell’ospedale di Erba, venga svolta e resa disponibile una completa istruttoria tecnica relativa alla situazione del presidio;
- chiedere a Regione Lombardia di verificare espressamente la sussistenza delle condizioni per l’attivazione della procedura prevista dal decreto ministeriale 11 novembre 2015 per il mantenimento in attività dei punti nascita con volumi inferiori ai 500 parti annui e, qualora ne ricorrano i presupposti, di attivare la relativa procedura presso gli organismi nazionali competenti;
- chiedere che, nelle more di tali approfondimenti e della valutazione dell’eventuale percorso di deroga, non venga assunta una determinazione definitiva sulla cessazione dell’attività del punto parto;
- promuovere il coinvolgimento dei sindaci dei 28 comuni appartenenti al distretto di Erba e degli ulteriori comuni del Triangolo lariano e dei territori limitrofi effettivamente interessati all’attività dell’ospedale, affinché possa essere assunta, nel rispetto dell’autonomia di ciascuna amministrazione, una posizione istituzionale coordinata sulla necessità di garantire adeguati servizi ospedalieri di prossimità;
- trasmettere la presente deliberazione ai predetti Comuni, invitandoli a valutarne la condivisione attraverso analoghi atti dei rispettivi organi istituzionali;
- rappresentare agli organismi competenti l’esigenza che eventuali future ipotesi di riorganizzazione o ridimensionamento di reparti o servizi dell’Ospedale di Erba siano precedute da un’adeguata valutazione dei bisogni sanitari del territorio, degli effetti sull’accessibilità delle cure e delle possibili soluzioni alternative, nonché da un tempestivo confronto con le istituzioni locali;
- riferire al Consiglio comunale sugli esiti delle iniziative intraprese e sulle determinazioni che verranno assunte dagli organismi sanitari e regionali competenti.